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"L'enfant prodige"

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Monselice, 13 aprile 2018. - di Adalberto de' Bartolomeis

Più di un mese è passato quando gli italiani sono andati a votare per un governo che si fa attendere nella sua formazione. Altre Nazioni sono state senza governo per diverso tempo e lo stallo ha pur fatto ugualmente andare avanti le amministrazioni di questi Paesi.

Non giustifica, ne consola che ciò si debba ripetere anche in Italia, con una legislatura che fatica a decollare con un esecutivo che deve essere importante. Sono troppi gli eletti dal popolo che o litigano, oppure rimangono ad osservare alcuni esponenti di vari gruppi politici che permangono dal 4 di marzo a fare braccio di ferro.

Così non se ne viene fuori, soprattutto perché qualcuno, giovane, molto giovane, troppo per i miei gusti, si sta comportando quasi come un ragazzetto capriccioso, presuntuoso, cordialmente molto pieno di sé, completamente privo di umiltà.

Sembra che sia quasi una questione di "vita o di morte" ambire ad una carica dello Stato di Presidente del Consiglio dei Ministri, più che comprenderne il gravoso ruolo che riflette, che comporta nei confronti della collettività nazionale e nei confronti dei rapporti che l'incarico richiede verso quelli internazionali.

L'atteggiamento che ha questo giovane politico, molto ambizioso, sin da subito, da quando lo si è conosciuto nel suo eterogeneo gruppo ricorda un atteggiamento persino infantile, da "Peter Pan", o appunto da "Enfant Prodige", da primo della classe che non cede all'Indole di una competizione sbagliata per ciò che sta rappresentando e vuole pretendere. A questo punto a continuare con il litigio non si va da nessuna parte e sarebbe quasi mortificante ritornare al voto.