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Lettera Numero: 707

Verona, 12 gennaio 2018. - di Paolo Danieli*

Piano piano, ma ci stiamo arrivando. L'operazione parte da lontano, i registi sempre quelli. Quando qualcuno osa accennare ad una regia occulta, dal mainstream mediatico scatta automatica l'accusa di "visionario complottista".

Hanno convinto la gente che i dazi doganali sono antiquati e rozzi. Viva la libertà di circolazione delle merci! Così l'Europa è inondata di prodotti a basso costo provenienti da paesi dove le garanzie per i lavoratori sono inesistenti.

Hanno causato la delocalizzazione, che ha fatto calare i posti di lavoro.

Hanno fatto arrivare masse di immigrati maschi, giovani e forti che servono come riserva di mano d'opera, deterrente per eventuali rivendicazioni dei lavoratori: se non vi va bene così, fuori uno e avanti un altro!

Vogliono convincerci che se i giovani italiani sono costretti ad andare all'estero per trovare lavoro, questo è un bene.

Raccontano che l'identità, la sovranità, la famiglia, le tradizioni sono tutte cose superate e che ci dobbiamo aprire e mescolare con chiunque arrivi a casa nostra.

Adesso ci vogliono anche dare da mangiare gli insetti. Cosa sono questi stupidi pregiudizi nei confronti di grilli, vermi e scarafaggi? Se i cinesi mangiano le cavallette, chi siamo noi per rifiutarle come cibo? In fin dei conti sono proteine. E costano molto meno della carne e del pesce. E siccome, nell'ambito della proletarizzazione dell'Europa, è programmato un impoverimento della popolazione, ecco trovato il rimedio: gli diamo da mangiare gli insetti.

Hanno cominciato con una normativa europea, recepita dall'Italia, che dichiara che dal primo gennaio 2018 queste schifezze sono commestibili. Poi, c'è da aspettarselo, arriverà l'ordine del Grande Fratello: mangiare i vermi fa bene. E giù servizi televisivi per convincere quanto sia "in" ingurgitare la camole della farina che sono molto meglio degli spaghetti.

Chi si rifiuta non ha sensibilità sociale, è un pericoloso reazionario perché di fatto toglie il cibo di bocca ad un altro sulla faccia della terra.

Andando avanti di questo passo non è detto che al nuovo ceto medio proletarizzato venga inculcata una nuova religione: la coprofagia, dicendo che mangiare le proprie feci è il massimo della sensibilità sociale, perché in questo modo non si porta via niente a nessuno e si rispetta l'ambiente.

* già senatore della repubblica

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