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La politica italiana è tutto un fallimento

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Monselice, 7 agosto 2017. - di Adalberto de' Bartolomeis

Ancora sono là i nostri parlamentari, poco eletti dal popolo non così tanto sovrano, che se la prendono con Macron che è stato più bravo di loro a fare gli interessi del proprio Paese ed intanto le dolenti note non possono smentire chi non può, certamente, avere memoria corta. Si è cominciato con Parmalat a svenderla ai "cugini oltr-alpe", poi è stata la volta di Mediobanca in cui le braghe si sono completamente calate, sempre con loro, gli amati francesi, poi con le Generali e poi con la Banca Nazionale del Lavoro.

Fincantieri non riesce, io direi più che non può, di fatto, ad acquistare le fabbriche di Saint Nazaire perché è intervenuto l'uomo dei suoi primi 100 giorni l' Empereur, scusate, le Nouveu President a nazionalizzarle. Ciò dimostra che i transalpini sono più bravi, in politica, degli italiani, ma soprattutto più bravi negli affari.

L' Italia è da anni che si rivela incapace a gestirsi bene da sola e mostra una debolezza enorme in tanti settori, purtroppo. Si inchina ai voleri delle potenze europee e conosce un solo modo per reagire, purtroppo, alle loro soperchierie: piagnucola troppo, spesso; non è in grado di porre la propria volontà, l'autorità, una fermezza, per subire, invece, quella altrui. Triste, ma è così. Sono anni, anni di governi tecnici ed in ultimo quello del nobil'uomo Gentiloni che non esiste un confronto paritetico con gli altri partners europei.

E come mai sta avvenendo questo? Forse che siamo, io direi loro, questa classe politica, incapace di amministrare al meglio una moltitudine di situazioni, oserei dire troppe, che non c'è più lo statista politico vero che sappia dire un bel no a Bruxelles ed alle prepotenze di imposizioni anche di deriva alquanto psicolabile.

Si assiste ad un litigio interno continuo tra politici che vengono espulsi da un'aula del Parlamento, ex Presidenti del Consiglio che fanno soliloqui ed è un' Italia intera che sembra giocarsi una partita di calcio all'affanno, ad una rincorsa di tentativi a trovare soluzioni, che altro non sono che non soluzioni, come l'invio di un paio di navi della Marina Militare di fronte le coste libiche, con il rischio, poi, che qualcuno di loro, arabo, libico, si arrabbi e non poco.

Esiste una specie di verità acrobatica, intanto: Macron e la Merkel stanno chiudendo le loro frontiere per un'invasione di migranti, perchè c'è un'intera Africa che arriva, ma attenzione: arriva e farà sparire, di netto, l' Italia. Il Parlamento italiano, intanto, che fa? Per non scontentare un Papa accoglie chiunque, lui no però: dentro le sue mura vaticane assolutamente no.

Quindi, che siano belli, che siano brutti, che siano in carne, pasciuti e floridi, oppure veramente che fuggano da orrori di guerre secolari, onesti o disonesti, disperati, sono tutti qui e senza "hot spot". Sia ben chiaro! I voti cattolici per le prossime elezioni non devono essere dispersi, da sinistra a destra, soprattutto da quando si è spappolata la DC.

Non abbiamo, uso il noi perché i politici sono l'espressione, l'identità del popolo, quindi noi, non siamo in grado di avere alcunché voce in capitolo. Se c'è in giro uno straniero non europeo, non americano, non australiano, uno straniero, di più o meno note provenienze continentali ce lo prendiamo subito, anche lamentandoci, pazzesco e noi, lo curiamo, lo accudiamo come un figlio nostro, facciamo anche l'impossibile per inserirlo nel motore del nostro dinamismo sociale. In Austria invece ci sono le torrette dei carri armati con i cannoni girati verso di qua, dal confine ex asburgico. Roba da non credere!

 

La politica italiana è tutto un fallimento
 

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