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Le aziende sono abbastanza tecnologiche? Che sorpresa la Germania!

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Trento, 11 novembre 2016. - Redazione

Esattamente 30 anni fa, nel 1986, CeBIT ha aperto le sue porte come fiera informatica. Per un po' di tempo è stata la più grande fiera di computer di tutto il mondo. Ma quei giorni ormai sono passati e CeBIT è cambiato. I nuovi e-games, i tablet e gli smartphone sono presentati in altre parti del mondo: in occasione del Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas, al Mobile World Congress di Barcellona, o presso l'IFA di Berlino, dove il consumo elettrico finisce al centro dell'attenzione ogni anno. CeBIT oggi si concentra interamente su aziende ed esperti, non più sui consumatori.

Il suo focus è sulla digitalizzazione dell'economia. Lo scorso marzo, circa 3.300 espositori provenienti da 70 paesi hanno presentato i loro prodotti, con la Svizzera a fare da "Paese Partner" dell'intera organizzazione. "Quello che vogliamo è avvalerci delle opportunità offerte dalla digitalizzazione, trasformandole in modelli di business di successo", ha detto Oliver Frese, capo della Deutsche Messe AG, la società che organizza Cebit.

Tra i principali esempi di "business di successo", il primo è IBM, che ha presentato una nuova applicazione per smartphone in grado di aiutare le persone non vedenti nei supermercati; gli utenti devono solo dire di cosa hanno bisogno, l'applicazione parlerà loro guidandoli al ripiano preciso del negozio dove possono trovare ciò che chiedono. E' stato sviluppato in collaborazione con la Carnegie Mellon University di Pittsburgh, ma non è ancora disponibile in commercio. Uno dei punti cardine dello sviluppo IBM si rivolge in particolare ad applicazioni Cloud-based. Uno po' come avviene con le applicazioni per il faxing online di eFax, trascurate però dalle aziende tedesche che in questo senso sono ancorate al passato. Le indagini effettuate da Bitkom, l'associazione delle aziende del settore informatico e delle telecomunicazioni, hanno stabilito che le aziende tedesche hanno ancora un sacco di strada da fare per svilupparsi digitalmente. Circa la metà di queste non possiede nemmeno un piano di emergenza nel caso in cui i sistemi informatici falliscano o vengano violati. Quasi la metà delle aziende, inoltre, ha riferito che non ci sono a disposizione dipendenti con le competenze necessarie per procedere con la digitalizzazione.

Per di più, "nelle società tedesche, la comunicazione resta molto tradizionale", secondo Rohleder, capo della Bitkom. Il buon vecchio fax rimane in uso frequente nel 79% delle imprese, mentre i social network vengono utilizzati solo per il 15%. Questo potrebbe essere un segnale sul fatto che molte aziende tedesche stiano mancando la rampa di accesso alla prossima fase di sviluppo dell'economia digitale. Un segnale senz'altro negativo. Di fatto, come dimostrato da un recente studio Sharp, l'utilizzo di tecnologie obsolete fa ridurre notevolmente la produttività di un'azienda: "Lo spreco di energie e giornate lavorative legati all'inadeguatezza tecnologica hanno una caduta importante su produttività e soddisfazione di lavoratori e utenti, un costo importante per aziende pubbliche e private. Un periodo di tempo poco al di sotto delle ferie annuali retribuite di molte persone".

Per stimolare una discussione sui rischi e le opportunità della connettività digitale, gli organizzatori del CeBIT hanno dato enfasi quest'anno alle presentazioni e alle discussioni di esperti (con lo scopo di distinguersi dalle fiere rivali). Un totale di 2.000 diverse conferenze si sono svolte nel corso dei cinque giorni, con l'obiettivo di spingere le nuove e le vecchie aziende verso un metodo di lavoro maggiormente digitalizzato.

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