Mar10152019

Last update12:44:22

Back Magazine Magazine Attualità Le guerre non finiscono mai

Le guerre non finiscono mai

  • PDF
Valutazione attuale: / 2
ScarsoOttimo 

Monselice, 12 ottobre 2019. - di Adalberto de' Bartolomeis

In epoca contemporanea e cioè dal secolo scorso i conflitti sul Pianeta sono stati tanti, devastanti e molti inutili. Le guerre, in fondo, sono inutili, anche se qualche "scienziato", " padre eterno", con le sue teorie è pure riuscito a trovare una sua collocazione nei libri di storia, avendo asserito che i conflitti non solo sono necessari, ma indispensabili.

Si distrugge, si annienta, si destabilizza, si fa pure una fatica immane a farle e poi, puntualmente, si ricostruisce. Così è e così sarà finché all'Uomo sarà dato di esistere su questa Terra. Ad ogni buon conto la giustificazione che si ripete nei tempi è sempre la stessa: "adattare" gli equilibri.

Era appena terminata la legnata che aveva coinvolto il mondo intero con il secondo conflitto mondiale che il 5 marzo 1946 al Westminister College di Fulton, nel Missouri, Winston Churchill, solo, da uomo libero, senza cariche istituzionali, pronunciò la seguente frase: "da Stettino, nel Mar Baltico, passando per Trieste, fino lungo tutto l'Adriatico, una cortina di ferro è scesa in Europa". S'ispiró all'amico George Orwell, scrittore, suo connazionale, che parlò di "Guerra Fredda", prevedendo decenni di minacce nucleari fra Stati Uniti d'America e Russia. Furono lungimiranti e "profetici" entrambi.

Poi si passò al 26 giugno 1963. John Fitzgerald Kennedy, a Berlino ovest pronunciò anche lui una frase che entrò nella storia: " io sono un berlinese come voi". Ronald Reagan, suo omonimo di ruolo, diversi anni più tardi, il 12 giugno 1987, alle ore 14.00, sempre a Berlino ovest, disse: " Signor Gorbaciov butti giù questo muro". Tre potentati della Terra, uno scrittore e più un quinto, il russo Michael Gorbaciov, nel corso di decenni, tra forti tensioni diplomatiche che facevano presagire un disastro totale, con un ulteriore conflitto che non avrebbe salvato nessuno, avevano capito che la pace rende libere le persone e non schiave delle competizioni tecnologiche, come deterrente psicologico per minacciare guerre e distruzioni. La gente di mezzo, sia tra i potenti della Terra e sia tra gli altri governanti cosa c'entra con politiche restrittive ed opprimenti?

Nulla. E però si continua a cadere nel delirio di onnipotenza, sfruttando le debolezze altrui, ma altrettanto le ipocrisie. L'Occidente vive di ipocrisie e compromessi e perciò, nel suo mite atteggiamento di dovere sempre trovare delle soluzioni, prevalentemente, sotto forma di quattrini da dare ad altri che minacciano, approfittando di realtà differenti dalle loro, è sempre sotto scacco. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan fa riesplodere un'area di conflitto nel Medio Oriente, combattendo il suo atavico nemico di sempre, il curdo e riaprendo, così, un nuovo capitolo nella guerra di Siria, incominciata nel 2011. I seguaci del Califfato dell'Isis, che nel frattempo si trovano anche nelle patrie galere curde e siriane, si riarmano, ma scappano e pertanto dove possono andare? Ma nel vicino Occidente, nel continente già invaso da chi, disperato, continua a fuggire da guerre assurde.

Erdogan avverte: "se mi toccate vi scaravento in Europa centinaia di migliaia di profughi" che, congiunti a già quelli che provengono dall'Africa, rischierebbero di far saltare per aria, questa volta, 28 Nazioni che non saprebbero come contrapporsi ad una vera invasione. Il presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, dovrebbe riflettere meglio, invece di minacciare sanzioni finanziarie a questo dittatore ed insieme ad un'Europa sempre più fragile, espellere, intanto, dalla NATO, la Turchia e poi impedire che questo individuo, a capo di un popolo che è pure sottomesso, non riceva mai piú un quattrino, come invece avviene, non solo da parte della Germania! Questa lunga disamina parte da lontano perché c'è un preciso nesso di causa: chi ci ha preceduto, dall'Ovest al più lontano Oriente, ha saputo, solo quando ha capito, che i conflitti armati sono la più totale degenerazione umana, per cui i governanti che si sentono investiti a dimostrare delle responsabilità provino a parlare ad unisono e trovare soluzioni, anche per chi è pazzo.

Cosa hanno imparato dalla Storia, altrimenti? Niente? Non credo.

Le guerre non finiscono mai
Banner