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Tutto il resto è noia

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Trento, 29 aprile 2014. – di Massimo Sannelli

Nella pólis c'è sempre un'icona esagerata: il Dittatore Sanguinario, il Terrorista Farneticante, il Capo Carismatico, il Politico Astuto (il Divo filmato che pedala sulla cyclette, diciamo, roba del genere). Una delle icone concede un'intervista all'Ansa e cita la Sacra Scrittura, letteralmente, sine glossa, come un nuovo Dolcino. Ecco, è la famosa "lettera che uccide".

Anzi: è un assassino che parla. Per citare la Scrittura, deve viverla, sine glossa (la glossa è la vita vissuta, che spiega il testo: quindi la glossa è il parlante, è lui). Per viverla (e glossarla, e glossarsi), deve identificarsi in un progetto. Il progetto migliore è divino. (E incido: questo – proprio questo – è il punto che mi interessa, perché qualcuno colleziona le cose umane e la città dell'uomo, per imitarle o per rappresentarle, e per copiarle, se si può: cose da autori, sempre, perché dopo Dante si rifà Dante, se no che fai?).

L'icona negativa dice che non c'è santo all'infuori di Dio: "Il mondo deve sapere che esiste un solo santo: questo è Dio unico eterno onnipotente creatore detentore dominatore dell'Universo incalcolabile". Dice che Giovanni Paolo II è stato un grande uomo, il migliore di tutti; e non a caso non è riuscito ad ucciderlo. Le parole esatte sono: "Se definiamo la santità umana come un modello umano migliore da proporre e presentare all'umanità, allora Giovanni Paolo II merita di essere definito la persona migliore del secolo. Anche Giovanni XXIII era una persona ottima che merita amore e rispetto". "Ottimo" vale più di "migliore", "migliore" supera il semplice buono: la gradazione è precisa, e anche logica, e poi è gerarchica, perché parla la lettera – italiana e turca – che non uccide più.

Tutto questo è piano e funziona. Naturalmente questa intervista non è una notizia, e il popolo lo capisce. In quattro giorni ci sono stati solo dieci commenti nel sito dell'Ansa: segno che l'intervista è stata considerata come una poesia, quindi un nulla, ma lucente, incomprensibile e incommentabile. Non era una notizia e non è stata vista come una notizia: naturalmente anche il popolo ha le sue ragioni, tutte molto pratiche.

Alla fine, per simmetria (perché "in my end is my beginning"), la voce è "Sia lodato il Dio unico unito eternamente, unico creatore detentore dominatore dell'Universo incalcolabile. Sia gloria eterna a Gesù Cristo l'Agnello di Dio". E se uno cerca in Google il sintagma "universo incalcolabile" trova due tipi di occorrenze: lo sport (il calcio) e questa intervista. Due tipi di fede, ognuna con la sua retorica: comunque passione e voglia di esaltarsi. È la solita storia: all'uomo non basta essere solo un uomo, se no si annoia. Ha ragione, perché è proprio così. Intanto l'autore annota, come Amor lo ispira: annota le strategie – e tutte le esagerazioni – contro la noia. Va significando, come al solito. Annota, non si annoia.

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