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Il Sessantotto a Trento: le molteplici voci della memoria

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Il progetto di ricerca e valorizzazione "Trento allo specchio" presenta i dati conclusivi alla città

Trento, 21 settembre 2019. - Redazione*

Mercoledì 25 settembre 2019 e giovedì 26 settembre 2019 si svolgeranno gli eventi finali delprogetto di ricerca e divulgazione "Io non c'ero o se c'ero non dormivo. Trento allo specchio: memorie, immagini e narrazioni di luoghi" finanziato dalla Cassa di Risparmio di Trento eRovereto, Bando per Progetti di Valorizzazione della Memoria delle Comunità 2017.

 

Il progetto, iniziato nell'ottobre 2017, ha visto lo sviluppo di diverse fasi: da un lato un lavoro di ricerca antropologico e sociologico e dall'altro la produzione di una serie di materiali e
l'organizzazione di eventi volti alla divulgazione dei risultati intermedi e finali. Il progetto ha infatti voluto essere portavoce della pluralità di sguardi che alla fine degli anni Sessanta, si sono intrecciati nella e sulla città di Trento.

Il focus principale della ricerca è stato legato alla memoria degli spazi e dei luoghi della città in relazione agli eventi accaduti in quel periodo, che hanno coinvolto i giovani di allora, attori del processo storico, e la cittadinanza, che ha visto il mutare repentino della società. L'idea principale che ha indirizzato l'indagine è che la memoria sia qualcosa che appartiene al presente e vive in esso, e non mera archeologia del passato: la memoria diviene così una pratica vitale.

L'ambito della memoria dei luoghi risulta estremamente attuale, poiché permette di avvicinare le persone sia agli spazi sia tra loro, coinvolgendole attivamente e riavviando in quelle più anziane il senso di utilità dei loro ricordi. I giovani, grazie alla conoscenza e alla trasmissione di questa eredità, si possono sentire maggiormente legati al luogo nel quale sono nati o vivono la loro quotidianità. Molti di questi ambienti sono ora frequentati da generazioni che, come è stato documentato dalla ricerca, non li associano agli eventi del passato.

Gli elementi distintivi del progetto sono stati: la multidisciplinarietà delle prospettive e metodologie di analisi e l'interdisciplinarietà del gruppo di ricerca; la coralità delle voci presentate, alcune mai ascoltate fino ad oggi; la presenza di alcune testimonianze scritte inedite; la riflessione autorevole di docenti universitari o membri del panorama intellettuale italiano.

Il progetto è nato per favorire la raccolta di un gruppo molto eterogeneo di voci: i rappresentanti della protesta giovanile legata alla Facoltà di Sociologia, i cittadini appartenenti al mondo cattolico, i lavoratori del Museo Tridentino di Scienze Naturali, posizionato dal 1924 all'ultimo piano del palazzo di sociologia, gli studenti e i docenti che non vollero per diversi motivi partecipare alla protesta o che la guardarono sostenendo punti di vista differenti. Le narrazioni hanno messo in luce diversi aspetti: la relazione con docenti provenienti da diverse realtà italiane, l'intreccio con il mondo politico che ha voluto la nascita dell'università di Trento, i legami con altre realtà europee sono le componenti più significative dei racconti raccolti durante la fase di ricerca sul campo, che si è svolta attraverso la metodologia sia sociologica sia antropologica.

La retorica, che ha spesso connotato questo momento storico, è stata messa in discussione dalle parole di alcuni partecipanti che per la prima volta hanno narrato i loro ricordi permettendone la condivisone. L'utilizzo, inoltre, dello sguardo dei giovani d'oggi ha permesso di analizzare criticamente le diverse componenti della società di allora: l'approccio multisituato e l'antropologia applicativa hanno dato corpo al confronto tra i testimoni ancora viventi e gli studenti di oggi al fine di comprendere il fenomeno Sessantotto e la memoria controversa ad esso associata.

Ideatrice, promotrice e organizzatrice di tutto il percorso è stata l'Associazione Pedagogica e Culturale Sintesi-Museo Didattico, che da tempo promuove attività culturali sul territorio legate alla dimensione della valorizzazione della memoria dei luoghi attraverso la ricerca scientifica e poi la restituzione al pubblico con diverse modalità di divulgazione, lo stesso presidente Domenico Nisi si è reso disponibile come testimone di quell'epoca, essendo stato presidente degli studenti a Brescia alla fine degli anni Sessanta.

Spiega Marta Villa, coordinatrice dell'intero percorso: «Rispetto ad una narrazione a senso unico si è tentato di approfondire una conoscenza del momento in modo critico, coinvolgente epartecipativo. Nel contempo la divulgazione è stata implementata dall'utilizzo dei canali media e social network (Facebook, Instagram e sito web) che hanno reso più semplice la comunicazione delle diverse fasi all'esterno. Tali canali hanno favorito anche una maggiore possibilità di coinvolgimento diretto della cittadinanza interessata e della popolazione studentesca universitaria».

