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Spògliati e scendi

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Erotismo e dolce stil novo. Incredibile ignoranza dei presentatori di musica classica alla Rai e altrove. Sempre e ovunque vilipesa la nostra lingua ai microfoni e sugli schermi

Verona, 10 agosto 2017. - di Sergio Stancanelli

«Spògliati e scendi dall'auto. Litiga con il compagno e viene lasciata nuda in strada a Napoli». "Ottopagine" racconta l'episodio, ripreso in internet. «Sull'accaduto è stato aperto un fascicolo d'indagine [non hanno niente di più importante di cui occuparsi?, n.d.c.] al quale vi lavorano gli agenti della Polizia municipale».

E così, mentre noi ci occupiamo della grammatica italiana oggi, che gareggia con la filosofia di ieri nell'andar povera e derelitta, diamo un'occhiata ai nostri appunti inediti raccolti nel corso del tempo, che gareggiano in follia non solo nel campo della grammatica ma anche in quello della cultura come della logica e del buon senso. Un comunicato stampa della Scuola di musica di Fiesole ci informava che «Dal 7 al 13 marzo [era il 2005] la Scuola di musica di Fiesole promuove in villa Demidoff a Firenze una nuova sessione dell'Accademia europea del Quartetto. Giunge così al settimo appuntamento questo progetto nato nel 2002 [?!]. Questa iniziativa fa parte dell'European chamber music academy di cui ne fanno parte prestigiose istituzioni. Il corso si svolgerà in villa Demidoff a Firenze dal 7 al 13 settembre». Chiedo scusa, ma, a parte che se è nato nel 2002, il 2005 segna il quarto anniversario (a meno che non lo si faccia ogni sei mesi, e allora ditelo), e a parte che il pronome è di troppo quando c'è il nome, il corso si fa in marzo o in settembre??

A proposito di comunicati, diamo un'occhiata nelle nostre raccolte a quello diffuso il 22 gennaio 1997 dall'allora Ente lirico Arena di Verona. «Mai rappresentato a Verona, "Gianni Schicchi" costituisce una novità. La vicenda è ambientata nel 1299. Questo ha comportato una ricerca attenta sullo spartito, le cui sonorità appartengono decisamente alla musica del Novecento». La notazione è intelligente, ma lo spartito non c'entra: la ricerca è relativa alla partitura. In data 30 dicembre '96 invece sempre l'Ente autonomo, usando una preposizione inesistente («ne») e annunciando l'andata in scena di "Il pipistrello" «al teatro Filarmonico» anziché nel teatro, vantava la fama di "Die Fledermaus" nell'aria mitteleuropea: evidentemente voleva dire nell'area.

Sempre a gloria dell'ente Arena, ho in mano un foglio di pubblicità "Invito a teatro", che propone gli spettacoli in calendario nel Filarmonico di Verona, tra cui «la "Messa da requiem" che Giuseppe Verdi scrisse alla morte di Giacomo Manzoni, omaggio alla grande figura di letterato e di uomo». Manzoni (Alessandro) morì nel 1873 e Verdi scrisse la Messa da requiem nel primo anniversario, 1874. Manzoni Giacomo, uomo senza dubbio ma musicista più che letterato, compirà in settembre 85 anni e sta bene.

Dalla carta stampata agli schermi. Retequattro 23 dicembre 2004, rubrica "Ultima razzia": Patrizio Roversi in una libreria. All'esterno, davanti alla saracinesca abbassata, stanno due tizi presentati come scrittori. – Io di libri ne ho scritti due – dice l'uno – , e te? – . (Per la cronaca, – Io uno – , è la risposta dell'altro).

Programma "Forum" 24 dicembre. Fabrizio Bracconeri a Rita Dalla Chiesa: - Sei amica mia te? - .
Stesso programma 31 dicembre. Un contendente: - A tirare gli oggetti è stata Irina, il quale neanche sa dove abita - . Ancora, 12 gennaio. Marco Senise: - Ci sei anche te - . 18 febbraio, il medesimo: – A me mi sembra un tipo molto pericoloso – .

Raitre, 30 dicembre, "Primo piano, Gaia, Anatomia di una catastrofe". Maurizio Mannoni, fra una pletora di «ecco» e di «no?»: - Ecco, di questo ne parleremo più tardi, no? - . In collegamento c'è Giuseppe Bonavolontà che ogni tre parole emette un «eh».

Conferenza stampa Berlusconi, 30 dicembre. Una giornalista: - Lei pensa che questo possa costituire un ostacolo per il governo? - . Berlusconi: - Affatto - («affatto» non significa no, per niente, bensì sì, del tutto).

"Striscia la notizia", Canalecinque 4 gennaio 2005. Moreno Morello da Verona: - Cosa ne pensate voi di questo scempio? - .

