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Lettera aperta al signor presidente incaricato

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Giuseppe ConteMonselice, 26 maggio 2018. - di Adalberto de' Bartolomeis

Egregio Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, caro dott. Giuseppe Conte, ho ascoltato le sue dichiarazioni, per cui mi auguro che la S.V. si faccia intanto chiamare Presidente e non "Premier" o Cancelliere.

Ancora professori a Palazzo Chigi

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Giuseppe ConteMonselice, 24 maggio 2018. - di Adalberto de' Bartolomeis

Il "tempio" della politica italiana sembra volere rinnovare una, seppure, tradizione recente di nomine di presidenti del consiglio dei ministri, con persone il cui profilo sociale spicca per stimati curriculum d'insegnamento e formazioni accademiche, ma anche di libera professione come economisti o giuristi.

UPT: «C'è un futuro? Solo con il ritorno allo Statuto»

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Trio UPTTrento, 23 maggio 2018. - Redazione*

A partire dal 15 marzo 2018, data in cui il segretario Tiziano Mellarini ed il presidente Fabio Pipinato hanno dato le dimissioni, l'Unione per il Trentino non ha più un vertice che lo guidi secondo le norme previste dallo Statuto del partito. Il Parlamentino dei Territori, su impulso di una minoranza ristretta - ormai su circa 130 componenti se ne presentano agli incontri si e no una quarantina - ha iniziato un percorso del tutto avulso alle regole dello Statuto del partito ed in particolare in violazione dell'art. 9 che prevede la necessità di un Congresso per la nomina di un nuovo segretario. Sono stati nominati due portavoce ed un "traghettatore", figure del tutto inesistenti nell'organigramma statutario del partito, i quali ormai si arrogano interventi di vario genere sulla stampa a nome di un Partito senza più un Segretario ed una linea politica chiara.

Si tratta dello specchio del mutato quadro politico, acuito dai problemi di una coalizione e di un partito, l'Unione per il Trentino, che da anni ormai fatica a trovare una propria identità. Una crisi dovuta innanzitutto a un cambiamento generale nella politica: non più partiti delle idee, ma partiti delle persone. Ogni voto si è trasformato in un referendum pro o contro una persona, un nemico da abbattere. Lo abbiamo visto accadere nel dibattito nazionale, dove ancora una volta alle idee vengono anteposti i nomi, ai programmi viene anteposta l'immagine. E così nei partiti non esistono più correnti legate al pensiero, ma alle persone. È quanto accade anche a livello locale, dove la discussione non è incentrata su un progetto, ma su questa o quella figura. Di nuovo il problema non è cosa è stato fatto e cosa no, ma solo Rossi sì o Rossi no. In questi cinque anni non ha però governato solo Ugo Rossi, ma un Consiglio provinciale con una maggioranza, almeno nei numeri, salda, e una giunta con tre assessori in rappresentanza del Partito Democratico, due del Partito autonomista, tra cui lo stesso Presidente, e due dell'Unione per il Trentino. Una responsabilità condivisa dunque, che si basava su un programma e non sul nome del Governatore.

Eppure oggi viviamo una crisi profonda di questa maggioranza, che rispecchia la crisi della politica stessa: si scarica la responsabilità su una persona, pur leader di una coalizione, senza guardare alle responsabilità di tutti, in quanto membri di una maggioranza aggregatasi su un programma di governo. Se dobbiamo constatare che oggi la politica è basata sui nomi delle persone, l'Unione per il Trentino, forte di una storia che si fonda sul popolarismo degasperiano, deve ripartire proprio dalla legalità, da una vera autocritica sui programmi, ma anche sulle persone. La Margherita prima e l'UPT dopo sono dei partiti nati grazie alla presenza di amministratori locali - sindaci, assessori e consiglieri - che si sono riuniti per creare, grazie alle loro esperienze, una buona amministrazione per i comuni e la Provincia Autonoma di Trento. Purtroppo però, dal 2010 in poi, si è visto un progressivo allontanamento proprio di coloro che ne costituivano il nerbo: gli amministratori locali non si riconoscevano più nell'UPT e nei suoi rappresentanti a livello locale e provinciale e lo si è visto con la nascita di varie civiche che hanno portato alla vittoria prima di Roberto Oss Emer a Pergine Valsugana ed infine di Francesco Valduga a Rovereto.
Ora è necessario ripartire da zero e creare le condizioni per le quali un partito territoriale come l'UPT, che tanto ha dato alla Provincia autonoma di Trento in termini di buon governo, possa rinascere e tornare a raccogliere il consenso degli elettori e delle stesse amministrazioni locali.

