Lun11202017

Last update01:30:40

Back Magazine Magazine Economia ed Esteri La legge di bilancio 2017, avventurosa al limite dell’azzardo

La legge di bilancio 2017, avventurosa al limite dell’azzardo

  • PDF
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

Leggere con attenzione. Non solo per gli «addetti ai lavori». A maggior ragione per i cittadini

Trento, 28 dicembre 2016. - di Stefano Biasioli

Tra pochi giorni, inizia il 2017. Finisce l'anno 2016 ("anno bisesto, anno funesto"). Cosa ci porterà l'anno nuovo? Il futuro dipende da molti fattori imprevedibili e prevedibili. Tra quelli prevedibili, gli effetti della legge di stabilità. Ma, quanti di Noi l'hanno letta con attenzione? Per questo, l'abbiamo esaminata con l'occhio clinico, da medici e non da economisti e Vi proponiamo la nostra analisi ed il nostro commento.

Il 7 dicembre 2016, in seconda lettura e con "fiducia tecnica", è stata approvata definitivamente la prima legge di bilancio (in precedenza si chiamavano leggi finanziarie e, poi, leggi di stabilità), a valere per il triennio 2017-2019. Si tratta del solito "provvedimento-mostro", che vale circa 27 mld. di euro con riferimento al 2017.

Segnalo alcune delle principali misure:

· aumenta dal 2017 l'importo del premio incentivato di produttività (da 2.000 a 3.000 €, e fino a 4.000 € in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell'organizzazione del lavoro), detassato al 10% (cedolare secca) ed esteso, oltre che ad operai ed impiegati del settore privato, anche ai quadri ed a una fetta della dirigenza non apicale, che sarà appannaggio dei redditi fino ad 80.000 € annui lordi, non solo più fino ai 50.000 €. Il premio anzidetto potrà essere convertito nei benefit ricompresi nel welfare aziendale, del tutto esentasse;

· sconti fiscali per rilanciare gli investimenti produttivi delle imprese sui beni strumentali (super-ammortamento al 140% del valore), nonché su quelli tecnologici in chiave "Industria 4.0" (iper-ammortamenti al 250%); prorogata per un biennio la "nuova Sabatini", che agevola i finanziamenti per l'acquisto dei macchinari per le piccole e medie imprese;

· prorogato (fino al 2020) e potenziato (dal 25 al 50%) il credito d'imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo;

· prorogati fino al 31/12/1017 gli sconti fiscali (al 50%) per le ristrutturazioni edilizie e gli acquisti di mobili e l'ecobonus al 65%. Quest'ultimo avrà una versione potenziata al 75% per i condomini. Prevista altresì la piena tracciabilità, nei condomini, delle spese relative a lavori e servizi resi;

· operatività piena del taglio dell'Ires (dal 27,5 al 24%) ed introduzione dell'Iri (imposta sul reddito dell'imprenditore), che consente agli imprenditori privati ed alle Società in nome collettivo ed in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria di applicare sugli utili lasciati in azienda l'aliquota Ires del 24%, in luogo dell'IRPEF in misura progressiva;

· dal 1° gennaio 2017 debutta il regime di cassa per le partite IVA in contabilità semplificata, su opzione triennale del contribuente interessato, cioè imposte pagate su quanto incassato e non più su quanto fatturato; per le imprese più grandi, il cosiddetto "Gruppo IVA" (unico soggetto giuridico che mette insieme soggetti collegati tra loro da rapporti economici e finanziari) opererà dal 1° gennaio 2018;

· confermato il congedo obbligatorio per i neo-papà (2 giorni nel 2017; 4 giorni nel 2018); introdotto un bonus di 1.000 € annuali per l'iscrizione all'asilo-nido dei nuovi nati dal 2016;

· blocco dell'aumento dell'IVA (dal 10 al 13% e dal 22 al 24%), ma solo per il 2017, per sterilizzare le clausole di salvaguardia previste dalla legge di stabilità 2016. Il problema si riproporrà dal 2018, quando dovranno essere garantiti non meno di 19 mld. di nuove entrate per l'Erario, a causa dei nuovi aumenti dell'IVA e delle accise, previsti sempre dalle clausole di salvaguardia anzidette;

