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Rovereto e Vallagarina: carenza medici di base, accorpamento guardie mediche e intasamento P.S.

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Risposte inadeguate alle esigenze dei cittadini. Possibile coinvolgere le Farmacie territoriali per le soluzioni minimali?

Rovereto, 27 dicembre 2017. - di Claudio Civettini*

Il 23 dicembre -un sabato ed un esempio-per i pazienti ricorsi al Pronto soccorso di Rovereto, ma anche per il reparto stesso, è stata giornata di code e di estenuanti attese del proprio turno per essere chiamati e sottoporsi alle visite e verifiche mediche.

Quello che vogliamo denunciare, su segnalazione dei cittadini, è la imponente presenza dei codici verdi laddove, circa alle 11 del mattino, a fronte dello "0" di codici rossi e 6 in giallo, emergevano in modo esponenziale i 18 in codice verde e 5 in bianco.

Numeri che ben segnalano gli effetti della stretta sulle presenze sanitarie territoriali, che mettono i cittadini nella condizione di ricorrere al Pronto soccorso per la verifica del proprio stato di salute, mossi dalla evidente paura, che, catalogata sotto codici minori, finisce per essere ascritta al pagamento dei pesanti ticket sanitari di accesso alla struttura.
Una vera e propria tassa sulla salute, che furbescamente trova facile sponda sui tagli e mancate sostituzioni dei medici territoriali, con l'essenziale contributo della stretta sulla presenza delle guardie mediche.

Un costo per la salute inaccettabile, perché frutto di tagli degni della peggior miopia politica che depaupera quasi tutti i servizi territoriali rivolti alle persone, con la conseguenza di aggravare la situazione gestionale di un Pronto soccorso sicuramente efficiente, ma carente certamente di un numero di personale adeguate a sopperire la riduzione della medicina territoriale.

Un campanello d'allarme, che ad esempio i cittadini di Brentonico hanno sollevato ad alta voce ma che la politica ha rimandato nel tempo le soluzioni concrete e che, come si vede, non tarda ad avere conseguenze importanti sulla funzionalità strutturale, ma anche sulla pazienza e diritto dei pazienti stessi.

Soluzioni che se apparentemente parrebbero dietro l'angolo per lo stanziamento di fondi nel recente bilancio provinciale, in realtà vede la necessità di rimodulare le presenze per i cambi generazionali in atto che non si vorrebbero ricambiare.

Per questo, un'idea, in attesa della normalizzazione potrebbe essere la messa in rete delle Farmacie territoriali, gestite da grandi professionisti, che potrebbero, dietro giusto compenso, interfacciarsi con il Pronto soccorso in via telematica, per dare soluzione e risposte, a quei pazienti che necessitino di verifiche minimali e che si catalogano regolarmente nei codici verdi, così evitando i salassi del ticket.

* consigliere provinciale-regionale

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