"Prima della prima", "Renato Brusòn, il signore dei baritoni": – Il parroco del mio paese aveva gli spartiti di tutte le opere – (invece che le partiture).

Angelo Lombardi, "L'amico degli animali, i corazzati": – Però bisogna darci della carne tritata [alla tartaruga]. Oppure lanciarci la pesca con la murena [alle tartarughe]– .

"L'età moderna", 10ª puntata di "La straordinaria storia d'Italia", Rossana Podestà: - Qui, in questo palazzo, la corte vi soggiornava in autunno - .

ItaliaUno 15 ottobre '96, Paolo Liguori conduce "Fatti e misfatti". – Io vorrei sapere quello che pensi
te – . - Abbiamo sentito quello che pensi te - .

Telefilm "Disperato" della serie tivù "Cuore contro cuore". – Noi non sappiamo se è stato Claudio – .
– Chiamalo, parlaci – .

Telefilm "La ragazza del circo" della serie "Nucleo centrale investigativo". - Ma di questo ne parleremo dopo - .

Film "2013 la fortezza": – Sono spiacente – (che significa Non piaccio ).

Film "Don Chisciotte" di Peter Yates (2000): - Perché è convinto che le ho dato quella lettera - .

Film "Qualcosa di cui sparlare" (1995): - Grace ti deve parlare, ma devo parlarci prima io - .

Film "Io speriamo che me la cavo" (1992), il maestro (!): - Con questa persona ci devo parlare - .

Film "Perversione mortale" (1992): - Ci parlerei volentieri – [con lui].

Film "Prova di memoria" (1991): - Sono spiacente, ma il pittore ha fatto da intermediario direttamente - .

Film "L'omicidio corre sul filo" (1989): - Sono molto spiacente di averla fatta aspettare - .
- Sono molto spiacente, e in considerazione dei suoi sentimenti voglio che lei accetti questo - .
- Sono terribilmente spiacente di questo e la prego di accettare le mie scuse - .
- Sono spiacente, signora Stevenson, lei non capisce niente di questa storia - .

Film "Il lupo di mare" (1987): - Ma, Silvestro, anche te : le bambine ci mettiamo a guardare?! - .
- Perché te nella vita continuerai sempre a servire a tavola - .
- Cosa ridi te, cosa ridi? - .
- Stai zitto te che non l'hai mai vista - .
- E' gagliarda, chi l'ha scritta, te ? - .
- E' inutile che te e mia madre continuiate con questa storia - .
- Ma guarda te. Oh, l'è dura la bambina da beccare - .
- Ma va anche te, va là - .

Film "Scandalosa Gilda" (1985), Gabriele Lavia: - E' meglio che sto zitto, è meglio che sto zitto - .

Film "Fotografando Patrizia" (1984): - Guarda, la tua biondina: vuoi che ci parli? - .

Film "Due sotto il divano" (1980): - Posso parlarci un momento? – (con lui) .
donna: - Sono terribilmente spiacente - .
- Sono spiacente, signore, il signor Madox non può riceverla adesso - .
uomo: - Sono spiacente - .
il protagonista: - Sono spiacente, niente vodka - .

Film "Mondo candido" (1975): - Gli piacciono i calci: che se li vada a cercare, come hai fatto te - .

Film "A muso duro" (1974): - Ci faccio due chiacchiere [con lui] e il gioco è fatto - .

Film "Anche gli uccelli uccidono" (1970): - E lui dov'era quando lei ci ha parlato? - .

Film "Il fornaretto di Venezia" (1963): - Con te ci parlo, sì - .

Film "I due colonnelli" (1962): - Le rape te le mangi te, brutta strega - .

Film "L'appartamento" (1960): - E il raffreddore? Si rilasci, Bart – (per si rilassi).

Film "I due capitani" (1955): - Sono spiacente che tu debba partire - . - Anch'io - .

Film "L'isola del paradiso" (1954): - Non ho potuto farne a meno, sono spiacente - .

Film "Francis il mulo parlante" (1950): - E anche te, fuori dai piedi tutti e due - .

Film "Errore giudiziario" (1947): - Credetemi, sono spiacente di essere stato obbligato a ricorrere ancora a voi - . – Signori, sono spiacentissimo di non potervi aiutare – . - Spiacente, io non ho visto né sentito - . – Ma io uscii dalla cassa dopo averlo avvertito, sono molto spiacente – .