Per permettere una fruizione più allargata dei materiali è stato creato un sito web(www.trentoallospecchio.it) dedicato a contenere tutta la documentazione (brani di interviste
videoregistrate, trascrizione delle parole dei testimoni di allora che ne hanno autorizzato la divulgazione, fotografie della ricerca, materiali del convegno) fruibili sia da studiosi, sia da altri
testimoni di allora non più presenti a Trento, sia dagli studenti delle scuole superiori e delle università italiane e straniere.

È stato realizzato anche un viaggio-studio con alcuni studenti a Parigi: dato che uno dei testimoni chiave ha rievocato la sua esperienza nella capitale francese insieme a Rostagno si è deciso sia di andare a visionare i documenti presenti agli Archives nationales, le mostre realizzate per il cinquantenario del maggio parigino, la documentazione iconografica del movimento d'oltralpe così significativa per gli studenti trentini, sia di ripercorrere i luoghi descritti nella narrazione per comprenderne il senso.

Il progetto è stato sostenuto scientificamente dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale ed in particolare dal suo Direttore, prof. Mario Diani, che ha coordinato i diversi interventi realizzati in occasione del cinquantesimo anniversario del Sessantotto, e patrocinato dai seguenti enti culturali ed istituzionali: Comune di Trento (sindaco dott. Alessandro Andreatta e assessori alla Cultura succedutisi avv. Andrea Robol e dott. Corrado Bungaro), MUSE (direttore dott. Michele Lanzinger), Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani (presidente dott. Massimiliano Pilati), Associazione Museo Storico in Trento (vicepresidente prof. Vincenzo Calì), Club per l'UNESCO di Trento (delegato per il progetto dott. Marco Bottesi).

Mercoledì 25 settembre alle ore 17.30 con ritrovo presso l'atrio del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale vi sarà una passeggiata per il centro storico di Trento alla scoperta dei luoghi della memoria del Sessantotto condotta da Marta Villa, antropologa culturale e coordinatrice del progetto e da Adriano Motta, laureato in Sociologia all'università degli Studi di Trento proprio su questa tematica. La passeggiata permetterà anche di ascoltare viva voce dei testimoni di allora che narreranno aneddoti e ricordi legati a quel periodo.

Giovedì 26 settembre alle ore 15.00 presso l'Aula Kessler del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale vi sarà un convegno conclusivo co-organizzato dall'Associazione Sintesi Museo Didattico e dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale durante il quale saranno divulgati al pubblico i risultati della ricerca e in particolare verrà proiettato in anteprima il documentario scientifico prodotto da Claudio Del Frari e Marta Villa e verrà presentato il volume che racchiude tutto il percorso della ricerca. "Il mio Sessantotto. Uno sguardo antropologico su memorie, immagini e narrazioni" edito da Carocci e a cura di Marta Villa contiene i contributi di Tarcisio Adreolli, Leonardo Angelini, Vincenzo Calì, Giuliano Di Bernardo, Giorgio Galli, Mino B. C. Garzia, Reno Gubert, Adriano Motta, Maria Nicolodi, Vincenzprogetto, vi sarà poi l'introduzione del prof. Mario Diani, Direttore del Dipartimento di Sociologio Rutigliano, Luigi Schiavo e Marta Villa. Il convegno sarà aperto dai saluti istituzionali degli enti partner del a e Ricerca Sociale, una presentazione generale del lavoro della coordinatrice dott.ssa Marta Villa a cui seguiranno gli interventi scientifici del prof. Vincenzo Calì, vicepresidente dell'Associazione Museo Storico in Trento che ricorderà la figura di Mauro Rostagno nel 31° anniversario dell'uccisione (26 settembre 1988), del prof. Giuliano Di Bernardo, che è stato docente di Filosofia della Scienza presso l'Università di Trento che descriverà la nascita di Sociologia e i primi anni fino al 1967, il dott. Michele Lanzinger, Direttore del MUSE che parlerà del ruolo della museografia scientifica dal 1968 ad oggi visto che il Museo Tridentino di Scienze Naturali era collocato all'ultimo piano del palazzo di via Verdi, il dott. Adriano Motta, laureato in Sociologia all'Università di Trento sulle tematiche oggetto della ricerca e il dott. Luigi Schiavo, studente dell'Università di Trento che ha seguito per il progetto gli aspetti legati alla memoria del periodo del Sessantotto nei giovani di oggi. Il convegno è presentato dal dott. Marco Bottesi, segretario del Club per l'UNESCO di Trento.

 

*Per informazioni e contatti:

Marta Villa, 347 7256534 e Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  

Domenico Nisi Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Per ricevere i materiali del progetto scrivere a

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