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Ci risiamo con gli epigoni del passato

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Monselice, 15 settembre 2019. - di Adalberto de' Bartolomeis

... di un passato talmente doloroso, tragico e schifoso che mai e poi mai avremo voluto che taluni, fortunatamente, non italiani, ripiombassero in rigurgiti nostalgici di un'ideologia che non tramonta: il comunismo, fondamentalista pure!

Il 12 settembre 2019, nella bella Trieste, in piazza della Borsa è stata celebrata una cerimonia in onore a Gabriele D'Annunzio, scoprendone una statua. Questo gesto che rievoca un'impresa risorgimentale di ben 100 anni fa!!!! la presa di Fiume che purtroppo durò poco più di un anno, per la grande beffa che il Trattato di Versailles e di Parigi fecero all'Italia, dopo aver combattuto al fianco di strani alleati e lasciato sul terreno oltre 600.000 morti, dispersi, mutilati ed invalidi, è la storia che lo dice, non io, trascorre giusto un secolo tondo ed il governo croato fa pervenire al suo consolato, a Trieste, da recapitare, immediatamente, al sindaco della città ed altri rappresentanti politici, tutto il suo biasimo.

Pazzesco!!!! Forviante!!! Da delirio! A quel tempo, nel 1919 la Croazia, come anche la Slovenia non si configuravano nemmeno in Stati, ma ad ogni buon conto, pare che entrambi siano riusciti a dissentire, da casa loro, indirizzando la loro più totale disapprovazione, a chi?

A noi, a casa nostra. Potrei capire, forse, se la statua fosse stata collocata a Fiume, ma la rievocazione, che è giusta, perché rinnovatrice di uno spirito sano, identitario, ma soprattutto di grande onore e rispetto per quella gente, quel manipolo di militari che seguirono il Poeta Soldato, è stata fatta sul suolo italiano.

E poi parliamo di unità, concordia e altro tra rispettive Nazioni nell'Unione Europea! Se questa è l'Unione Europea avrebbero ragione altri taluni a rivendicare una parola che in questi ultimi tempi è pure diventata quasi di "moda": il sovranismo.

Dispiace che questo disaccordo diplomatico ha avuto una manifestazione da parte di chi non conosce per niente la storia, perché non solo non la vuole conoscere, ma la nega, ancora per un'ideologia che resiste ancora nonostante sia da tempo crollato il muro di Berlino!

Se i valori europei cui farebbe riferimento la diplomazia croata sono quelli della tolleranza e della libertà, nonché dell'amicizia tra Stati, certo con l'atto che ha compiuto questa Nazione ha dimostrato che continuano ad appropriarsi addirittura di un vissuto loro che non gli appartiene. È sempre la Storia che lo dice, non io! Se avessero studiato solo per curiosità che anche per un semplice sentito dire, saprebbe che la reggenza di Fiume anticipò le più avanzate costituzioni europee, stabilendo una sovranità di tutti i cittadini, senza divario di sesso, di stirpe, di lingua, di classe, di religione.

Inoltre la piccola repubblica del Carnaro era inscritta in un quadro di forte giustizia sociale che anticipava, peraltro, una grande identità europea, perché il progetto tendeva a voler far vivere chiunque rispettasse la Costituzione di una vera repubblica indipendente, anche se vessata da tutti, ma soprattutto perché i tutti, quegli "strani"alleati politici di allora pressarono su un governo italiano al punto che si concluse l'impresa con un conflitto a fuoco tra gli stessi italiani, quegli italiani che orgogliosamente volevano ritenersi "i disobbedienti". Chi vuole sapere di più legga, s'istruisca, impari o vada a Trieste dove è stata allestita un'apposita mostra in memoria di quell'audacia libertaria, ma altrettanto liberale e di grande valore nazionale, non anticipatore del Fascismo, come molti, ancora, tentano, erroneamente, di attribuire.

Ci risiamo con gli epigoni del passato
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