Dagli schermi televisivi e cinematografici alla radio. Radiotre, 6 gennaio 1997, "Mattinotre", Invito al concerto, Jacopo Pellegrini. Prima inverte il programma che prevede "Cantata" di Bach e "Marcia" di Herbert. Poi presenta la « "Kindersymphonie" in sol magg.» di Leopold Mozart, che, dice, «per l'occasione è indicata in partitura come "Cassatio ex G" », e ne elenca i «sette movimenti». Innanzi tutto, la "Sinfonia per bambini", nota come "Sinfonia dei giocattoli", già attribuita prima a Joseph o a Michael Haydn, poi al padre di Wolfgang Amadeus, che è in do magg., non in sol, e in tre, non in sette movimenti, ormai da decenni è accertato essere opera di Edmund Angerer, monaco benedettino nel convento di Fiecht in Tirolo, che titolò la partitura "Divertimento". All'ascolto si constata che la musica trasmessa non è quella, celeberrima, che l'esperto presentatore ha annunciato, bensì quella della "Cassazione", che è in sol (G significa sol magg.) e in sette movimenti. Al termine il dotto musicologo riconferma che «abbiamo ascoltato la "Kindersymphonie" di Leopold Mozart», e siccome a lui evidentemente sta antipatica, promette a noi che per i prossimi cinque anni non ce la farà più ascoltare. A parte ch'è incredibile come un tizio investito dalla Rai del compito di presentare musica sinfonica, non conosca e non riconosca composizioni così celebri, neanche è stato messo in sospetto dalla durata abnorme (la cosiddetta "Sinfonia" dura meno di 10 minuti, la "Cassazione" quasi 20). Non sarebbe male se se la riascoltasse lui, visto che ascolta una cosa credendo di ascoltarne un'altra.

8 gennaio. Il medesimo campione di competenza musicale ci fa ascoltare il «3° Intermezzo» da "Rosamunda", sentenziando che l'autrice del dramma, Helmina von Chézy, fu una delle peggiori librettiste e drammaturghe dell'800. L'"Intermezzo" trasmesso è il primo intermezzo della partitura, e non «il terzo», che neanche esiste: è il numero 3 della partitura. Un secondo – ed ultimo – "Intermezzo" si trova al numero 8.

In prosieguo, il Pellegrini, che non è infondato supporre lautamente compensato dalla Rai, ci presenta fuori programma l'"Ave Maria" di Schubert, precisando, a scanso del dubbio d'un lapsus, che si tratta dell'«op.52 n.6, trascrizione (sic) dal primo Preludio e fuga (sic) di Bach». A parte che non di trascrizione si tratta bensì dell'imposizione di una melodia al 1° Preludio (senza la fuga) dal "Clavicembalo" di Bach usato come basso, l'autore, come tutti escluso il Pellegrini sanno, è Gounod, non Schubert (autore di un'altra "Ave Maria" che non ha nulla a che vedere con questa).

10 gennaio, ancora il grande musicologo non ancora messo alla porta dal canale culturale della Radio, con altre bestialità. Presenta i "Canoni" di Haydn, «catalogo Hoboken 31» (no, 27: 31 è il numero della catalogazione Henle), e precisamente il «Canone n.24 in mi bemolle magg.» (no: il n.24 è in mi magg.).

Poi presenta in trascrizione per trio jazz l'"Aria in sol" «dalla Suite n.1» di Bach. Anche dopo l'esecuzione ripete «dalla prima Suite». E' dalla "Suite n.3".

Presenta il "Regina coeli K.108" di Mozart «scritto nel 1778». Fu scritto nel 1771 (ci sono altri due "Regina coeli" di Mozart, K.127 e K.276, scritti rispettivamente nel 1772 e nel 1779).

Presenta l'opera di Mascagni "Pinotta": «questo idillio proletario, perché tutti sono contenti di lavorare, il padrone è contento di far lavorare e non schiavizza nessuno, buon per loro che ci credono». Cretino.

Radiotre, 7 febbraio 1997, "Mattinotre". Carlo Mayer, direttore artistico a Torino, taccia di «cretinismo interpretativo» Toti Del Monte in Madama Butterfly di Puccini. La famosa soprano si chiamava Toti Dal Monte: il preclaro dirigente parla senza sapere di chi stia parlando.

Sandro Cappelletto 25 febbraio. «La pubblicazione d'un disco con sei Concerti per molti strumenti di Vivaldi sfata la comune convinzione che Vivaldi abbia scritto solo Concerti per violino». Convinzione comune? solo sua! Annuncia il "Concerto RV.579 per oboe, salmoè e tre viole all'inglese" ignorando il violino che è il primo degli strumenti solisti. Poi si rimette a parlare quando il Concerto non è ancora finito evidentemente credendo che sia finito. Ci fa ascoltare il «terzo e ultimo movimento, allegro, del "Concerto RV.556"». Il "Concerto RV.556" è in quattro movimenti. Infine, dopo che ha proposto i tre "Concerti" di Vivaldi: «Passiamo a un altro settore, lasciamo la musica di Vivaldi e andiamo alla musica strumentale». Et non plus ultra.

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