Gio10182018

Last update03:17:02

Back Magazine Magazine Attualità Globalizzazione e internazionalismo

Globalizzazione e internazionalismo

  • PDF
Valutazione attuale: / 2
ScarsoOttimo 

Lettera Numero: 710

Verona,12 febbraio 2018. - di Paolo Danieli*

Si sta facendo strada l'esigenza di ripensare, alla luce della globalizzazione, categorie come "destra" e "sinistra" riconsiderandole con nuovi occhi. Nella "Lettera politica n.706" si sottolineava che oltretutto bisogna considerare che non sono un tutto omogeneo come dimostrato dai sommovimenti a sinistra.

Anche a destra esistono distinzioni. Neo e post-fascisti, populisti, cattolici, conservatori, liberali, socialisti nazionali convivono in un'area che una volta era tenuta assieme dal collante del comunismo-nemico-comune. Ma il comunismo non c'è più. A tenerli uniti oggi c'è la difesa di principi e valori della nostra civiltà messi in discussione dal progetto del Pensiero Unico che porta al dominio del Grande Fratello orwelliano promosso dalla finanza internazionale spacciato come sviluppo ineludibile del Sistema. E' quindi il sistema liberal-capitalista il nemico della destra. Che, pur partendo da presupposti diversi, è anche il nemico della sinistra. Quella vera, non quella "liberal". E, dato che l'atto fondamentale della guerra – che è la politica portata aventi con altri mezzi- è la definizione del nemico ( von Clausewitz), destra e sinistra, avendo un nemico comune, dovrebbero essere alleate.
Affermazione azzardata? No. I punti d'incontro sono più di quelli di scontro:

  • base sociale sovrapponibile a causa della proletarizzazione della classe media
  • superamento della lotta di classe per la consapevolezza che l'interesse dei lavoratori e dei datori di lavoro coincidono specie nelle piccole e medie imprese.
  • volontà di mantenere in capo al popolo il potere politico
  • attenzione al sociale
  • attenzione all'ambiente
  • avversione al consumismo, allo strapotere della tecnocrazia europea e ai privilegi delle banche

A dividere destra e sinistra rimane l'internazionalismo, vestigio dell'utopia crollata nel 1989. Ma quei confini che avrebbero dovuto essere cancellati dalla rivoluzione proletaria in realtà sono stati eliminati dal liberal-capitalismo con la globalizzazione. Il cosmopolitismo, che dell'internazionalismo è parente stretto, è l'arma vincente del Grande Fratello perché portando le decisioni sempre più lontano dal popolo, nelle segrete stanze dell'alta finanza, fa il gioco del Sistema ed ha mano libera per attuare il suo programma di dominio.

Il popolo riesce a far valer i propri diritti e ad esercitare la sovranità solo se rimane attaccato saldamente alla propria identità nazionale. E' questo il concetto che la sinistra deve rielaborare.
E' questo il nodo principale da sciogliere per costruire un immenso blocco popolare in grado di fronteggiare le oligarchie che ci stanno schiavizzando.

* già senatore della repubblica

Globalizzazione e internazionalismo