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Lettera Politica N. 769

Trento, 10 giugno 2019. - di Roberto Gallo

Passate le elezioni europee, terminate le analisi, appare opportuno dare uno sguardo alla questione BREXIT da noi tralasciata, che gioca un ruolo di grande rilievo per due importanti ragioni.

La prima: l'Inghilterra è forse il Paese, in termini politici, più importante della comunità europea, anche in considerazione della sponda oltre Atlantico.

La seconda: gli inglesi hanno scardinato i partiti di maggioranza (Tories and Labour) rimettendo in sella Nigel Farage, da molti dato per finito e sempre sbeffeggiato in Europa.

La sua azione sarà di contrasto frontale con la UE che, quindi, oltre a scrivere "letterine" si troverà di fronte una forte azione "sovranista" degli inglesi cui si uniranno le istanze di quei Paesi che, come l'Italia, reclamano una modifica alle regole all'interno della UE, al fine di riprendere la propria autonomia politica su alcuni temi che vanno dall'economia all'emigrazione.

Guardare alla Brexit è dunque rilevante anche per l'Italia.

Quali siano i meccanismi che hanno inceppato l'azione della May sono stati chiariti – per coloro che non avessero dimestichezza sul tema – ttps://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-5102325,00.html   – dall'Ambasciatore israeliano e Direttore del Commercio Internazionale, Barry Grossman il quale, senza peli sulla lingua, spiega perché la Brexit è un affare per Israele. Semplice: il primo beneficiario commerciale dell'Inghilterra diventerebbe proprio Israele, oggi al secondo posto.

Allora perché tutto è rimasto bloccato? Chi spinge Farage? La May e il suo partito (nel quale l'80% è iscritto all'associazione "Conservative Friends of Israel") non ha saputo negoziare in modo sufficientemente vantaggioso "per Israele" e, quindi andava rimossa.

Il suo avversario Labour, il "compagno" (si definisce marxista") Jeremy Corbyn, a capo dei "Remainers", ha subito – proprio perché intralcia l'exit britannico – l'accusa di antisemitismo e ha fatto una campagna assurda, autolesionista, che ha portato al dirottamento dei voti a favore di Farage.

Ma cosa c'entra con l'Italia? C'entra, perché noi, appoggiando Farage – che ha già manifestato l'intenzione di coalizzarsi con i sovranisti – possiamo, in cambio, ottenere l'appoggio per la nomina di un Commissario economico e non cariche ridondanti ma inutili come quella della Mogherini (l'ectoplasma pidiota).

Conte non ha avuto alcun contatto in questi giorni decisivi con i partner europei, a conferma della sua "omissione" in linea con le volontà del Quirinale. Un azione contro la Lega ma soprattutto, contro l'Italia.

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