· previsti poco più di 700 milioni di euro, nel 2017, per la spending review dei Ministeri e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, risparmi che devono essere confermati nel 2018, 2019, 2020 e seguenti;

· dal prossimo anno accademico, no tax area per gli studenti di nuclei famigliari con Isee fino a 13.000 €, con tasse calmierate fino a 30.000 €. Super-borse da 15.000 € per 400 studenti meritevoli e bisognosi e premi alla ricerca per i migliori dipartimenti universitari;

· no tax area (di 8.125 €), sotto forma di detrazione d'imposta per tutti i pensionati, ma con meccanismo decrescente al crescere della pensione, con azzeramento ai 55.000 € lordi/anno; incremento del 30% della 14esima per 2,1 milioni di pensionati fino a 750 € ed estensione della 14esima a 1,2 milioni di pensionati con redditi fino a 1.000 € (in questo caso, solo da luglio 2017);

· benefici fiscali e contributivi per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli sotto i 40 anni;

· è istituito il "fondo infrastrutture", con dotazione di 8,5 mld. di € nel triennio, risorse per ora congelate e che possono essere anticipate con prestiti della Banca europea degli investimenti e della Cassa depositi e prestiti, rimborsabili negli anni dallo Stato. Dal 2020 al 2032 sono previsti 3 mld./anno per le stesse finalità;

· per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego (e per il rinnovo del bonus di 80 € per militari e forze dell'ordine) sono previsti 1,48 mld. nel 2017 e 1,93 mld. a partire dal 2018, che comprendono anche i 300 milioni stanziati l'anno scorso dalla legge di stabilità per i rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici;

· l'aliquota contributiva dei lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini IVA, iscritti alla Gestione separata INPS e non iscritti ad altre gestioni né pensionati, è ridotta per un triennio al 25%;

· il Fondo sanitario nazionale standard per il 2017 sarà di 113 mld. (rispetto ai 111 mld. del 2016); salirà a 114 mld. nel 2018 ed a 115 mld. nel 2019. I Governatori potranno ancora essere Commissari per la Sanità nella loro Regione;

· oltre a quelle anzidette, sono presenti decine, centinaia di norme relative a sussidi, regalie, concessioni, comprese regole meno severe per i Comuni che sforano i vincoli e la possibilità, per i Comuni stessi , di utilizzare per spesa corrente i risparmi da rinegoziazione dei mutui ed i proventi degli oneri di urbanizzazione;

· Per le PENSIONI IN DIVENIRE sono previsti questi provvedimenti:

a) l'accesso alla "opzione donna" (57/58 anni di età e 35 anni di contributi maturati entro il 2015) sarà consentito anche alle donne nate nell'ultimo trimestre del 1958 (se dipendenti) o del 1957 (se lavoratrici autonome), possibilità che sarebbe stata preclusa per lo spostamento dei requisiti anagrafici richiesti determinato dall'incremento dell'aspettativa di vita;

b) ottava salvaguardia per 30.700 "esodati", che consente di allungare di 1-2 anni il tempo utile per maturare la pensione secondo le regole previgenti rispetto alla riforma Monti-Fornero (L. 114/2011);

c) dal 2017 è possibile il cumulo gratuito, ai fini pensionistici, dei versamenti effettuati in diverse gestioni, esteso anche ai professionisti iscritti alle Casse privatizzate. Tale possibilità opera non solo per la pensione di vecchiaia, ma anche per quelle anticipate, nonché se si è già maturato un diritto autonomo in una delle gestioni. Questa opportunità è più vantaggiosa della totalizzazione (che comporta spesso il calcolo contributivo della pensione) e della ricongiunzione, che è a titolo oneroso;

d) pur rimanendo confermati i requisiti della legge Fornero per la pensione di vecchiaia (fino al 31/12/2017: 66 anni e 7 mesi per le dipendenti pubbliche ed i lavoratori di qualsiasi settore, 65 anni e 7 mesi per le dipendenti private, 66 anni ed 1 mese per le lavoratici autonome, requisiti unificati, per tutti i generi e settori, a 66 anni e 7 mesi dal 1/01/2018), è possibile richiedere una anticipazione pensionistica (Ape), in via per ora sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018, anticipo che può essere richiesto da chi abbia almeno 63 anni di età e 20 anni di contribuzione e che non può avere durata inferiore a 6 mesi e superiore a 3 anni e 7 mesi. L'APE :

