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Consiglio provinciale, la risoluzione delle incompatibilità: atto eticamente e giuridicamente dovuto

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Trento, 23 novembre 2018. - Redazione

Non c'è solo la grana della mancata elezione dell'ufficio di presidenza del consiglio provinciale che il centrodestra ha mal gestito (1), in occasione della prima seduta, lo scorso 20 novembre. Infatti, non disponendo della "maggioranza strutturale" [24 consiglieri presenti al momento della votazione (2) ], avrebbe dovuto e potuto gestire il passaggio istituzionale in ben altro e fruttuoso modo.

Ma all'orizzonte si profila un'altra grana, forse ancor più delicata della prima.

Di che si tratta?

Dopo l'elezione degli organi istituzionali, il consiglio è chiamato, tra l'altro, ad eleggere la giunta delle elezioni (un rappresentante per gruppo) che ha il compito di verificare le cause di ineleggibilità e di incompatibilità dei consiglieri eletti.

Infatti, i consiglieri, entro 15 giorni dalla proclamazione, "trasmettono alla segreteria del Consiglio una dichiarazione relativa alle condizioni previste dalla legge come causa di ineleggibilità e di incompatibilità. Contestualmente i consiglieri sono tenuti a dichiarare le cariche, gli incarichi e le funzioni esercitate" (art. 22 quater Reg. Int.).

Sappiamo che tra i 35 consiglieri in carica (34 + il presidente della Provincia) ci sono 3 consiglieri e il presidente della Provincia incompatibili perché, dal 4 marzo scorso, sono membri del parlamento.

Di questi, solo l'on. Vanessa CATTOI, ha risolto l' incompatibilità, rinunciando, con una comunicazione alla segreteria generale, al mandato consiliare.

Anche la Camera dei Deputati dispone di un organismo, appunto la "giunta delle elezioni", che valuta, tra l'altro, i casi di incompatibilità.

Sta di fatto, che con il giuramento, Maurizio FUGATTI, Giulia ZANOTELLI e Stefania SEGNANA sono incompatibili anche con la funzione di deputato e di questo dovranno riferire alla giunta delle elezioni di Montecitorio.

Ancora, i tre, assumendo – come noto - incarichi di governo provinciale sono doppiamente incompatibili.

Conclusione: la risoluzione, se immediata tanto meglio, delle incompatibilità è eticamente, prima ancora che giuridicamente, necessariamente dovuta!

(1) Consiglio provinciale: buco nell’acqua della maggioranza, tutti a casa con Kaswalder bruciato

(2) Quando Dellai conobbe la “maggioranza strutturale”

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