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Oncoematologia tra sostenibilità e aderenza: il caso del Triveneto

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Padova, 22 Marzo 2019 – Ore: 09:30-13:30 - AOU PADOVA – Aula Magna-Palazzina dei Servizi, Via Giustiniani, 2

Trento, 21 marzo 2019.Redazione*

L' Ematologia è una disciplina in cui alla pratica clinica si è sempre affiancata, con pari dignità, quella di laboratorio. Non è un caso, infatti, che nel campo medico sofisticate tecniche di biologia molecolare siano state spesso usate per la prima volta proprio per la ricerca e la diagnostica in campo ematologico.

Per l'oncoematologia in particolare, la possibilità di arrivare al tessuto neoplastico in maniera relativamente semplice e di ottenerne quantità rilevanti ha portato medici e biologi che si occupano di questa disciplina a "guardare" personalmente la cellula tumorale; ieri col microscopio, oggi anche con tecniche molecolari.

Grazie al progressivo miglioramento delle conoscenze dei meccanismi patogenetici che sono alla base dell'insorgenza dei tumori in generale, e di quelli ematologici in particolare, è stata aperta la strada allo sviluppo di terapie "intelligenti" capaci di colpire con precisione specifici bersagli molecolari che connotano la diversità biologica della malattia e che rendono di fatto unico, ai fini dell'approccio terapeutico, ogni singolo paziente. Di queste terapie, applicate nel Triveneto, si parlerà il 22 Marzo a Padova nel corso dell'evento "Oncoematologia tra sostenibilità e aderenza, il caso del Triveneto".

Il convegno organizzato da Motore Sanità, con il patrocinio dell'AOU di Padova e della Rete Ematologica Veneta e con il contributo incondizionato di Takeda ed IT-MeD farà il punto della situazione dell'applicazione di queste nuove tecniche. L'importanza di queste nuove cure risiede nelle molecole in grado di aggredire la malattia attraverso specifici meccanismi, spesso diversi ma sempre molto selettivi, avendo come bersaglio specifiche strutture espresse dalla cellula neoplastica, vuoi sulla superficie della cellula che al suo interno.

Il mieloma multiplo rappresenta una sfida storica nel campo ematologico, poiché seppur con prognosi in costante miglioramento con sostanziale aumento della sopravvivenza, l'eradicazione totale della malattia rappresenta una sfida non ancora vinta.

Per il Trentino-Alto Adige sarà presente: Giovanni Maria Guarrera, Direttore Servizio Ospedaliero Provinciale, Provincia Autonoma di Trento.

*comunicato

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