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“il Venerdì di Repubblica”

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Euro è invariabile al plurale – Siamo rappresentati da spaventapasseri - Col numero vince la quantità, non la qualità – Pompei cade a pezzi ma per la soprintendenza niente di allarmante – papa Francesco sorvola sulla ricorrenza di Fatima – Errori nelle didascalie dei film, e ricca messe di strafalcioni consultando le raccolte del "tv Radiocorriere"

Riviste ricevute

Verona, 10 gennaio 2018. - di Sergio Stancanelli

L'ultima rivista avuta – non da altri che da mio figlio Cesare - mentre mi trovavo ricoverato ("Dalla musica alla cronaca", Trentino libero 6 gennaio), è "il Venerdì" del 29 dicembre 2017. Ha contribuito ad intrattenermi per una settimana con le ultime novità su Pompei, sui delfini e su altri argomenti di interessante e non frequente argomento. E mi dà occasione per segnalare passi particolarmente significativi oltre che per suggerirne qualche miglioramento badando ai refusi, alle inesattezze e agli errori.

Cominciamo con "Una prof da premio Nobel", rubrica "Contromano" di Curzio Maltese: «... centinaia di articoli e ore di tv intorno a fake news su bande criminali, video hard, eroina, inchieste segrete che sono state smentite una ad una da questura, carabinieri e ministero. E ovviamente nessuno che chieda scusa alle vittime di un furibondo bullismo da parte di irresponsabili e impuniti». Condivido, eccezione fatta per l'uso di tre parole inglesi.

