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Funziona così la nostra democrazia parlamentare....

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Monselice, 15 settembre 2019. - di Adalberto de' Bartolomeis

Noi italiani, per mezzo del voto, destiniamo con le preferenze dei partiti che si mettono in lista, i deputati e senatori a rappresentarci, ma in buona ed unica sostanza possiamo solo decidere come verrà composto il Parlamento italiano, ma mai su cosa dovrebbe fare. Mai!

Ammesso che il Parlamento riesca a combaciare, ormai per pura "magia", i desideri degli italiani, chi si è recato nelle urne ed ha votato, diciamo correttamente e chi non si è proprio mosso da casa ( sono sempre di più ) si tratterrebbe, appunto, di una fortuita coincidenza. Di fatto, il governo formato, con tutte le varie implicazioni che nascono, note a tutti, fa quello che vuole.

Difatti, lo abbiamo appena visto: ha appena cambiato alleanze e programmi con il cosiddetto "ribaltone", ma noi non possiamo fare sentire la nostra voce, se non un mugugno da bar, sempre più flebile, perché questa realtà o questi appuntamenti ci rendono sempre più indifferenti, salvo che, mossi da sparute pulsioni emotive, si scenda in piazza, qualora autorizzati. Poca cosa, modesta, ma è l'unico mezzo che la nostra democrazia ci mette a disposizione.

In definitiva l'unica maggioranza "che conta" si forma nelle sedi che noi conosciamo: Quirinale e Parlamento. Nella prima non dovrebbe nemmeno esserci nessuna influenza perché è Organo "Super partes", solo che in questi ultimi anni è diventato molto "partes", attiva, attivissima!

Quindi la maggioranza non coincide mai con la maggioranza dell'elettorato, per cui attraverso il voto gli italiani possono solo sperare...È un po' come vivere una corsa di cavalli e puntare il cavallo vincente. Se poi si piazzano" al secondo e terzo posto con i pronostici di alte possibilità un paio di partitini è solo una botta di... non continuo, non lo dico.

Ma allora dove sta "la sovranità di questo popolo"? Scritta e basta nell'articolo 1 della Costituzione? Resta quindi là nel primo articolo. Punto. In realtà "nei limiti e nelle forme... eccetera, eccetera..." è solo dare mandato agli elettori di "adempire" con un voto perché il resto, il dopo, viene puntualmente stravolto a chi sa di stare da molto tempo, stabile, fisso, al potere o il "neofita" lo raggiunge, ma non sempre incontrando la volontà popolare.

Non possiamo, dunque, che essere dei meri spettatori e pertanto continuiamo a vivere in un Paese dove la vera democrazia è solo una finzione e dove i furbi se ne stra infischiano degli elettori, perché loro, i "furbi", sono i veri sovrani. Alla fine della "fiera" tanto vale andare alle votazioni e sostituirle con una monetina: o testa o croce, come va va. E poi non dovremo deprimerci, dico io? Chi mi sa rispondere?

In parole povere noi elettori dovremo avere la fortuna perché funzionasse una volta per tutte questa democrazia, già vecchia, anche se ha 73 anni, che si materializzino deputati e senatori onesti, capaci e che abbiano soprattutto un'altra cosa importante: coscienza e senso dello Stato. Si fa molta fatica a vederli, perché la nebbia è fitta e spessa!

Costoro, poi, dovrebbero mostrare rettitudine, sforzandosi di averla ( questo è l'impegno più difficile, perché molto arduo, se non impossibile) di non cambiare costantemente idea pensando solo di perseguire le convenienze personali, ambiziose, che potrebbero risultare, poi, dannosissime, pericolose, per incompetenza.

Ma così continua ad essere l'andazzo: è un sistema che è semplicemente formato da una questione di uomini e donne, che purtroppo sono quello che sono e gli elettori che, chissà mai perché, continuano a preferire sempre quelli sbagliati.

Ditemi se non è la verità!

Funziona così la nostra democrazia parlamentare....
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