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Pornofilosofia?

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Trento, 4 novembre 2014. – di Massimo Sannelli

Quello che si mostra, quello che non è "non posso", quello che non è "io ho paura", questo significa: "non ho dipendenze". Quello che appare, ma non si mescola, quello che vede e non è freddo, questo agisce, o almeno ci prova. Io non contesto che Valentina Nappi scriva filosofia e parli di fascismo e di capitalismo: perché no? E che Fusaro le risponda va benissimo: perché no?

La questione non è solo nei contenuti. Chi non ama le parafrasi può abbandonare i contenuti. Facciamo di meglio: guardiamo le bocche che parlano. No, le bocche non si vedono. Cerchiamo le foto. Troviamo le foto. Ecco le foto: Nappi e Fusaro sono giovani, per ora. Sì, sono giovani, molto, e carini; lei è bella, proprio.

Però, maledizione, sono giovani e non si vedrà mai, se non mettono le foto sopra i testi. Esempio di Nappi: "È evidente l'analogia con diversi movimenti a noi contemporanei, analogia rafforzata dal fatto che anche nell'Italia postbellica la gran parte della piccola e media borghesia non si sentiva più rappresentata da una classe politica liberal-democratica che mostrava ogni giorno di più incapacità e decadimento morale". Esempio di Fusaro: "Compatisco la Nappi, che dietro la categoria del progresso postborghese e dell'emancipazione femminile porta avanti una battaglia che è massimamente offensiva e deemancipativa rispetto alla donna".

"Postbellico"? "Deemancipativo"? Chi sta parlando? E perché parla così? D'accordo, parla anche in modi più sciolti, ma non li mantiene, se no non è più filosofia. Nominare lo squirting una volta non basta: IL NOME NON BASTA, una volta non basta.

Allo stesso modo: nessun documento clericale assomiglia ai Salmi, al Cantico, ad Isaia e a Paolo. Perché la comunicazione non mostra chi parla, ma il suo ruolo; e perché è necessario comunicare il RUOLO (che dura, senza prosodia, ed è parafrasabile, noiosamente), non un'AZIONE (che usa anche la poesia, quella cosa non sempre parafrasabile, e che suona bene, e non annoia).

Perché il ruolo – sociale, docente – non è il soggetto e il ruolo – docente, sociale – deve essere un peso, per tutti.

Il ruolo è una divisa e parla secondo le parole d'ordine; ma lo stile non è un ruolo e non ha parole d'ordine. Questo è ovvio. Invece il ruolo sposa la moda e la noia, nello stesso tempo, cioè sposa la morte. E per noi decadenti è un groviglio pesante, su cui si gioca molto di più della polemica tra Nappi e Fusaro (per non parlare di Andrea Inglese e Andrea Raos con la parrucca, su "Nazione Indiana": vedere per credere).

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