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PATT alla deriva: anche Lorena Torresani lo abbandona

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Trento, 18 maggio 2017. - Redazione*

Quello per il partito autonomista Trentino Tirolese è stato un grande amore stimolato dalla voglia di mettersi al servizio, attraverso la politica, di una comunità credendo nei valori della libertà, della democrazia e del lavoro. Ora questi valori da tempo sembrano non appartenere più al PATT.

Per questo Lorena Torresani lascia il partito dopo anni di militanza al servizio prima di tutto delle persone, togliendosi, com'era prevedibile, anche qualche sassolino dalle scarpe.

Le fughe dal PATT, chiariamolo subito, non fanno quasi più notizia. Ma le motivazioni di questa scelta invece si.

Non fa neppure più notizia il crollo delle tessere degli autonomisti che si sono dimezzate e le lotte interne che continuano, e che vedranno a breve altre fughe verso altri partiti.

Lorena Torresani usa parole calibrate ma estremamente critiche nei confronti di Panizza e Rossi. Ma le critiche fioccano anche per Kaswalder «colpa anche sua per quanto successo alle comunali» e per Lorenzo Ossanna, «non si capisce come possa essere diventato vice presidente del consiglio regionale, infatti la carica spettava a Chiara Avanzo» e corre in difesa della stessa, «è stata trattata male dal partito»

Le motivazioni sono molte e variegate, «sono la somma di fatti e cose note a tutti e di alcuni comportamenti vergognosi nei miei confronti da parte dei vertici del partito» – dichiara Lorena Torresani.

Il rapporto cordiale con il partito si era già inclinato dopo le elezioni comunali di Trento del 2015 dove nonostante l'ottimo consenso ricevuto nelle urne nel capoluogo il partito le aveva preferito «l'esterna» Marika Ferrari poi a sua volta defenestrata in nome della sopravvivenza della giunta targata centro sinistra guidata dal sindaco Andreatta

Già allora Lorena Torresani parlò di presa in giro da parte del partito «il partito ha tradito me e gli elettori» – tuonò allora. Su quanto successo allora punta il dito su due responsabili in particolare, cioè Franco Panizza e Walter Kaswalder.

Ma al di la delle elezioni comunali Lorena Torresani dimostra il suo equilibrio e la mancanza di rabbia e rancore verso gli ex compagni di partito dimostrandosi comunque solidale con l'altro epurato di nome «al di la delle comunali di Trento, è la gestione del partito che è diventata insopportabile, non posso infatti sostenere dei vertici di un partito per come hanno trattato Kaswalder oppure come fatto finta di nulla per l'uscita di Mauro Ottobre, la verità è che portano aventi solo le istanze dei loro pupilli, e gli altri non esistono più»

Anche le contraddizioni sulla scelta del vice presidente del consiglio regionale sono sottoposte a qualche critica, «non si capisce come Lorenzo Ossanna sia potuto diventare vice presidente del consiglio regionale, un posto che doveva essere di Chiara Avanzo, e come è stata trattata poi...» – afferma con amarezza l'ex militante del PATT

Lo schierarsi dalla parte di Mauro Ottobre al congresso ha sancito di fatto la sua fine nel partito.

«Dopo il congresso, – aggiunge Torresani – la considerazione nella mia persona è stata pari a zero. Parlano di confronto ma in realtà dentro il PATT se non sei d'accordo con Panizza e Rossi non esisti più e ti trattano come avessi la lebbra»

Ma nelle parole di Lorena Torresani c'è anche l'amarezza di chi ha dato tanto ad un partito, di chi è rimasta sempre in silenzio nonostante i macroscopici torti subiti, di chi ha sempre lavorato per la comunità ed in cambio ha avuto solo umiliazioni e indifferenza, di chi non ha visto mai riconosciuto il lavoro svolto con onestà e trasparenza, di chi in nome dei soliti equilibri e contraddizioni del partito si è vista superare in nome di qualche «raccomandazione»

«A me va bene che le miei idee possano non piacere, – continua Torresani – ma non mi va bene l'indifferenza, perché la politica è umanità e non puoi andare a dire che vuoi fare il bene della popolazione se il vero malato è dentro il partito. Io non capisco se questi qui non si rendono conto che a forza di epurazioni rimarranno da soli, pero' mi pare strano che dopo 30 anni di politica non abbiano paura di questo».

Le dichiarazioni che seguono sono incredibili e la dicono lunga sullo stato di democrazia e libertà presente nel PATT: «Dentro il partito vige un regolamento non scritto dove chi non la pensa come loro meglio che se ne vada dal partito. Per Rossi e Panizza la democrazia è o fate quello che diciamo noi, oppure potete prendere la porta ed andarvene. Ci hanno vietato anche di scrivere su facebook e Twitter pensieri diversi dalla linea del partito, per non parlare del movimento femminile che fin dall'inizio è stato osteggiato e le cui iniziative sono stare sempre regolarmente bloccate, insomma il PATT è un lager, un partito alla deriva, ti mettono al corrente delle cose dopo aver preso tutte le decisioni e guai ad opporsi».

Lorena Torresani comunque non molla, per questo ha deciso di mettere a disposizione le sue competenze e conoscenze nell'Unione per il Trentino, partito nel quale dopo la fuga dal partito autonomista confluirò a breve.

Foto di Sergio Calai

da "La Voce del Trentino"

PATT alla deriva: anche Lorena Torresani lo abbandona
 

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