Mar12112018

Last update02:41:07

Back Magazine Magazine Cucina e Ricette La treccia mochena: quando la tradizione va reinventata

La treccia mochena: quando la tradizione va reinventata

  • PDF
Valutazione attuale: / 5
ScarsoOttimo 

Trento, 4 dicembre 2014. - di Marta Villa*

È di qualche mese fa il casus belli che ha coinvolto la treccia mochena dibattuto da illustri personalità del nostro territorio: c'è chi la definisce un pezzo della tradizione e della tipicità della valle omonima e quindi da proteggere e chi invece ne rivendica la non autenticità perché prodotta con ingredienti che non sono propriamente locali.

La Treccia in questione è un dolce, sicuramente gradevole e delicato, preparato con pasta sfoglia, crema pasticcera e composta di mirtilli. Tuttavia non sono stati ritrovati dei legami evidenti con la tradizione gastronomica della Valle dei Mòcheni: nelle diverse famiglie non c'è memoria antica di questa ricetta.

Se si parla di tradizione in cucina, più in generale, si ha l'obbligo di cercare delle testimonianze di questa stessa nella memoria di chi la pratica: molto importanti risultano quindi i ricettari conservati, anche molto gelosamente, nei cassetti delle credenze, magari ritrovati ancora segnati dall'uso, con le pagine scritte a mano, diligentemente, che conservano usi e costumi del luogo in cui si vive. Le ricette, soprattutto se legate ad un ceto sociale non elevato, raccontano sicuramente l'economia e la produttività di un luogo: è poco probabile che vengano cucinati piatti i cui ingredienti sono difficoltosi o costosi da reperire nel posto dove si abita.

La treccia mochena allora diviene un'interessante reinvenzione della tradizione: gli ingredienti possono raccontare una nuova storia. Alcuni di essi non sono così distanti dal locale: i mirtilli, piccoli frutti raccolti in valle, ad esempio ricordano un attaccamento al territorio e sono stati associati ad una pasta tra la sfoglia e la frolla, la cui forma e consistenza è chiaramente simile a quella dello strudel, dolce entrato prepotentemente in Trentino con la dominazione asburgica, che dopo un lungo viaggio dalla Turchia attraverso i Balcani o l'Ungheria giunge a Vienna.

La cucina non è statica, è un dinamismo in continua evoluzione e contaminazione, pertanto gustiamoci questa treccia, ma con consapevolezza: ci ritroveremo sorpresi dal bouquet di sapori culturali che potremo così scoprire e che forse il legame solo con una tradizione potrebbe nasconderci.

* PhD Contemporary and Cultural Anthropology Alpine, Food and Identity Anthropologist
Università degli Studi Milano-Bicocca
Università degli Studi di Trento

La treccia mochena: quando la tradizione va reinventata

Chi è online

 143 visitatori e 1 utente online