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L’AGCOM sanziona la Provincia per la “sfuriata” di Rossi contro Claudio Cia

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Trento, 9 marzo 2018. - Redazione*

L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha sanzionato la Provincia autonoma di Trento per violazione dell'art. 9 della legge 22 febbraio 2000 numero 28, che disciplina la comunicazione istituzionale in periodo elettorale. Il tutto nasce dalla segnalazione del consigliere provinciale Claudio Cia, che aveva chiesto accertamenti in seguito alla pubblicazione sul sito ufficiale della Provincia, il comunicato stampa n. 248 avente titolo "Nucleo elicotteri. Il presidente Rossi: Rispettiamo chi salva vite umane".

Era il giorno dopo le rivelazioni del consigliere di AGIRE per il Trentino su documenti inediti dell'elisoccorso, e il Presidente Rossi era intervenuto in maniera pesante contro il consigliere, anche tramite comunicato stampa ufficiale. Per Cia tale comunicato violava la legge, non essendo una comunicazione "effettuata in forma impersonale ed indispensabile per l'efficace assolvimento delle funzioni" della Provincia autonoma di Trento. «Le informazioni contenute nel comunicato – si legge nella denuncia - non sono in alcun modo correlate all'efficace funzionamento della Provincia, ma anzi, possono risultare fuorvianti e portare ad errate interpretazioni delle funzioni dei soggetti rappresentativi dell'istituzione provinciale, come in questo caso Presidente della Giunta e consiglieri provinciali».

Per Cia ad essere espresso non era solo il parere del Presidente della Giunta, ma del "Presidente Rossi", «più volte evocato nel comunicato, quasi a volere marcare una presunta "proprietà privata" del Nucleo Elicotteri da parte del Presidente Rossi, quando invece dovrebbe essere una proprietà collettiva di tutti i cittadini trentini». Se il Presidente Rossi avesse voluto informare i quotidiani locali delle proprie considerazioni personali, scrive il consigliere, «avrebbe ben potuto pubblicare una comunicazione impersonale, facendo riferimento al Presidente della Giunta provinciale e all'atto ispettivo regolarmente depositato, magari entrando nel merito dei quesiti regolarmente proposti. Invece ciò che emerge dalla vicenda in esame è l'assoluta inopportunità del comportamento del Presidente Rossi e dell'Ufficio Stampa della Provincia autonoma di Trento, nella forma e nei contenuti».

Non solo. Cia ha proposto ben 6 pagine di deduzioni, per dimostrare con una precisa analisi come «il comunicato stampa n. 248, che fa da megafono alle considerazioni personali del Presidente Rossi, si fonda su una falsa rappresentazione della realtà ed esprime una illogicità manifesta», motivando inoltre come alcune affermazioni del Presidente fossero, oltre che inopportune, anche «lesive delle prerogative conferite ai consiglieri provinciali».

Il Corecom (Comitato provinciale per le comunicazioni di Trento) aveva proposto l'archiviazione della segnalazione del consigliere Claudio Cia, sposando in toto la linea del Presidente, riportando che "il Presidente Ugo Rossi ha ritenuto indispensabile la diffusione del comunicato stampa come doverosa assunzione di responsabilità personali attinenti alla sua carica".

L'Agcom, l'autorità nazionale a cui Cia ha voluto rivolgersi direttamente, ha ritenuto però di non condividere le conclusioni formulate dal Comitato provinciale per le comunicazioni di Trento in ordine all'indispensabilità della diffusione del comunicato stampa in questione, rilevando come tali informazioni e notizie ben avrebbero potuto essere diffuse al di fuori del periodo elettorale non ricorrendo alcuna esigenza di urgenza o improcrastinabilità.

L'Agcom ordina quindi alla Provincia Autonoma di Trento "di pubblicare sul proprio sito web, sulla home page, entro tre giorni dalla notifica del presente atto, e per la durata di un giorno, un messaggio recante l'indicazione di non rispondenza a quanto previsto dall'art. 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, della comunicazione istituzionale realizzata mediante la pubblicazione, sul sito istituzionale dell'ente, del comunicato "Nucleo elicotteri. Il Presidente Rossi: rispettiamo chi salva vite umane". La mancata ottemperanza al presente ordine comporta l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria di cui all'art. 1, comma 31, della legge 31 luglio 1997, n. 249, irrogata dalla stessa Autorità.

* comunicato

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