'può essere declinata in tre modalità distinte: social, volontaria o di mercato, aziendale, la prima a titolo gratuito per il lavoratore, le altre a carico del lavoratore e dell'azienda interessati. Possono richiedere l'Ape social i lavoratori in stato di disoccupazione, comunque senza ammortizzatori sociali, coloro che da almeno 6 mesi assistano il coniuge od un parente stretto entro il 1° grado convivente con handicap in situazione di gravità o coloro che abbiano subito una riduzione della capacità lavorativa con invalidità civile superiore al 74%. In questi casi, i requisiti richiesti sono i 63 anni di età ed almeno 30 anni di contribuzione.

Esiste poi una categoria di lavoratori dipendenti che possono comunque accedere all'Ape social se hanno almeno 36 anni di contributi e svolgono da almeno 6 anni lavori particolarmente faticosi e rischiosi (ad esempio: edili, operai dell'industria estrattiva, conduttori di gru, conciatori, ferrovieri viaggianti, infermiere, ostetriche, insegnanti della scuola dell'infanzia e dell'asilo-nido, ecc.). L'Ape social comporta la cessazione dell'attività lavorativa e la relativa indennità viene corrisposta per 12 mensilità ed è pari all'importo della pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione, non è soggetta a rivalutazione e non può superare l'importo mensile di 1.500 €. Per il personale del pubblico impiego, l'Ape social comporta il differimento del TFS/TFR all'età ordinaria per la pensione di vecchiaia (66 anni e 7 mesi fino al 31/12/2018), liquidazione che sarà ulteriormente posticipata di 12 ovvero 24 mesi se gli importi relativi superano rispettivamente i 50.000 o i 100.000 € lordi. L'Ape social è compatibile con la percezione di redditi di lavoro dipendente entro gli 8.000 € annui, ovvero con attività di lavoro autonomo entro i 4.800 euro annui. Si decade dai benefici se, nel frattempo, colui che ne gode raggiunge i limiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi, per i maschi, 41 anni e 10 mesi, per il personale femminile, entro il 31/12/2018).

Per l'Ape volontaria o di mercato i requisiti sono i 63 anni di età ed almeno 20 anni di contributi. Il costo sarà quasi totalmente a carico del pensionato, visto che l'assegno (prestito bancario), con copertura assicurativa per la eventuale morte prematura dell'interessato, dovrà essere restituito in 20 anni a partire dal pensionamento vero e proprio. L'importo della pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all'Ape richiesto, non deve risultare inferiore a 1,4 volte il minimo INPS (circa 703 € mensili, nel 2017). Per effetto di una detrazione fiscale ad hoc, il costo effettivo per ogni anno di pensionamento anticipato dovrebbe aggirarsi tra il 2% ed il 5% della pensione (che è già più bassa di quella che si sarebbe maturata continuando a lavorare). Credo che questo istituto sarà poco utilizzato.

Con l'Ape aziendale, il datore di lavoro, previo accordo con il dipendente, potrà concorrere ai costi dell'operazione o versare contributi aggiuntivi, che aumenteranno l'importo della pensione. Questo istituto potrebbe favorire ristrutturazioni aziendali o risolvere situazioni di esubero, temo a scapito dei livelli occupazionali. I lavoratori che hanno compiuto 63 anni e raggiunto almeno 20 anni di contributi INPS ed hanno aderito ad un Fondo di previdenza complementare, possono richiedere la Rita (Rendita integrativa temporanea anticipata), in luogo dell'Ape. La prestazione consisterà nell'erogazione frazionata del montante di contributi accumulato presso il Fondo pensione. La Rita è tassata con aliquota decrescente dal 15 al 9%, a seconda del maggior periodo di contribuzione al Fondo.

