Mer07242019

Last update03:02:18

Back Magazine Magazine Attualità Consigli per i belli e per le belle

Consigli per i belli e per le belle

  • PDF
Valutazione attuale: / 4
ScarsoOttimo 

Trento, 14 aprile 2014. – di Massimo Sannelli

Ecco un galateo esclusivo, nel senso che non è per tutti. È parlato e ironico, nello stile di chi dice, per esempio: io sto disperatamente bene, soprattutto quando non ti vedo. È un ossimoro? Ma certo, e anche duro. Ora silenzio perché inizia una frase lunga, con un po' di incisi: chi non ha un corpo normale (quindi è bello) e non ha un aspetto normale (quindi è bello e curato) e non ha un comportamento normale (quindi è bello, curato, educato) – e non ha nemmeno una testa normale, ma ha cultura e parla le lingue, ecc.: questa persona sarà sempre fuori luogo. D'accordo? D'accordo. Lo so che sei d'accordo: sei tu.

Il galateo che serve a questa donna o a quest'uomo è personale. Praticamente è un'educazione a parte. È proprio un'educazione asociale alla luce, davvero. Perché il problema grosso è socializzare, con quella faccia che ti ritrovi. E lo so, tu non torneresti bambino o bambina neanche per dieci minuti. E hai ragione tu, davvero, perché ricordi tutto e quella misura non si colma più, neanche ora: i fatti sono andati, tranne che in te, i morti sono morti e tu ci pensi ancora. Però hai i tuoi occhi, i tuoi lineamenti perfetti. Li amo e li hai oggi ma li avevi anche prima, come un marchio. Tu non li amavi ancora, perché non ti vedevi. Era la prima cosa ed è accaduta molto presto, in quegli anni schifosi: ti dovevi riconoscere e ti sei riconosciuto o riconosciuta, bellezza. Va bene? Non va proprio bene, ma è andata così.

I doveri sono moltissimi e uno comanda sùbito: il tuo corpo si deve riconoscere e non si deve degradare, mai. Il problema è che con quella faccia lì, uno si sporca sempre: tutto è troppo duro, troppo volgare, troppo rumoroso, troppo urlato, troppo ignorante, troppo calcato, sempre. E tu non puoi fuggire sempre, bellezza, capisci? Non puoi fuggire sempre. E poi ti accorgi che sei infelice, ma perché? La tua bellezza è un Bushido, bellezza, prendere o lasciare. Se la lasci, tu muori. È un peso ma te lo tieni, vuoi mica ammazzarti perché sei un capolavoro?

La Chiesa ti parla di peccati, certo. Tu puoi crederci o non crederci, perché è un fatto di coscienza. Ma tu sai un'altra cosa, da un po' di tempo: per te ci sono anche altri peccati, tutti personali. Insomma, hai capito che puoi peccare due volte, per dannarti due volte. Come dici? Sì, oggi ti hanno detto che sei come d'Annunzio. Quando ti dicono che sei come d'Annunzio, sorridi e ringrazia ringhiando, ma ricordati una cosa: la tua vita è più pulita della sua.

Mi chiedi come pecchi, tu? È facile: puoi avere poca cura di te (io lo so, LO SO, lo fai per degradarti, perché ti vergogni di esistere, giusto?). Oppure frequenti chi non ti assomiglia e lo fai per degradarti. Ma a volte vuoi sentirti un angelo e altre volte hai una specie di pietà fraterna. Ecco, li trovi anche oggi, sono loro, gli amici che non stimi, l'italianista che non sa l'italiano, il latinista che non sa il latino, l'attore che non sa recitare, la donna che si crede bella, la fauna dell'arte, la gerontofilia. Non potevi fuggirli del tutto, ma anche stasera butta male: tutta sporcizia in corpo, e adesso? Infelice sì, indecente mai. Cercavi compagnia? Grazie, un disastro anche oggi. Ridi, ci ripensi, piangi, sorridi, con la crema antietà sul viso, non ne hai bisogno ma ne hai bisogno.

Sopporta, ma non comprometterti, d'accordo? Come l'artista che sei: produci, no? Bene, ora vado. Ti telefono dopo, va bene? Ma no, forse non ti telefono, devo lavorare e sai com'è, mi serve il silenzio, sempre, anche prima. D'altronde ci stimiamo, ma non ci sopportiamo. Sei Sagittario? Ma dai, anch'io.

Ancora una domanda? Va bene, dimmi. Cosa dici? Dici che era meglio, quando c'era il teatrino glorioso dell'amore? Su, non scherziamo. Non c'era il teatro dell'amore, megalomane che non sei altro. C'è solo un bel disco che ha questo titolo – TEATRO DELL'AMORE, di Monteverdi – e forse il disco è meglio: amen, a presto.

Consigli per i belli e per le belle
Banner