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Abbonamenti e pubblicità condizionano l'informazione?

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Per l' «informazione interna» del Consiglio regionale si spendono 7 mila€

Trento, 20 aprile 2017. - di Giovanni Battista Maestri

Nessuno si è mai chiesto perché poco si sa sui soldi che gli Enti pubblici spendono per la c.d informazione interna, ossia per " informare", a spese del contribuente, dirigenti e funzionari?

Se si sa qualcosa, il merito è di qualche consigliere "curioso" che ha interrogato sull'argomento.

Oppure, spulciando il sito istituzionale dell'Ente, costretto all" amministrazione trasparente". Nell'elenco delle spese decise dai vertici amministrativi, per la nota ripartizione delle competenze tra responsabilità politica ed amministrativa di "bassaniniana" memoria, si posso trovare notizie interessanti.

Spesso l'informazione "ufficiale" è condizionata dal numero di abbonamenti e dall'acquisto di spazi pubblicitari. E la qualità della comunicazione dipende da questi fattori.

Sappiamo, ad esempio, che una importante società pubblica trentina ha " avvertito" che non sottoscriverà abbonamenti né acquisterà spazi pubblicitari se non verrà " gratificata" dalle «opportune» informazioni.

Per quanto riguarda il Consiglio regionale, la spesa per abbonamenti on line e cartacei di giornali e riviste è di quasi 7 mila€ (esattamente 6.919,80€).

Al Corriere della sera vanno 1.800€, al Dolomiten 1.331,00€, a "L'Adige" 1.293,00€, a Trentino 898,00€, al Sole-24 ore quasi 700€, ad Alto Adige, a Die neue Suedtiroler Tagheszeitung e FF - Das Suedtiroler Wochenmagazin 900,00€, per un totale di 22 abbonamenti (cartacei e on line).

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