Il Papa-clown

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Trento, 22 febbraio 2015. – di Massimo Sannelli

Il nuovo mondo è iniziato il 6 novembre 2013. Parla una voce di agenzia, nella sua retorica da cinegiornale: "Al termine dell'udienza generale Papa Francesco nel consueto saluto agli sposi novelli ha scherzato con una coppia che gli ha fatto indossare un naso rosso da clown. Il pontefice visibilmente divertito ha poi continuato a salutare e benedire le altre coppie di sposi".

Io non sono un tradizionalista. La vera tradizione – e gli italiani, i figli del Dante comico, dovrebbero saperlo – è l'obbedienza ad un dettato interiore, non l'obbedienza alla moda: naturalmente il dettato interiore è dell'io, ma è bello accreditarlo come una voce esterna. E quindi l'obbedienza al dettatore è obbedienza all'io: cioè un meraviglioso atto di egoismo. Io sono un rimatore fiorentino, non riesco a finire tre libri su cinque, e Virgilio è la mia guida? Ma sì. Va tutto bene, perché Virgilio è il mio precursore, e peggio per voi se non lo capite: sfido io, e io sfido; e io decido. Sono Cyrano. Sono Dante.

Chi ama apparire – come artista, servo della società dello spettacolo, ecc. – non può essere tradizionalista nel senso classico: se lo fosse, dovrebbe rinunciare ad apparire. Dovrebbe organizzarsi per trasumanare, come il mistico. Ma chi appare e sa come farlo è uno che rifonda la tradizione (e la storia), ogni volta: lo fa puntando sul carisma, che è il corpo esibito, e il corpo che appare è lui.

Il 6 novembre 2013 il Papa indossa il naso da clown. Così è andato oltre Giovanni Paolo II, che era un ex-attore e rimase un buon poeta. Wojtyła fu grande e doloroso, e molto attivo, ma all'interno di un certo tradizionalismo, in fondo. In realtà Wojtyła non era – ma aveva – una tradizione. Francesco non ha – ma è – una tradizione. O si è Brendel (o Benedetti Michelangeli; e Ratzinger) o si è Gould (o Gulda; e Bergoglio): va tutto bene, ma sono virtuosismi diversi.

Dal 6 novembre 2013 l'apparenza non è più il male, capite? E perché? Solo per forza di autorità: perché Francesco sconvolge il ruolo, ma non se ne libera. Finché Francesco resta nel ruolo, ogni sua azione si giustifica da sé, e rifà la tradizione, ma fuori del tradizionalismo. Anche la bestia nera – lo spettacolo – si giustifica, se è uno come Francesco ad incarnarlo. Si poteva accettare e glorificare l'Apparizione del Divino, non l'Apparenza dell'uomo. Ma Francesco santifica anche l'Apparenza dell'uomo (di UN uomo, singolarmente).

Perché Francesco è Francesco.

E Francesco non è il bastardo della tradizione, ma è il Papa. Non è spurio, ma sicuro. È l'ultimo arrivato, ma è regnante. L'esistenza e il lavoro quotidiano del Papa-clown sono la stessa cosa, ma il Papa-clown non lavora e non esiste per giustificare TUTTO (tutto quello che volete VOI). Il Papa-clown è lì per giustificare ALCUNE COSE, e solo quelle che vuole LUI, a sua discrezione. Voglio essere clown? Mi va bene. Cinque minuti fa non ci pensavo, ora sì; lo posso fare? Guarda, l'ho già fatto. Avete fotografato? Meglio così. E il bello è che l'ho già dimenticato, ma il segno rimane e io lo so.

Benvenuto nel nostro mondo, Papa Francesco, così UNICO da non aver bisogno di essere il PRIMO. Un artista vive di singolarità, di adattamenti e di freschezze, caso per caso. E vive di invenzioni spropositate: come quella di chi si inventa un Virgilio come cicerone.

Il Papa-clown