Per farlo occorre però innanzitutto dare ascolto alle persone, ai cittadini. È ora di chiudere questa fase fatta di personalismi e di dare importanza al progetto, di rispettare gli organismi rappresentativi democraticamente eletti secondo lo Statuto UPT, coinvolgendo nuove persone, capaci di rinnovare il pensiero, partendo da quelle radici popolari che appartengono da sempre all'Unione.

L'elemento fondante di ogni partito politico è la sua linea, i programmi e la persona, nella figura di un Segretario eletto da un organo che rispetti le regole stabilite alla fondazione, che porterà avanti, insieme ad altri che ne condividano il percorso, un progetto amministrativo nelle varie competizioni politiche. A mente di tale considerazione, lo Statuto dell'Unione ben prevede che, una volta dimessosi il segretario, l'UPT, entro e non oltre tre mesi, dovrà espletare la fase congressuale con la nomina di un nuovo Segretario. Tutto ciò però non è avvenuto ed anzi si prosegue in una fase di transizione senza neppure la nomina di un nuovo presidente del Parlamentino Provinciale. Vi è di più: la Vicepresidente che convoca gli organismi del partito, come il Parlamentino cittadino ed il coordinamento di Trento, senza interpellare i responsabili, tutto ciò in nome di un non ben precisato rinnovamento che, guada caso, vede protagoniste sempre le stesse persone.

Tali comportamenti sono del tutto inaccettabili in un partito legalmente costituito e che beneficia del 2x1000 e che pertanto è ancora maggiormente tenuto a rispettare lo Statuto che ne regola la vita e l'operato. Il Segretario, infatti, non è per antonomasia solo il portavoce della linea politica, ma anche il legale rappresentante che viene eletto dal Congresso degli iscritti, e i membri del Parlamentino provinciale vengono per la maggior parte eletti nella fase congressuale.
Partendo dunque dalla base, un vero rinnovamento non può prescindere dal rispetto delle regole che sono a fondamento della rappresentanza democratica, non è questione di aderire ad un progetto o ad un altro, ma di ricondurre il tutto alla legalità e poi partire con qualsiasi programma che sia condiviso e votato dagli aderenti. Tali comportamenti, ormai reiterati nel tempo, hanno portato all'allontanamento di molti iscritti e membri degli organismi del partito, senza contare che il comitato dei garanti ormai da tre si è ridotto a due componenti.
Un primo passaggio è la nomina di un Presidente del partito che possa guidare l'UPT in questa fase, che vede come primo impegno le elezioni provinciali del 2018 e la fase congressuale per la nomina di un segretario eletto dal congresso.

Una volta ristabilito il corretto funzionamento del Partito, occorre passare all'individuazione immediata di un programma di governo forte e coerente con le reali esigenze dei Trentini, perché il tempo delle chiacchiere e dei fumosi discorsi aulici è finito e la gente vuole concretezza. Documenti programmatici come quelli circolati in questo periodo, frutto dell'azione di chi magari riveste da più legislature incarichi istituzionali di Governo, e quindi avrebbe avuto la possibilità di agire nei fatti, e ora parla di rinnovamento, rinnegando quasi di aver fatto parte della stessa coalizione che adesso vive una crisi profonda, non hanno alcun valore di fronte all'assenza di legalità. Una volta ripristinata, con un Congresso e nomine certe, occorre affrontare argomenti di immediata attualità come ad esempio sicurezza pubblica, la creazione di posti di lavoro, l'equità sociale, l'assistenza sanitaria, semplificazione amministrativa, che non sono e non devono essere argomenti di appannaggio dei populisti, ma devono essere le priorità di un partito popolare come l'Unione per il Trentino.

