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Chi pensa ai precari del Muse?

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Trento, 2 agosto 2018. - Redazione*

Mentre si festeggiano i primi cinque anni di vita del Muse e ci viene presentato il progetto del planetario, che verrà costruito nell'inverno, in soli due mesi, e costerà tra 2,5 e 2,7 milioni di euro, passa in sordina la denuncia di Gabriele Silvestrin, segretario generale Nidil Cgil, sulle condizioni degli 80 precari del Museo della Scienza.

La Giunta Provinciale ha deciso di esternalizzare il servizio, affidandolo ad una cooperativa, che garantirà, solo per un anno, l'assunzione di tutti gli ex collaboratori.

In seguito, il destino di 80 collaboratori, che, malgrado l'incertezza di contratti precari, con il loro entusiasmo e le loro competenze hanno contribuito in modo sostanziale al successo del Muse, sarà affidato ad una contrattazione sindacale che potrebbe mettere in discussione lo stesso funzionamento del museo.

Ad aggravare la situazione e a dimostrare la cecità della linea politica intrapresa dalla Giunta Provinciale e dall'assessorato alla Cultura, la stessa direzione del Muse si è convinta ad inserire i lavoratori in livelli del bando di gara non rispondenti alla professionalità prestata nel lavoro svolto in questi cinque anni.

È facile intuire come l'esternalizzazione, inoltre, complichi in modo pesante la relazione tra l'ente gestore, il Muse appunto, e i collaboratori, fino al rischio di creare una sorta di schizofrenia tra le esigenze del datore di lavoro, la cooperativa, e quelle della direzione del luogo in cui le prestazioni si svolgono.

Le precedenti amministrazioni hanno ceduto, anche in campo museale come per l'università, al gigantismo costruttivo, poco inclini ad un pensiero di sistema su un patrimonio provinciale che doveva e deve assumere il ruolo di laboratorio di ricerca e cultura sul territorio, sistematizzando e valorizzando l'esistente.

Riteniamo che la prossima amministrazione provinciale debba assumere, nei confronti del sistema museale, una prospettiva globale, in grado di ricomporre un patrimonio materiale ed immateriale, specifico del territorio ereditato.

Nel frattempo, ci auguriamo che la direzione del Muse e la Giunta Provinciale comprendano l'importanza dell'istituzione nel controllo dell'offerta di beni culturali e vogliano quindi mantenere un ruolo di garanzia nella formulazione dei nuovi contratti.

Ci permettiamo una nota a margine per segnalare, ancora una volta, la difficile situazione del mondo delle cooperative, che ha perduto l'afflato di solidarietà e difesa dei lavoratori con cui era nato, per piegarsi alle logiche di mercato.

*comunicato di Liberi e Uguali del Trentino

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