Dom11182018

Last update05:38:15

Back Politica Politica e Società Politica Nazionale Pensione di cittadinanza (secondo il "Di Maio pensiero")

Pensione di cittadinanza (secondo il "Di Maio pensiero")

  • PDF
Valutazione attuale: / 2
ScarsoOttimo 

Monselice, 20 settembre 2018. - di Adalberto de' Bartolomeis

Non si chiamerebbe più reddito di cittadinanza per innalzare la soglia minima di pensione a 780 €, ma diventerebbe "pensione di cittadinanza", a vita e forse a chi non ha mai lavorato, mai! Dicono che hanno vinto, ma chi? L'altra faccia della medaglia di un governo che sembra strettamente coesa con la Lega di Matteo Salvini.

Mah... lo sarà? Siamo così sicuri? Io dubito. Se così hanno intanto deciso di tagliare le pensioni da 4.500 euro in su, peraltro "ex post", ovvero chi si trova in vigenza di tale trattamento previdenziale, io dico che questo governo, per la prima volta nella storia della Repubblica italiana commetterà una profonda ingiustizia sociale a chi, peraltro, si è trovato pure a votarlo che poi si è formato per "grazia del Capo dello Stato" dopo 100 giorni di fuoco.

Non credo che questa platea di cittadini che soggiace sotto tiro del "cecchino" e si trova ormai in agguato da parte del "nemico", manifesterà grande contentezza e fiducia in questi due partiti, per l'atteso "regalo" pre-natalizio che il governo del cambiamento farà a loro, con tutti i sentiti omaggi da parte dei loro vice presidenti del Consiglio dei ministri e dello stesso presidente.

Loro, questa "solidale" classe politica, ma solo con una porzione di popolo, l'altra assolutamente no, forse per disprezzo, astio, invidia, vallo a sapere, probabilmente si ispira, molto male però, ai pensieri, per esempio di un Piero Calamandrei che diceva, ancor prima che lui stesso partecipasse alla Costituente, con un suo scritto, ispirato ad un altro suo amico, Francesco Ruffini che lo fece circolare quest'ultimo clandestinamente durante il fascismo riguardante l'equitá, in un argomento molto caro a tutti: "premessa indispensabile per assicurare a tutti i cittadini le libertà politiche".

Le loro però, io aggiungerei, non quelle dei cittadini che non dovrebbero essere ostacolati dallo Stato nella loro conservazione del diritto individuale di libertà. Lo Stato ha l'obbligo morale e materiale di rimuovere ostacoli di ordine economico e sociale che si frappongono alla libera espansione etica della persona umana. Calamandrei però diceva che con i cittadini lo Stato ha il dovere di salvaguardare la libertà del cittadino dalla oppressione politica, mentre certi diritti sociali devono essere salvaguardati da un'oppressione economica. Il fine é sempre lo stesso, cioè la difesa della libertà del singolo, anche se i mezzi sono diversi.

È per questi mezzi che, a mio avviso, il governo attuale giustificherebbe la sua manovra impostata, per solo suo convincimento, ad un principio arbitrario di equità e di eguaglianza che però tende ad abbattere ogni tipo di "privilegio economico ", aiutando il bisognoso a liberarsi dal bisogno. Il fine é giusto, ma diventa però per gli attuali governanti, a mio avviso, una mera presa di posizione nel campo economico per abbattere la miseria sicuramente con la contraddizione che, a danno di una categoria di cittadini pensionati, questo governo costituirà la premessa indispensabile per assicurare a taluni il godimento effettivo delle loro libertà politiche a detrimento però di una diminuzione di libertà per canto di altri. Qui si spiega allora il perché l'apparizione dei diritti sociali così interpretati da questa classe politica che governa che diventerebbe più che il punto di arrivo di una rivoluzione illiberale il punto di partenza di un'altra rivoluzione, o meglio di un'involuzione vera e propria che sta camminando e velocemente pure! Termina così la società liberale.

Pensione di cittadinanza (secondo il