Una volta individuati nell'arco di un breve periodo di tempo i programmi, attraverso un forte ascolto della gente sul territorio e via social e non certamente rinchiusi il sabato nella sede con tristi commissioni, sarà più realistico trovare persone nuove che diano linfa vitale al Partito. Il rinnovamento parte da una richiesta di un passo indietro di chi ha portato a questa situazione con il proprio personalismo. Ben venga la partecipazione di tutti coloro che in questi anni hanno maturato esperienza politica, ma come portatori di conoscenza, non come fautori di un rinnovamento del quale non possono essere protagonisti. Solo in tale modo potrà avere inizio una fase di vero cambiamento.

Carlo Filippi – coordinatore politico UPT città di Trento

Zeno Perinelli – presidente parlamentino città di Trento (già presidente comitato dei Garanti UPT)

Andrea Bonn – coordinatore politico UPT della Val di Non

Razzismo al contrario: Trentini e discriminazioni

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La PAT premia le imprese degli stranieri: 4 milioni€ a favore dei richiedenti asilo?

Claudio CivettiniTrento, 23 maggio 2018.Redazione

Una favola da "non lieto fine" è sicuramente il caso sollevato dal consigliere Civettini (1) con una interrogazione presentata oggi al presidente della Provincia e all'assessore competente.

Centrodestra autonomista ….. in formato “magnadora” (prima puntata)

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centrodestra con magnadoraTrento, 22 maggio 2018. – di Claudio Taverna

Quanto alta è l'asticella del pudore? Accordi più o meno segreti, dichiarazioni, fotografie, riunioni ......... ecco il ritorno alla politica di colui che fu toccato dalla Severino.

Provincia: graduatorie di idonei nei concorsi per evitare rischi e dubbi

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Palazzo della Provincia Autonoma di Trento5Trento, 19 maggio 2018. - Redazione*

I concorsi per direttore in Provincia non prevedono oggi una graduatoria ma solo 1 vincitore. Vista la prassi di nominare sostituti direttore, ciò ha come conseguenza la relativa facilità nell'azzeccare il nome del vincitore e la scarsa motivazione degli altri aspiranti a partecipare.

Nasce la «Triplice Alleanza»: Borga, Gios, Kaswalder

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Borga Kaswalder GiosTrento, 19 maggio 2018. - Redazione*

Come persone che hanno a cuore il futuro della Comunità trentina ci impegniamo pubblicamente a collaborare tra noi al fine di creare un'alternativa alla coalizione ed ai partiti attualmente al governo in provincia di Trento. Alternativa che si rende necessaria affinché le nostre comunità recuperino fiducia nel futuro. Alternativa che è indispensabile per porre le basi di uno sviluppo che sappia recuperare valori antichi interpretandoli con strumenti moderni.

Mirko Bisesti (Lega): "Patto con il M5S? Sì o No alla gazebata della Lega"

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Mirko BisestiTrento, 19 maggio 2018. - Redazione*

''Meno tagli al Trentino, più autonomia alle regioni" con questo slogan Mirko Bisesti, candidato alla Segreteria Nazionale della Lega Nord Trentino, spiega l'importanza storica del contratto di Governo con il M5S. "Lo sforzo di realizzare un programma comune è l'ultima chance per non tornare subito al voto. Per questo verrà sottoposto al vostro giudizio il progamma LEGA-5STELLE."

Disabilità e lavoro, Robbi: «la crisi continua solo per alcuni, le Cooperative? Gangrena da curare»

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Gian Piero RobbiTrento, 18 maggio 2018. - Redazione

A seguito di una interrogazione provinciale è apparso sulla stampa locale un articolo che fa emergere qualcosa di molto allarmante. Si parla di un aumento di persone con disabilità iscritte nell'elenco previsto dalla legge 68 del 1999 presso i centri dell'impiego, circa 2600 persone, «Un numero che è aumentato a causa della crisi economica, crisi che ha portato in pochi anni al raddoppio degli iscritti», dice l'assessore Alessandro Olivi in risposta alla suddetta interrogazione.

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