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«Il SalviMaio della Rivoluzione»

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Monselice, 17 ottobre 2018. - di Adalberto de' Bartolomeis

Soltanto a volermi riferire a quanta impopolarità i due vice presidenti di Consiglio, che oltre ad avere, ciascuno, un proprio ministero e per cui stanno facendo proprio come "l'asso piglia tutto ", loro però, nel governo che hanno formato, questi due giovani, ambizioni di tanto "successo" per se stessi e forse convinti per il loro futuro politico, non escludo invece che potrebbero persino ritrovarsi nei loro Comuni di residenza a dovere trovare lavoro presso i centri per l'impiego .

Loro fanno le leggi perché sostengono che al primo posto "prima arrivano gli italiani", ma loro potrebbero anche pagare molto salato il loro modo di fare politica! Se contro le loro azioni, nella manovra che stanno per far varare non c'è solo una comunità internazionale che è contraria, ma i politici di opposizione ed una parte dello stesso elettorato che li ha eletti, quando giungeranno pure le sanzioni economiche da Bruxelles l'Italia farà molto peggio della fine della Grecia!

Intanto trovo così assurdo ed inconcepibile che gli italiani a cui questi due signori responsabili di governo dicono di volergli tanto bene, si trovino, dopo aver lavorato una vita, da pensionati e quindi pure molto anziani, a vedersi decurtato un assegno pensionabile che viene ritenuto "d'oro"e di privilegio. Di tutto rispetto lo è sicuro, ma a fronte di lavori onesti e retribuiti in funzione delle responsabilità e degli incarichi che hanno avuto e per cui a fronte di uno sviluppo di carriera, dove non hanno rubato, non sono stati pagati in nero, non sono stati evasori fiscali, ma hanno versato poderose somme di contributi, il cui reddito, al netto delle dichiarazioni al fisco, minimo la metà è stata versata allo Stato.

Per la visione che ha questo governo di una disparità tra chi non ha un lavoro, tra chi ha una pensione con la quale non può vivere e tra chi, giovane, ha serie e contingenti difficoltà a trovarsi un'occupazione, costoro che invece hanno contribuito a far girare l'economia italiana, "non meritano" di continuare a godere di assegni che, a giudizio del signor Luigi Di Maio e Matteo Salvini sono fortemente sproporzionati e pertanto vanno "puniti ". Una punizione che diventerebbe fenomenale, esemplare, se pensiamo che solleva forti perplessità che sa molto di una deriva massimalista, che ricorderebbe quella bolscevica, proprio da Rivoluzione di Ottobre, quando nel 1917 l'attuó Vladimir Lenin. E poi mi domando: perché escludere da questa sorta di "punizione", nella manovra finanziaria la categoria dei magistrati?

Forse perché qualche politico ha paura di questi funzionari dello Stato? Per caso, magari, ha qualcosa da nascondere? Non comprendo questa esclusione che, di fatto, farebbe un netto distinguo rispetto a chi sarà colpito. Non è possibile pensare allora che questo governo agirebbe in virtù di un'equità sociale! Ciò che mi rende ancora più perplesso è che da parte di elevati organi istituzionali non si sia sollevato un dito. Nulla! Nessuno fin'ora eccepisce.

La protervia volontà coercitiva che sta per essere adottata trova, però, un oscuro lato democratico ad accogliere, invece, il dialogo. Sembra che i due ministri, senz'altro, coerenti nel loro "patto d'acciaio", una sorta di Molotov e Von Ribbentrop, siano a "braccia aperte", pronti al confronto con chiunque o con rappresentanti di una platea che non penso sia molto contenta di dovere sborsare una buona fetta della loro pensione, per giustificare una causa che, a parere mio è distorta, oltre che essere ingiusta, in uno Stato liberale. Di liberale ahimè c'è ben poco ormai e guai a parlare di preservare diritti, dove gli stessi, in molte realtà quotidiane della vita, vengono invece calpestati da ormai tante manifestazioni che le trovo discriminatorie.

«Il SalviMaio della Rivoluzione»