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Funghi e disastro ambientale: il significato di un progetto

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"L'incomprensione del presente deriva fatalmente dalla non conoscenza del passato" (M. Bloch)

Trento, 9 dicembre 2018. - di Casimira Grandi*

Il 2018 Anno del Patrimonio Culturale Europeo volge alla fine, venerdì 30 novembre è terminato il ciclo di eventi dedicati al Brand della memoria (18-19-20 ottobre e 30 novembre 2018 UNITN - CCIAA), che già lo scorso maggio aveva organizzato una intensa serie di giornate di studio dedicate a Il micologo Giacomo Bresadola patrimonio dell'umanità. Nuova cornice per un'icona.

Sulla scia di Bresadola il fungo è stato ancora una volta protagonista nell'ultima giornata, dedicata alle Nuove frontiere della micoterapia, che grazie all'impegno del farmacista biologo nutrizionista Giorgio Martini ha portato a Trento illustri studiosi del settore, assecondando una volta di più l'approccio transdisciplinare che ha connotato l'iniziativa del Brand della memoria.

Nella cornice magistralmente tratteggiata dal filosofo Fabio Gabrielli (UNIMI) di territori intesi quali "patrimoni di memoria", in cui il fungo ci ricorda il problema della sostenibilità contemporanea, in cui il medico Ivo Bianchi ha esposto le sue esperienze cliniche in micoterapia, seguito dalla biologa Paola Rossi che all'Università di Pavia studia gli estratti dalla grifola frondosa e dal ganoderma lucidum nella medicina complementare e intergrativa del tumore al seno; invece la biologa genetista Stefania Cazzavillan ha illustrato la modulazione epigenetica di ophiocordyceps sinensis nell'utilizzo sportivo e il biologo molecolare Walter Balduini la tossicologia dei funghi, seguita dalla relazione sui loro composti attivi del chimico Marco Passerini.

Tutte relazioni che ricordano una volta di più la necessità di dare il giusto valore alla memoria del padre trentino della moderna micologia Giacomo Bresadola.

Ma l'universo dei funghi ci ha riservato una sorpresa nel dibattito di chiusura, dedicato a La memoria per il nostro futuro: mondo globale e connessioni sinergiche locali.

Il disastro ambientale nei boschi locali dovuto all'ondata di maltempo dello scorso ottobre potrebbe trovare nella micologia un importante aiuto, come ha evidenziato il dottor Marco Passerini, brillante chimico che ha frequentato il corso di micologia organizzato presso l' Accademia d'Impresa della CCIAA di Trento, attualmente docente presso corsi universitari di micoterapia.

Ecco la proposta del dottor Passerini

In merito agli accadimenti naturali dello scorso ottobre che in Trentino hanno portato alla caduta di molti alberi soprattutto nelle zone montane, vorrei avanzare una proposta per poter riutilizzare quella parte di biomassa residua non destinabile ai processi per la lavorazione del legno o dell'energia.

Premetto che in natura esistono dei degradatori e riciclatori di sostanza organica proveniente da diversa origine: i funghi. Alcuni funghi, detti saprotrofi, si nutrono esclusivamente di materia vegetale morta.

Inoltre, i funghi contengono composti molto utili alla salute delle persone tanto che alcune specie sono inserite nella lista positiva degli ingredienti utilizzabili negli INTEGRATORI ALIMENTARI. Non solo, ma è possibile integrare l'alimentazione anche degli animali da reddito e coadiuvare le difese degli insetti impollinatori grazie all'azione sulle difese immunitarie esercitate dai composti attivi dei funghi.

Pertanto ritengo possibile poter utilizzare in maniera altamente vantaggiosa scarti, tronchi e frammenti di abeti ed altre specie arboree utilizzandoli come substrato di crescita per la coltivazione di alcune specie di funghi adeguatamente selezionate finalizzando questa produzione allo sviluppo di integratori alimentari e di materie prime per mangimi.

E' di fondamentale importanza però selezionare le specie fungine da utilizzare in base alle piante da dover riciclare.

Come micologo e come conoscitore della normativa attinente ai due settori applicativi indicati, offro la mia collaborazione per seguire questo importante progetto di riutilizzo e valorizzazione.

Sussistono al momento alcune criticità tra cui la principale è l'umidità del substrato: i funghi sono molto sensibili all'umidità del substrato che non deve essere troppo bassa. Questo vuol dire che qualora si volesse procedere con questo progetto, il legno da utilizzare non dovrebbe essere esposto al calore ad ai venti dell'estate 2019 ma si dovrebbe procedere entro tale termine. Questo per evitare di ritardare l'attecchimento e la produzione.

Al fine di trovare lo sbocco di utilizzo nei settori dell'integrazione alimentare e della mangimistica, offro la collaborazione della mia ditta GOLDEN WAVE sas che ha in Cittadella (PD) uno stabilimento di produzione con autorizzazione alla produzione in questi settori. dottor Marco Passerini

* docente del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell'Università di Trento - Referente di Ateneo per 2018 Anno del Patrimonio Culturale Europeo

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