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Conte, basta pilatismo. Orban lo devi sostenere!

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Roma, 13 settembre 2018. - di Francesco Storace*

È vile ogni tentativo di minimizzazione del voto con cui ieri la maggioranza del Parlamento europeo ha ignominiosamente proposto di sanzionare l'Ungheria e il suo premier.

In ballo l'unico valore che viene schiaffato sottoterra si chiama democrazia; lo strumento messo in discussione è il consenso, che è prova indistruttibile del favore o meno dei popoli verso i loro governanti; nel mirino rischia di essere messa prima o poi l'Italia, perché i servitori di George Soros, che a Strasburgo sono maggioranza, non tollerano politiche migratorie di contrasto ai loro sporchi affari.

Quello venuto dall'Europa è un vero e proprio segnale di guerra contro la sovranità nazionale. Devono decidere gli eurocrati e non i popoli, è il devastante messaggio. E che meschine logiche di sondaggio abbiano visto i grillini schierarsi con la Kyenge – che non a caso capitanava la sinistra italiana nell'occasione – e la peggiore compagnia dell'Italia euromane e' stato un spettacolo che ci si poteva risparmiare.

Cinque stelle e Pd, mano nella mano, contro la democrazia magiara. Solo perché c'è un percorso comune tra Orban, Salvini e la Meloni, esso diventa un motivo per distinguersi. Penoso.

Per carità, i calcolatori dei seggi parlamentari diranno anche che Salvini fa bene a non curarsi del disperato voto pentastellato in Europa. Ma gettare acqua sul fuoco, anche se comprensibile, è sbagliato, perché vanno chiamati Conte e i suoi ministri alle loro responsabilità. Il cambiamento riguarda anche l'Europa, contratto o no. Se sui migranti prevale una linea che va da Soros a Fico – perché rischia di finire così – non ci siamo. Il 4 marzo chi ha scelto il centrodestra pensava un'altra cosa. E non è certo casuale anche il voto di Forza Italia a sostegno di Orban.

Se in Italia l'opposizione impallina con una mozione di sfiducia un ministro leghista, i grillini andranno a consultare il contratto di governo per decidere se rimanere schierati oppure la prossima sorpresa dobbiamo aspettarcela tra Montecitorio e palazzo Madama? Orban viene censurato a Strasburgo per le cose che dice e che fa in tema di politiche migratorie. Ha chiuso le frontiere, non ne vuole sapere. Salvini rimanda indietro i barconi e Fratelli d'Italia è per il blocco navale al largo delle coste libiche. Se su questi argomenti si punta il ministro dell'Interno, che succede in Parlamento?

Apparentemente tutto questo non dovrebbe mai accadere, pena la caduta del governo, ma in Italia c'è da attendersi di tutto. Il presidente della Repubblica si permette di bacchettare il capo del Viminale come se fosse una cosa normale.

L'aria puzza, la manovra per ribaltare l'esecutivo la sentiamo prossima. Ecco perché ora è Giuseppe Conte a dover prendere posizione. Saranno i capi di Stato e di governo, nel Consiglio europeo, a decidere se dare attuazione al deliberato di ieri contro Orban. È il presidente del Consiglio a dover difendere il diritto di un popolo ad essere governato da chi sceglie e il dovere di un governo a proteggere i propri confini.

Senza il ricatto dell'Unione europea.

Senza paura di sanzioni.

A palazzo Chigi non serve Ponzio Pilato.

* FrancescoStorace.eu

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