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Il referendum lombardo-veneto

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Lettera Numero: 690

Verona, 5 settembre 2017. - di Paolo Danieli*

Il referendum per ottenere lo statuto speciale che si terrà in Veneto e in Lombardia il 22 ottobre prossimo è un evento politico nuovo. E' la prima volta nella storia della Repubblica che due regioni – e che regioni!- chiamano a raccolta i propri cittadini per legittimare le istanze autonomiste che vengono espresse da alcuni decenni. Si tratta di un atto di democrazia garantito dalla Costituzione e quindi perfettamente legale, per di più voluto dalla parte più vitale e più ricca del paese.

Per queste semplici ragioni logica vorrebbe che mancando poco più di un mese al 22 ottobre il referendum fosse oggetto dell'attenzione dei media e del mondo politico. E invece no. Il potere politico romanocentrico sta facendo di tutto perché non se ne parli e addirittura ricorre a dei mezzucci burocratici per boicottare la consultazione popolare di quindici milioni di cittadini.

Dopo tutta una serie di azioni dilatorie poste in essere nei mesi scorsi, ora il governo di sinistra impedisce l'utilizzo delle tessere elettorali per votare al referendum, cercando così di mettere in difficoltà le due regioni che l'hanno promosso ed organizzato. In un modo o nell'altro i Veneti e i Lombardi riusciranno ad ovviare anche a questo inconveniente, ma il dato politico che se ne deduce è di una gravità preoccupante.
A fronte di una consultazione democratica, legale e pacifica tendente a richiedere quell'autonomia che già hanno altre cinque regioni, Roma si mette di traverso, dimostrando una grave miopia.

Nell'intento di conservare l'ormai insostenibile status quo i sostenitori del centralismo stanno creando una situazione rischiosa proprio per loro.
Lungi infatti dal mettere in discussione l'unità nazionale il referendum e la successiva concessione degli statuti speciali a Veneto e Lombardia dovrebbe proprio esserne una garanzia.

Al contrario, qualora dopo che Veneti e Lombardi avranno espresso verosimilmente a larghissima maggioranza la volontà di ottenere l'autonomia essa non venisse concessa, si potrebbero innescare della reazioni imprevedibili con una radicalizzazione delle istanze e dello scontro con Roma.

* già senatore della repubblica

Il referendum lombardo-veneto