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Il governo del peggioramento

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Monselice, 12 ottobre 2018. - di Adalberto de' Bartolomeis

Lo hanno chiamato il governo del rinnovamento, della "rivoluzione" sociale.

Davvero diabolico questo termine. Incute solo sinistri presagi e pensare che non lontano dalle elezioni del 1948 questa Nazione, appena uscita da una guerra che continuò nel fratricidio, rischiava davvero di finire sotto una dittatura comunista, i cui fanatici di quell'epoca, forsennati, invasati e pieni di odio sociale si sarebbero ispirati a farla la loro rivoluzione contro gli stessi connazionali, ma sarebbe stata bolscevica, come ai tempi di Lenin nel 1917, per spazzare via tutto ciò che potesse rapportarsi al capitalismo e quindi a chi potesse godere di privilegi. In altre condizioni, del tutto cambiate perché oggi nessuno muore di fame, anche se i poveri esistono sempre in quanto è la società che da sempre scandisce e separa lo scalino sociale e non è una novità, in un contesto di gestione delle problematiche più complesse l'attuale governo si sta facendo carico di impegni persino impopolari con la gente perché odia chi si trova in una condizione di vita decorosa e, benché non sia un delinquente, ma abbia lavorato o lavori onestamente, è additato come il "privilegiato" o, peggio, per spregio di termine, perché è pure offensivo, a parer mio, è stato classificato un "parassita sociale".

E come lo vogliamo chiamare questo governo del cambiamento ? Non è poi così tanto diverso da quello che i comunisti di Togliatti, filo sovietici di allora vogliono, ora, portare in auge! Quindi per costui, il "privilegiato", è giunto il momento, secondo la volontà di questo Esecutivo che è giunto il momento che deve pagare il suo dazio; deve cioè contribuire perché è lo Stato che glielo imporrà per "aiutare"chi o non ha mai lavorato, o chi, giovane, si trova in difficoltà nel trovare un lavoro, oppure chi ha avuto solo attività saltuarie. Non sarà un lavoratore qualsiasi a farsi carico di questo "cambiamento", ma il pensionato, chi ha smazzato una vita intera ed ora il suo assegno sofferto per un traguardo raggiunto tra mille difficoltà e sacrifici gli verrà decurtato perché è "lo zio Sam"- Governo che glielo chiede, come se si trattasse di dovere contribuire per una causa comune: una guerra! Invece si tratta di una platea di persone ultra sbracata, scalcinata, che siccome si trova in difficoltà economiche, ma non credo sia mai stata una novità in Italia questa condizione, l'anziano contribuente, italiano; è specificato che sia italiano, dovrà farsi carico di loro secondo un' aberrante tesi che sosterrebbe l'equità ed una, davvero balzana "forma di giustizia sociale".

Niente di più errato, sia per inavvedutezza di un principio liberale, ma soprattutto per un'economia che porterebbe ad un dissesto dello stesso debito pubblico e un'inadeguata azione illiberale e libertaria. Non elenco poi le continue chiacchiere che diversi rappresentanti politici del governo attuale continuano a svolgere come puri sloganisti, scioglilingua, mandando crono-video ai vari telegiornali o servendosi nella, ormai, più comune e spregevole delle loro azioni che amano utilizzare, disinvoltamente, di vari sistemi applicativi multimediali, promettendo, un po' su tutto, da un ponte Morandi che a Natale sarà ancora là come lo continuiamo a vedere, senza che venga data assicurazione a quella povera gente che non ha più una casa o non può farvi rientro soluzioni celeri.

E così vale, in fondo, un po'per tutto, dai terremotati che sono ancora in precarissime soluzioni abitative, al muro contro muro con un'Europa che non mancherà molto a fare scattare pure sanzioni economiche per una legge di bilancio assurda, dove viene persino sostenuto che la crescita dell'inflazione al 2,4% sarà persino salutare per l'economia italiana. Insomma, tra una manovra del DEF in cui viene illuso il perseguimento a brevissimo termine che sarà addirittura d'investimento, per pensioni, redditi vari, sistema previdenziale ed altro io penso, invece, senza la necessità di essere un'economista, che non ci saranno coperture e la finanza pubblica rischierà di finire totalmente fuori controllo, senza pensare che i veri tagli agli sprechi sono individuabili nel Patrimonio Generale dello Stato costituito da voci di spese correnti e distinte in settori e capitoli, ma a questa importante manovra i governi hanno una lunga tradizione di non pensarci mai. Incredibilmente e parossisticamente si parla e si scrive solo di percentuali giornaliere di consensi in aumento ai due movimenti politici di questo governo di maggioranza, mentre Borsa e Spread vanno a picco la prima, in salita vertiginosa la seconda. Se questa è la politica del buon governo figuriamoci cosa ci attenderà il futuro...!

Il governo del peggioramento