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La gelata del credito: in Trentino ridotti di 600 milioni€ i prestiti alle imprese

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Alcune proposte di miglioramento della finanza provinciale a sostegno di piccole e micro imprese

Trento, 10 gennaio 2019. – di Giorgio Garbellini*

Come previsto, la riduzione del QE e la cessione obbligatoria delle sofferenze bancarie delle banche locali sta già producendo da inizio 2019, anche in Trentino, un aumento dei casi di difficoltà di liquidità di imprese "sane", innovative e competitive.

Abbiamo tutti letto, tra la fine 2018 e l'inizio 2019, del concretizzarsi di una serie di radicali cambiamenti del mercato del credito nazionale e locale in relazione a fatti nazionali come l'azzeramento del Quantitative Easy e l'accordo con Bruxelles sul bilancio nazionale che incide sullo spread e quindi sui bilanci bancari ed a livello provinciale del completamento della concentrazione delle Casse Rurali provinciali e contestuale cessione di rilevanti pacchetti di sofferenze bancarie con conseguente esigenze di ricapitalizzazione per poter continuare ad erogare credito.

Ho ritenuto quindi di attendere che il quadro fosse più preciso per proporre alcune riflessioni e proposte di finanza locale che a quanto ho letto, se ritenute interessanti, potrebbero essere valutate nell'operazione ascolto che la nuova Giunta provinciale ha avviato con l'inizio della legislatura.

Getto quindi la classica bottiglia in mare con questo articolo della rubrica "Parole nel vuoto", sperando che qualcuno la raccolga e la legga.

1) Per i casi di sovra indebitamento a tutela dei soggetti coinvolti in un momento di crisi economica e per favorire una ripresa sana dell'attività sovra indebitata, sulla falsa riga di quanto ha già fatto la Camera di Commercio di Bolzano, costituire presso la camera di Commercio di Trento l'Organismo di Composizione della Crisi da sovra indebitamento a sostegno dei soggetti sovra indebitati. Ricordiamo che questo organo, a differenza dell'Arbitro Bancario e Finanziario (ABF) o del ricorso alla Banca d'Italia, può proporre soluzioni di risarcimento che se rifiutate dalla Banca o dalla società Finanziaria possono essere depositate in Tribunale con lo stesso effetto della sentenza esecutiva cui la banca o finanziaria dovranno quindi conformarsi.

Ciò in attuazione della Legge 3/2012 con link ccia Bolzano http://www.handelskammer.bz.it/it/servizi/giustizia-alternativa/organismo-di-composizione-della-crisi-da-sovraindebitamento

2) avendo competenze a livello provinciale nelle politiche locali del credito, ispirandosi a programmi del Governo nazionale, si potrebbe attuare per quanto possibile attraverso Mediocredito Centrale Banca del Trentino, una banca pubblica di investimenti che aiuti il sistema imprese in prevedibile crisi di liquidità in relazione alle operazioni di fusione e cessione dei crediti deteriorati del sistema delle Casse Rurali provinciali, che, lo ricordiamo, rappresentano circa di due terzi degli sportelli bancari e la maggior parte del credito erogato e gestito sul territorio provinciale. Si suggerisce che la Provincia dia linee guida in tal senso al CDA di mediocredito a sostegno dell'economia locale e della crisi di liquidità prevedibile per tutto l'anno 2019 in relazione ai fatti richiamati in premessa di questo articolo.

3) Laborfonds e Plurifonds. Sarebbe utile un incontro conoscitivo dell'intero consiglio provinciale sulle linee di investimento di questo Fondo che gestisce attualmente circa 2 miliardi di euro di depositi e può anche determinare linee guida della finanza provinciale e regionale a sostegno del sistema delle micro imprese locali e territoriali coniugando territorialità e redditività.

4) si suggerisce di definire linee guida e controlli più stringenti e dettagliate nei confronti di Trentino Sviluppo che come noto promuove e fa consulenza ad imprese e start up selezionando quelle meritevoli di contributi anche a fondo perduto con Bandi provinciali, cosa ottima ma che a mio parere potrebbe essere migliorata a condizione di recuperare al sistema imprese anche micro e piccoli progetti non solo innovativi e non solo limitati a progetti imprenditoriali elaborati. In questo l'esperienza nazionale dell'Ente Nazionale Microcredito di Roma potrebbe fornire supporto e tutoraggio gratuito per una sperimentazione ad hoc.

5) L'Ente Nazionale Microcredito di Roma, www.micreocredito.gov.it ente morale sotto il Patrocinio del Presidente della Repubblica con finalità sociali che comportano progetti imprenditoriali finalizzati alla realizzazione dell'autoimprenditoralità dei cittadini italiani in difficoltà occupazionali o finanziarie. Con la sua dotazione di 2 miliardi di euro, potrebbe favorire la rioccupazione imprenditoriale di lavoratori con i necessari requisiti, oppure sostenere start up escluse dal sistema Trentino Sviluppo in quanto non avevano sufficienti garanzie che l'Ente invece può fornire gratuitamente al sistema bancario finanziario insieme ad un sistema di Tutoraggio di accompagnamento gratuito nei primi 5 anni di avvio dell'attività imprenditoriale. Questi crediti, si badi bene, sono concessi in aggiunta a quelli eventualmente già concessi dal sistema delle agevolazioni e finanziamenti previsti dalle norme nazionali e provinciali.

6) infine circa i Business Innovation Center (BIC) si suggerisce di analizzare e migliorare i meccanismi di selezione ed assegnazione di queste aree, permettendo solo ad imprese che realmente rispondono ai requisiti indicati nelle norme di selezione di insediarsi in queste aree agevolate. Troppi a mio parere sono ormai i casi di start up ed imprese che nascono con il contributo e muoiono immediatamente al termine dell'agevolazione concessa. Il success free deve raggiungere livelli di performance maggiori attraverso una migliore gestione di questi meccanismi, tema che a mio parere meriterebbe uno specifico interessamento attraverso un confronto con tutti i professionisti interessati.

* Tutor Ente nazionale Microcredito

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