Mer07262017

Last update07:09:31

Back Politica Politica e Società Politica Estera USA: La maggioranza silenziosa sceglie Donald Trump

USA: La maggioranza silenziosa sceglie Donald Trump

  • PDF
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

Inaspettata, clamorosa vittoria di Donald Trump. In lutto vedovi e vedove della Clinton, scomparse le tante Cassandre di casa nostra

Trento, 9 novembre 2016. - Redazione*

Da brutto anatroccolo, uomo senza idee e populista, ostacolato dal suo stesso partito, a presidente degli Stati Uniti d'America. Donald Trump è il nuovo presidente degli Stati Uniti. Nella ultime ore gli ultimi 5 Stati in bilico (Arizona, Wiscontin, Michigan, Alaska e Pennsylvania) hanno visto la netta vittoria di Trump con uno scarto in alcuni casi anche del 4%.

Questo ha portato il candidato repubblicano a superare i 270 grandi elettori, quota minima per diventare presidente. Per la Clinton una sconfitta tragica e imprevista.

Il popolo americano ha deciso dopo un duello serratissimo, un testa a testa zeppo di colpi di scena, che Donald Trump doveva essere l'incarnazione del nuovo sogno americano.

Ancora una volta, come nella Brexit, registriamo un nuovo flop nei sondaggi che davano la Clinton vincente a «Valanga». Trump invece nonostante la maggior parte dei media e i poteri forti ha ribaltato i pronostici di quella che è la più grande e clamorosa vittoria ad un'elezione americana.

Ma ora Donald Trump è, di fatto, il 45° presidente degli Stati Uniti. Contro tutto e tutti. Contro tutti i pronostici. Contro Hillary Clinton, che ne esce demolita, così come ne esce distrutto Barack Obama. Ora cambia la storia del mondo.

La paura degli americani dell'immigrazione, dell'Islam musulmano e la crisi economica per nulla scongiurata ha fatto la differenza in un mondo che cambia. In una nuova società dove la Gran Bretagna esce dall'Europa, dove la destra vince in Austria, dove Francia, Germania e Ungheria chiudono le frontiere per difendere la propria gente, la propria cultura, tradizione e il proprio benessere, la vittoria di Trump lancia un nuovo monito al mondo ma soprattutto all'Europa.

Il messaggio è chiaro: la politica deve sentire le esigenze e difendere le paure dei propri cittadini, che in questo caso sono stati silenziosi ma per la Clinton alla fine letali. È insomma un mondo che sta cambiando, e pare che gli unici a non accorgersene siano i politici che governano gli Stati.

Per il nuovo presidente hanno votato i bianchi, quelle milioni di famiglie impoverite, senza speranza di prosperità e felicità, che hanno deciso di espellere da Washington le dinastie che l'hanno governata negli ultimi 30 anni: i Bush e i Clinton.

In appena 11 mesi il ceto medio bianco flagellato da crisi economica e diseguaglianze sociali ha trovato nel tycoon di New York il paladino che prima si è impossessato del partito repubblicano e ora ha sconfitto i democratici di Hillary Clinton, umiliato l'establishment di Washington, smentito ogni previsione e sorpreso il Pianeta.

Ma per Trump hanno votato anche tutti gli Indiani, parte del popolo nero, gli ispanici e molte categorie che si pensava vicine alla Clinton. Ma ora più che mai si capisce che le categorie non sono la gente. La paura di un futuro incerto ha fatto la differenza. Ma un fatto è emerso in tutta la sua verità; cioè come i media e la politica siano molto lontani dalla gente, e da quanto succede sul territorio.

Per il resto del mondo ora sarà dura digerire quanto è avvenuto in questa notte appena trascorsa: il popolo della rivolta ora bussa alle nostre porte, e potrebbe diventare sempre più numeroso da superare anche l'oceano Atlantico e bussare alle porte dell'Italia e dell'Europa.

La festa al quartier generale di Trump era già iniziata poco dopo le 5 del mattino, ora italiana, quando secondo il New York Times, aveva "il 95% di possibilità di conquistare la presidenza". Tutto merito, inizialmente, di Florida e Ohio, due Swing State dove si è imposto con due clamorose rimonte: in entrambi Hillary Clinton era data in vantaggio, salvo doversi piegare a The Donald, che ha conquistato anche il Texas.

Trump, inoltre, ha sfiorato la vittoria in Virginia, che avrebbe quasi tagliato fuori dai giochi la Clinton; all'ultimo, però, il risultato è girato a favore dei democratici. Tutto si è giocato in Michigan, dove Trump è comunque sempre stato in vantaggio. Li si è capito che la vittoria del repubblicano, la corsa alla Casa Bianca sarebbe era ormai blindata, mentre per la Clinton sarebbe quasi finita.

«L'America anche dopo la vittoria di Trump sarà sempre un grande Paese, il più importante del mondo» – queste per prime dichiarazioni del presidente uscente Obama che si era schierato al fianco della Clinton consapevole probabilmente delle difficoltà.

Sui mercati finanziari si registra il crollo della moneta messicana e migliaia di statunitensi, sui social network, hanno minacciato di lasciare il Paese per trasferirsi in Canada.

Il sito dell'immigrazione del governo canadese è diventato irraggiungibile. Una coincidenza o un sovraccarico dovuto al traffico eccessivo? Tutto può essere, ma sui social network si è subito scatenata l'ironia. Soprattutto da parte dei canadesi. Alcuni rinfacciano ai vicini del sud di avere poca considerazione verso il Canada, salvo chiedere ora ospitalità.

Intanto Donald Trump ha lasciato la Trump Tower di New York, dove ha trascorso gran parte della serata, per andare all'Hilton, dove si svolge la festa del suo partito che lo incoronerà nuovo presidente degli Stati Uniti. Lo scarto fra i due contendenti in termine di voti è di oltre un milione e mezzo a favore di Trump.

* da "La Voce del Trentino"

USA: La maggioranza silenziosa sceglie Donald Trump
 

IN LIBRERIA

Guida alla gestione di portali Joomla!

A pochi interessa come realizzare un elaboratore di testi come Word, a molti interessa come realizzare un documento in modo professionale e corretto attraverso un determinato applicativo. 

ISBN: 978-1-4710-3450-3