Sab12072019

Last update11:40:03

Back Magazine Magazine Attualità «L'Aqua Granda»

«L'Aqua Granda»

  • PDF
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

Monselice, 17 novembre 2019. - di Adalberto de' Bartolomeis

Il titolo riporta una tipica espressione dialettale veneta quando i veneziani, ma anche nell'intera regione si indica una grande marea, alta. É ancora in uso questa simpatica espressione ed ha origini antiche.

Stiamo assistendo ad un fenomeno del tutto normale per la città di Venezia e per la sua intera laguna, solo che a differenza della famosa alluvione del 4 novembre 1966, ciò che sta ancora avvenendo in queste ore ha avuto un picco il più elevato di acqua alta, 187 cm. contro i 194 di quell'anno. 7 cm di differenza che hanno riportato indietro nel tempo i veneziani, i chioggiotti, i sottomarinesi ed altri abitanti di isole della laguna, che stanno vivendo giorni drammatici, continuando a subire ingenti danni perché il mal tempo non si arresta, ma in tutta Italia però!

Fu un disastro allora come lo è oggi, benché i cittadini di Venezia siano abituati da sempre a convivere con questa realtà. Non c'è niente da fare: la natura rende impotente l'uomo e per quanto alcuni fenomeni siano prevedibili e si cerchi di contenere, prevenire con taluni accorgimenti, se certi eventi naturali, come in questo caso di acqua alta, risultano di portata molto forte, che improvvisamente, poi, si trasforma in imprevedibile, si può fare ben poco. I rimedi con lo stato delle tecnologie moderne ed il suo continuo rinnovamento dovrebbero aiutare ad arginare, se non addirittura contenere gli effetti su cui agisce l'innalzamento delle acque del mare, di un fiume, di un torrente, di un lago o di canali di scolo.

Esistono dighe, barriere, opere di contenimento, soprattutto in determinati Stati, come in Olanda, Belgio e Danimarca, ma più o meno in tutto il nord Europa, che a contatto con il mare, per cultura secolare, gli abitanti di taluni Paesi che ho citato, questi hanno saputo evolversi, sviluppare e realizzare opere, sin dal XVII secolo e tutte perfettamente funzionanti. Basta recarsi a Rotterdam, ad Amsterdam o a Londra, per vederle in funzione, dagli antichi manufatti fino a veri e propri capolavori di ingegneria, modernissimi. In Italia purtroppo non c'è questo tipo di cultura e quindi di prevenzione.

Galileo Galilei e Leonardo Da Vinci pare che non ci abbiano tramandato nulla, eppure queste due grandi teste furono anche per questi settori di intervento e di applicazione degli illuminati, che il mondo intero, giustamente, li ha collocati come geni. Furono precursori di innovazioni tecnologiche all'avanguardia per quell'epoca in cui vissero, che poi in piena rivoluzione industriale ci fu chi colse immediatamente questa eredità lasciata dai due italiani ed ha saputo trarre proficuo impegno ed una vasta e consolidata esperienza.

Il nord Europa ne è maestro, poi arriva il Giappone, l'Australia, gli Stati Uniti d'America, la Cina, ma l'elenco di altre Nazioni che hanno saputo investire nella tecnologia di specifiche opere è ancora lungo. L'Italia, spiace dirlo e constatarlo, purtroppo è rimasta con una mentalità ancorata, per diverse realtà, tra l'epoca preunitaria e gli anni '20 del secolo scorso. Senza entrare nell'asfittico ginepraio, sciocco, inutile ed insulso di polemiche che purtroppo contraddistinguono una determinata cultura, i cui protagonisti della stessa sanno solo gridare, sempre dopo però, non prima, quando i fatti si presentano ed avvengono, tara che endemicamente marca una certa mentalità arretrata, non c'è umiltà a voler chiedere a chi, geograficamente vicino, di fatto, ne sa di più, sarebbe intervenuto, interverrebbe ed insegnerebbe.

Chi, per esempio? Gli olandesi. Loro hanno saputo cogliere, ormai, per un'impostazione mentale diversa da quella italiana, un continuo sviluppo innovativo, tecnologico che parte da lontano, per cui realizzano impianti di ingegneria idraulica che sono dei grandi capolavori. Quindi, per tradizione e cultura, prevengono con sofisticatissimi sistemi di protezione tutti i problemi che derivano dall'acqua: alluvioni, maree, innalzamento del loro livello, eccetera. Poiché, appunto, vicini, in distanze chilometriche, se fossero stati interpellati da tempo, si sarebbe potuto dimostrare un grande livello di civiltà e, per giunta, di coesione europea.

Invece orgoglio, insipienza ed arroganza hanno generato oltre ai puntuali guai che la collettività di questa Nazione continua a subire, altre situazioni di forte degrado, per malaffare e corruzione: un'offesa all'intera civiltà e ad un Patrimonio di Beni dello Stato, ma anche di privati cittadini che indirettamente vivono disagi e costituiscono, purtroppo, una vera e propria emarginazione da chi, invece, è evoluto, gode di un'esistenza diversa per un continuo ammodernamento di tecnologie e progresso.

«L'Aqua Granda»

Chi è online

 228 visitatori online