Nella pagina successiva richiamano attenzione le fotografie di Benito Mussolini (in nero) che accarezza una leonessa e di Vladimir Putin (a colori) con in grembo un leopardo. L'articolo – "Il ruggito dei dittatori" – è di Filippo Ceccarelli, secondo cui «Il calendario è stato messo in vendita a 18 euri».
In pagina 8 – che in realtà è la 6ª del settimanale – , sotto il titolo "Aprimi cielo", per la firma di Alessandro Bergonzoni, leggo e cito: «Mi auguro che venga istituita una Commissione parlamentare o extra parlamentare degli errori, per commetterne meno e non usar più due pesi e milioni di misure in tutti i campi, soprattutto quelli dove siamo rappresentati da spaventapasseri».
"Sottovuoto", di Massino Bucchi: «Nemmeno Erode si accorse di niente». Nessuno al mondo può accorgersi di niente.
A Natalia Aspesi, che risponde ai lettori in "Questioni di cuori", le certezze non mancano. Anche se scrive «ho cominciato a perderne»: «Certo ci vogliono intelligenza... », «Certo tra dedicarsi al tango... », «Certo lei non ha perso quel che le stava a cuore... ». Chiude affermando: «Quanto allo stare soli, certe volte è più appagante che lo stare con qualcuno di cui faremmo volentieri a meno.» Salvo pentircene dopo averlo cacciato e constatare che «meglio male accompagnati che soli».
Michele Serra ("Per posta") titola in modo discutibile "Io non ci salirei su un aereo guidato da me". E scrive: «... uniti si vince e divisi si perde. E' persino banale. Però è vero». E' vero, ma – qui sta il fallimento programmatico della democrazia, - chi vince è la quantità, non la qualità.
In "L'Italia sotto sotto" di Antonio Ferrara: A Pompei, «una porzione di muro nella Casa della caccia ai tori si è staccata. Un altro allarme dalla Casa dei vettii. In gennaio un cedimento ha interessato la Casa del pressorio». In tutti i casi, «per la Soprintendenza nulla di allarmante». Un refuso è, più avanti, «questo nuova forma di rendicontazione».
"Nuovo mistero di Fatima". Qualche cinquant'anni fa, Novella Parigini, della quale organizzavo le mostre, mi condusse a cena in compagnia di un alto prelato, il quale conosceva il segreto della terza rivelazione di Fatima, e ce la svelò. Era tanto interessante che, che rientrato chez moi, non ricordavo più di cosa si trattasse. Ora, Filippo Di Giacomo rileva che, «tra i fasti del quarto anno di pontificato, in alcuni ambienti cattolici è stata notata una grande assente. Il 13 maggio ricorreva il centenario dell'apparizione della madonna a Fatima. Sebbene papa Francesco vi abbia dedicato ventiquattro ore, i delusi insistono nel sostenere che il papa argentino si è occupato solo di disarmare la carica contenuta nelle parole di Maria». Il fatto è che, se fosse un ingenuo credulone, questo Francesco sarebbe curato in una chiesa di campagna. Per arrivare ad occupare il soglio pontificale, occorrono intelligenza e disinvoltura. E chi non sia del tutto uno sciocco, sa discernere nella cronaca quotidiana le panzane inventate da un trio di pastorelli portoghesi dotati di inventiva e di fantasia.
Giuliano Aluffi ("Il terremoto di Loch Ness", o meglio il terremito) sottolinea che nel Plutonium in Hierapolis, tempio di Cibale, mentre gli animali morivano asfissiati dal gas che si stratificava in basso, i sacerdoti rimanevano incolumi, non grazie al loro rapporto con la divinità, bensì perché essendo più alti restavano al di sopra dello strato di anidride carbonica. Nel suo lungo articolo, che con le illustrazioni occupa tre pagine, cita tre volte il pianeta Terra scrivendolo con l'iniziale minuscola.
Alex Saragona ("I delfini si parlano, ma sono tutte chiacchiere") scrive che «I delfini sono animali intelligenti», «però sospetto che se non avessimo massacrato per millenni gli animali terrestri, forse avremmo un rapporto simile» anche con altri animali.
Lucia Bosè si avvicina agli 87, e a Marco Cicala dichiara: «a me non me ne importa nulla dell'aumento della popolazione mondiale», ed anche «Le corride sono bellissime. Ma non mi piacciono». Quando si hanno le idee chiare.
Esaurito l'attuale settimanale, passo ad attingere ai miei appunti. Errori di vari generi nei film.
"Il viaggio di Natty Gann". Didascalie italiane: "The journei of N. G.".
"Terapia di gruppo". Didascalie italiane: «con Nicolle Evans». Il nome è Nicole.
"Follie di Hollywood". Didascalie italiane: «con Adolph Menjou, Helm Jepson». I nomi sono Adolphe e Helen.
Errori sul Tv Radiocorriere. 8 febbraio 1990, Italia 1, film "Conan il barbaro", con Sandhal Bergman. Il nome è Sandahl.
11 febbraio, Odeon, film "Stronghold", regia di Bobby Eehart. Si chiama Eerhart.
15 febbraio, Italia 1, film "Conan il distruttore", regia di Richard O. Fleisher. Si chiama Richard Fleischer.
Stessa data, Rete 4, film "Irma la dolce", 1962. Sul Radiocorriere del 24 dicembre 1989, programmato da Raitre, è del 1963.
18 febbraio, V canale, ore 17.45, Per il pianoforte, B. Bartók, Quattordici Bagatelle. Bagattelle vuole due -t-.
id., ore 19.30, Vetrina del disco: H. Distler, "Totentantz". In luogo di "Totentanz".
id., ore 23, A notte alta: G. Gershwin, "Rapsodia in blu". E' in blue.
Stesso giorno, Rete 4, ore 23.30, Domenica in concerto, violinista Viktoria Mullowa. Si chiama Mullova.
18/24 febbraio, notizia "Il cinema Italia a Buenos Ayres", nel testo «... la Rai e la Sacis si sono assicurate il cinema Atlas a Buenos Ayres». La città si chiama Buenos Aires.
19 febbraio, V canale, ore 9, A confronto. P. I. Ciajkovskij: "Canzonetta, Andante, Finale (Allegro vivacissimo)" dal Concerto in re maggiore". I tempi sono Canzonetta (andante) e finale (allegro vivacissimo).
id., ore 12.45, Lorin Maazel dirige Alexander Zemlinsky: "Liriche Symphonye". Symphonie.
La durata della Sinfonia è di 45 minuti, ma il programma successivo è previsto alle ore 13! Di fatto, inizia poi alle 13,30.
id., ore 14.35, Un compositore catalano: J. Cererol. Si chiama Cererols.
20 febbraio, V canale, ore 8.25 Carlo Farina. In luogo di 8,35.
21 febbraio, V canale, ore 8.30, Revisioni: A. Borodin, "Sinfonian.12". Borodin scrisse due Sinfonie.
Stesso giorno, Raitre, ore 20.30, film "Quando l'amore se n'è andato", durata 1h 54'. Programma successivo "Derby speciale" previsto alle 22,05. Infatti la durata del film è 1h 32'.
23 febbraio, Radiotre, ore 8.30, Concerto del mattino: J.S. Bach, "Cantata BWV.75", Collegium Vocale Gent. Invece di Gand.
24 febbraio, V canale, ore 10.30, A. F. Gresnick, "Le baiser donné et rendu", opera in un atto; interpreti Suzanne, C. Radult; Delmance, S. van Dycl. Il 31 marzo 1988 si chiamavano C. Raoult e S. van Dick.
Stessa data, ore 21.30, Classici del '900, D. Milhaud, "Suite" per onde musicali, martenot e pianoforte. E' "Suite" per onde Martenot e pianoforte.
21 settembre, Raidue ore 16.50, film "Sopra di noi il mare", 1956. E' del '54.
24 settembre, Raidue ore 21.35, commedia "Questi fantasmi" con Nina Da Padova, Mauro Calgoni,
Stesso giorno, Raiuno ore 22.4o, opera "Il signor Bruschino", direttore Renato Renzetti. Si chiama Donato. Fra gli interpreti, manca quello di Bruschino figlio: Eugenio Favano.
25 settembre, Radiotre ore 8.30, Concerto del mattino, Beethoven, "Andante op.57" per pianoforte.
E' fuori catalogo (op.57 è l'"Appassionata").
Stessa data, V canale, ore 18.30, Antologia di interpreti, R. Ducassé. Si chiama Roger Ducasse.
27 settembre, Raiuno, ore 23.45, "Una sfera inquieta", un programma di Antonio Mulas. Il programma è dovuto ad Atonia Mulas.
29 settembre, Raidue, film "Il caso Mattei", 1979. E' del '72.
30 settembre, Canale 5, ore 20.30, "Sacrificio d'amore", regia di David Green. Il regista è Dadid Greene.
15 ottobre, Raiuno, ore 20.40, film "L'ultimo imperatore", con Yong Ruo Cheng e Wictor Wong. Gli interpreti sono John Lone, Joan Chen e Victor Wong.
16 ottobre, Raidue, ore 10, "Lettera di una sconosciuta", produzione Universal. Il titolo è "Lettera a una sconosciuta".
17 ottobre, Raiuno, ore 20.40, "Un ragazzino sulla trentina", con A. Carol. "Un ragazzino di quasi 30 anni", con Adam Carl.
Stesso giorno, V canale, ore 21.30. Hummel, Messa in si bemolle maggiore. E' in mi bemolle maggiore.
18 ottobre, V canale, ore 15.55, e 19 ottobre, Radiotre, ore 8.30. Richard Strauss, Sonata in si minore n.9 op.5 per pianoforte. E' la Sonata n.2.

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