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In sella alla serenità

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Trento, 9 maggio 2017. - di Alex Boller e Elisa Spellini

Questi sono tempi in cui la frenesia la fa da padrone. Si tenta di districarsi tra impegni che non trovano mai fine. A dire il vero questa gabbia ce la siamo costruita da soli, immaginando che il benessere fosse lo Smartphone di ultima generazione, il cerchio in lega da 18 pollici o il pantalone di firma. In pratica abbiamo contribuito a plasmare una società fondata esclusivamente su valori in Euro.

Forse bramare la felicità è un passo troppo lungo ma puntare ad un minimo di serenità, è di sicuro un passo possibile.

Liberare la mente dall'apparire o dall'arrivare lo si può fare in molti modi.

Desideravo affrontare questo tema perché alcune settimane or sono, ho toccato con mano (e fondoschiena) il piacere del silenzio di uno sport/passatempo veramente rilassante.

Una passeggiata a cavallo nell'impareggiabile natura della nostra magnifica terra.

Devo essere sincero, ero intimidito dal montare in sella. Il timore di essere proiettato improvvisamente in un doppio carpiato per colpa delle bizzarrie dell'equino, mi ha sempre frenato.

Poi, facendomi violenza, e con le rassicurazioni di chi a cavallo ci va da sempre, mi sono deciso.

C'è da sottolineare che coloro che gestiscono i maneggi, oltre all'indubbia preparazione, non tralasciano nessuna norma di sicurezza. In pratica mettono il neo cavallerizzo in assoluta condizione di tranquillità. Inoltre i cavalli da montare sono animali perfettamente addestrati e, soprattutto, mansueti.

E' chiaro che appena montati in sella non ci si avventura tra sentieri e prati. Prima l'istruttore ti prepara, spiegandoti le operazioni fondamentali per condurre il cavallo. Passaggio importantissimo è il cosiddetto grooming, ossia la conoscenza con il cavallo, il prendere confidenza con esso.

Quindi si comincia cavalcando al passo, con il "lavoro in campo", ossia all'interno del recinto del maneggio.

Solo quando ci si sente pronti, si esce in gruppo con altri compagni di cavalcata e comunque sempre sotto il controllo di persone capaci e attente.

Si può pensare che questo sia uno sport d'élite, ma non è così. Nemmeno paragonabile ai denari che spesso spendiamo in quelle frivolezze che spesso ti danno un solo minuto di felicità.

Un'esperienza che voglio ripetere di certo. Il contatto con la natura, il ritmico rumore degli zoccoli sul terreno, il respiro del cavallo, sono percezioni impagabili.

Con le redini in mano, la frenesia non è contemplata.

In sella alla serenità