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Buona salute a tutti......

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Trento, 27 ottobre 2016. - di Claudio Riccadonna

L'avete mai sperimentata una colica renale? Beh è dolorissima: sappiamo che quando ti colpisce, ti contorci in tutti i modi senza trovare alcun sollievo e ti sembra di morire, di non farcela. E allora, cosa devi fare in quelle situazioni? Perchè una semplice iniezione, spesso, non risolve minimamente un attacco acuto! Allora ti viene spontaneo correre, semiagonizzante, al Pronto Soccorso, per porre fine a quella sofferenza immane.

Come verrà però valutato l'intervento prima in fase di triage dalla componente infermieristica e poi dal medico in uscita, responsabile della valutazione finale? In quale codice rientrerà la colica renale? Riguarda una prestazione gratuita oppure no? Infatti, se si leggono varie esperienze, in giro per le diverse cliniche italiane, le cose non sembrano così ovvie.

D'altra parte, con l'istituzione del ticket di pagamento relativo ai codici bianco e verde (quando quest'ultimo non è seguito da ricovero) nell'ormai lontano 2007 con relativa legge finanziaria a livello nazionale, per limitare i cosiddetti accessi non appropriati che finivano per intasare le fila ospedaliere di pazienti con "inezie di poco conto", probabilmente (ma dipenderà da regione a regione o da provincia a provincia) non è poi così "scontata" l'indifferibile necessità "umana" di catapultarsi speditamente, piuttosto malandati, presso l'ospedale più vicino!

Che dire, poi, solo per cambiare "problema", anche dello sciame di vespe che, qualche settimana fa, ha "sfigurato" un povero signore bresciano che, in preda anche al panico, si è presentato al pronto soccorso di un ospedale lombardo ed è stato costretto successivamente, in fase di dimissione ospedaliera, a pagare un ticket di 25 euro: del resto, come qualcuno avrà considerato, poteva andare dal proprio medico curante e farsi prescrivere qualche pomata curativa!
O di chi ha dovuto sborsare 50 euro per l'insorgere improvviso di un'uveite (di cui, fino ad allora, ignorava l'esistenza), solo perché si stava legittimamente preoccupando a fronte di una capacità visiva tutto ad un tratto offuscata, con un evidente rossore e dolore all'occhio? Tuttavia, soprassedendo intorno a casi più o meno risaputi, le spese possono aumentare, se poi sono previsti esami medici ulteriori. Nel 2013, i ricavi totali derivati dal pagamento del ticket hanno raggiunto in Italia i quasi 35 milioni di euro, non proprio una bazzecola.

Certo, situazioni forse non considerabili urgenze, che mettano a rischio la vita! Tuttavia, in questi casi ed altri, non è così facile essere razionali e aspettare magari il giorno dopo, per rivolgersi al proprio medico di base o pensare di risolvere con successo ricorrendo alla guardia medica...

Insomma situazioni imbarazzanti che ingenerano, più o meno a ragione nell'immaginario collettivo, la convinzione di non vedere sufficientemente tutelato il "sacrosanto" diritto alla salute! I pazienti in codice bianco e verde non saranno mica tutti furbetti che vogliono evitare la spesa relativa ad una visita specialistica? Peraltro, non di rado, questi episodi "dolorosi" si verificano nel fine settimana, o in tarda serata se non di notte, quando viene istintivo impanicarsi, e, di conseguenza, ricorrere alle strutture di emergenza sanitaria.

Forse, un'opportuna riflessione delle stesse istituzioni pubbliche dovrebbe intervenire e rivedere qualche cosa in tal senso! Nel frattempo, buona salute a tutti e occhio al portafoglio!

Buona salute a tutti......
 

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