Per Per i lavoratori precoci (almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni di età) si potrà accedere alla pensione, dal 1/05/2017, con 41 anni di età, anziché i 42 anni e 10 mesi in via ordinaria per gli uomini (1 anno in meno per le donne). Tuttavia per accedere a questo anticipo non basta il solo requisito contributivo, ma bisogna essere nelle condizioni famigliari e sociali di coloro che possono accedere all'Ape social, ovvero essere lavoratori "usurati" ai sensi del D.Lgs. 67/2011.

Inoltre nell'anno e 10 mesi di anticipo, la pensione non è cumulabile con attività di lavoro dipendente o autonomo. Per tutti coloro che matureranno, in forza dei contributi versati, le pensioni anticipate, verranno eliminate le penalizzazioni se si smette di lavorare prima dei 62 anni (penalizzazione introdotta dalla legge Fornero). Infine, per i lavoratori soggetti ad attività usuranti (turnisti, catena di montaggio, conducenti di veicoli di trasporto pubblico, ecc., ai sensi del D.Lgs.67/2011), il beneficio per l'accesso anticipato alla pensione parte dal mix della quota 97,6, con almeno 61 anni e 7 mesi di età, e comporta l'esercizio dell'attività lavorativa anzidetta per almeno 7 anni degli ultimi 10, ovvero per metà della vita lavorativa complessiva. La cancellazione delle "finestre mobili" (12 mesi per i dipendenti, 18 mesi per gli autonomi) porterà, per chi ha svolto attività usuranti, nell'immediato ad un anticipo della pensione, che in prospettiva aumenterà ancora perché viene sospeso, per tali lavoratori, l'adeguamento dei requisiti anagrafici di accesso all'aumento della speranza di vita nel periodo 2019-2026. E' infine prevista una semplificazione dei documenti necessari per accedere a tale agevolazione, che finora si è caratterizzata per complessità e scarsa efficacia.

Il "pacchetto previdenziale anzidetto" sarà di difficile attuazione, comporterà oneri, nel triennio, stimati in 7 mld. e richiederà l'emanazione di alcuni DPCM (sui diversi tipi di Ape), la definizione di convenzioni con Banche ed Assicurazioni, l'emanazione di un D.M. per le attività usuranti ed una Circolare INPS per attivare l'ottava salvaguardia-esodati.

Per quanto riguarda PENSIONI in GODIMENTO:

· nel 2017 non cresceranno perché, ai sensi del D.M. Economia-Lavoro del 23/11/2016, la rivalutazione provvisoria 2016, a valere dal 1/01/2017, è stata valutata pari allo 0%;

· nel 2017 dovrebbe essere recuperato, nel mese di gennaio, lo 0,1% percepito in più nel 2015 (anno in cui la rivalutazione previsionale era stata stimata al + 0,3%, mentre quella effettiva è risultata solo del + 0,2%), conguaglio negativo che è stato "sospeso" nel 2016 dall'art. 1, c.288, della L. 208/2015 in attesa della rivalutazione definitiva dei trattamenti pensionistici 2016;

· dal 2017 non si applicherà più il contributo di solidarietà (-6%, -12%, -18%) sulle pensioni in godimento di importo superiore rispettivamente a 14, 20, 30 volte il minimo INPS.

CONCLUSIONI E VALUTAZIONI

1) Come avete letto, la legge di bilancio 2017 si caratterizza come " un'orgia" di provvedimenti, numerosi dei quali di chiara ispirazione elettoralistica (pre-referendum);

2. Come conseguenza, e tenendo conto della legge di bilancio in esame e del decreto fiscale collegato ( rottamazione cartelle, superamento di Equitalia, riapertura voluntary disclosure, ecc.), si evince che l'ultima "manovra" muove risorse nette per 22,5 mld. (come minori spese e maggiori entrate) a fronte di impieghi (più spese e minori entrate) per 34,5 mld., con indebitamento netto per l'anno 2017 attorno ai 12 mld. di euro. Il deficit 2017 si attesterebbe così sul 2,3-2,4% (contro il 2% previsto dal Governo Renzi nell'ultima Nota di aggiornamento).

