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Polveroni inutili e da perditempo

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Monselice, 12 novembre 2019. - di Adalberto de' Bartolomeis

In queste settimane abbiamo assistito a fenomeni, più o meno, psicopatici di gente che di problemi dentro nella testa ne deve avere davvero tanti, ma intanto, per "controbilanciare" una probabile noia quotidiana, che esiste, a questo punto, in determinati soggetti, cosa fa?

Imbratta cimiteri in lungo ed in largo per l'Europa, scrivendo sopra le lapidi parole demenziali contro gli ebrei, oppure si fa vedere tatuata per le varie strade di questo continente, per lo più in Germania, con svastiche sui crani o in mezzo alla fronte, ovviamente, accuratamente, ben visibili perché poste in rilievo, puntualmente, su calotte lucide, in quanto prive di un capello.

Gli attacchi cretini di xenofobia, di scimmiottanti rigurgiti al nazismo, non al fascismo, quest'ultimo, sinceramente non mi è parso di averlo ancora visto, addirittura vestiti, ben appuntiti con uniformi delle Waffen SS, lasciano il tempo che trovano, perché se esistono gruppi che inneggiano al Terzo Reich ed all'antisemitismo, con scritte "celebri", da notte dei lunghi coltelli, eccetera, sono alquanto idioti, ma lo continueranno a fare.

Non sono eserciti; sono gruppi di persone balorde, affette da richiami nostalgici, forse, per avere visto troppi film di guerra o documentari d'epoca. Se, poi, a ciò ci aggiungiamo che le attuali tecnologie di comunicazioni di massa viaggiano su internet, quasi alla velocità della luce ed i cosiddetti social sono facili ausili da prestare il fianco a tutto e di più, per insultare, provocare, offendere ed intimidire persone comuni ed innocue c'è da chiedersi se è la società che è sufficientemente squinternata, o no? Quindi a cosa servirebbe costituire delle apposite commissioni parlamentari, in questo caso, da noi, in Italia?

A nulla, rispondo. Non sono mai servite a niente perché non hanno mai risolto situazioni concrete su fatti o precisi fenomeni che sono sempre appartenuti ad uno sviluppo di certe manifestazioni antropologiche, inevitabili, peraltro, da parte di chi ha cercato di contrapporsi ad una vita pacata e normale, con eccessi di spavalderia e protagonismo, naturalmente, a danno, disagio, fastidio nei confronti della collettività.

Creare degli strumenti di questo tipo non solo sono uno spreco di energie e naturalmente di quattrini, ma servono a meri scopi elettorali che, supportati da una certa retorica politica, inutile, non concludono quanto istituzionalmente un compito di svolgere indagini e quello che attiene ad esse esiste già e fa quello che deve fare. Valutare o esaminare certi argomenti o fenomeni è sovrapporsi a precise leggi che se agissero nel loro campo d'azione, "chirurgicamente", chi commette un certo tipo di crimini va semplicemente perseguito: punto. A cosa serve una commissione sul nazismo o sul comunismo?

Forse a scongiurare il pericolo di eventuali ritorni? Ma per piacere! Andiamo, su! In passato ci sono state ed hanno avuto la loro funzione, con i relativi processi, da Norimberga ad altri, ma poi basta: quel tempo è finito e ad espiare le colpe, con le condanne che sono state inflitte a numerosi responsabili di crimini commessi, il tempo ha fatto il suo corso e più di qualcuno nelle patrie galere ci è pure marcito.

Lo Stato liberale e democratico va sempre difeso e tutelato, senza eccessi di pregiudizi ideologici, ricordando sempre che sono le magistrature che indagano su eventuali revanscismi apologetici, ma di due ideologie, però, non una sola, per cui, sia per "resuscitati" nazisti che per gli altrettanti "resuscitati" comunisti. E sì, due pesi, due uguali misure. Una sola non basta!

Polveroni inutili e da perditempo

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