3. Nonostante le lusinghe e le promesse di Renzi (sempre meno credibili, tuttavia capaci di dissestare i nostri conti pubblici), i cittadini italiani hanno sonoramente "bocciato", il 4/12/2016, la riforma costituzionale Renzi-Boschi, e lo stesso Premier. E tuttavia ora siamo sotto stretta "ossevazione" di Bruxelles soprattutto per l'aumento del deficit strutturale (in aumento dello 0,4% e non in diminuzione dello 0,6%, come richiesto dalla Commissione Ue) e per il mancato rispetto della regola del "debito pubblico cumulato", che doveva scendere e non crescere.

4. E così al Premier Renzi non è rimasta che la via delle dimissioni, l'8/12/2016, subito dopo l'approvazione della legge di bilancio 2017, dopo una sconfitta personale che definirei catastrofica, ma guardandosi bene dal "lasciare la politica", come aveva ripetutamente e pubblicamente promesso.

5. Non avrà vita facile neppure il Governo di Paolo Gentiloni, che in tempi record ha ottenuto la fiducia dei due rami del Parlamento, ma che dovrà guidare un Esecutivo nuovo-vecchio, con quasi tutti i vecchi Ministri confermati e che verosimilmente opereranno ancora su imput di Matteo Renzi.

6. Nel complesso, nel giudicare i 1.000 giorni del Governo Renzi, non si possono sottacere almeno alcuni dei suoi errori più grossolani:

a) aver legato il suo nome (e la sua faccia) ad una riforma costituzionale illeggibile nella forma e pericolosa nei contenuti;

b) essersi preoccupato del consenso immediato, più che del futuro del Paese, proprio per il "complesso" di non avere avuto una legittimazione popolare ab origine, così da aver abbracciato una teoria di politica economica (che purtroppo piace a quasi tutti i politici italiani), ma che si è rivelata fallimentare: cioè far lievitare la spesa in deficit per far ripartire crescita e sviluppo, che a loro volta permetteranno di ridurre il debito. In realtà la crescita fiorisce laddove, e se, si riducono la spesa pubblica (ed i costi e la burocrazia dell'intermediazione pubblica) e la tassazione sul lavoro, oltre che attraverso una lotta finalmente seria contro evasione e corruzione;

c) aver buttato al vento condizioni eccezionalmente favorevoli: basso costo del denaro, spread accettabile, QE promosso e sostenuto da Mario Draghi, basso costo del petrolio, acquiescenza dei sindacati, ecc., per produrre solo risultati veramente modesti. Per contro, assieme al Ministro Alfano e con una superficialità che volentieri riconosco Loro, non hanno saputo affrontare adeguatamente quell'autentica bomba che è l'immigrazione senza regole (nazionali ed europee).

Se Gentiloni si considera "amico" di Renzi, sappia che l'amico gli ha lasciato un Paese in condizioni peggiori di quelle che Enrico Letta ha lasciato (si fa per dire) a Matteo Renzi, infatti tutti gli azzardi recentemente giocati dal fiorentin fuggiasco vengono al pettine: conti in disordine, assetto istituzionale destabilizzato, probabile manovra correttiva a primavera, leggi elettorali da riscrivere, ma siamo già in campagna elettorale, ecc., ecc. Pur avendo convintamente votato NO al recente referendum, non riconosco alcuna colpa a Matteo Renzi per il sisma in Centro-Italia.

Proprio perché ritengo straordinariamente difficile l'incarico che il Presidente Mattarella ha affidato al Neo-Presidente del Consiglio, nel consigliarlo di "guardarsi dagli amici", gli porgo le più calorose felicitazioni, con gli auguri di buon lavoro e buon anno nuovo, sinceramente.

Dottor Carlo Sizia

 

La  legge di bilancio 2017, avventurosa al limite dell’azzardo