Lun09162019

Last update01:16:59

Back Politica Politica e Società Politica Nazionale «Vade retro governo!»

«Vade retro governo!»

  • PDF
Valutazione attuale: / 4
ScarsoOttimo 

Monselice, 18 maggio 2019. - di Adalberto de' Bartolomeis

Vade retro Satana!" " Esci fuori da questo corpo e torna all'inferno, da dove sei venuto!" Tradotto: vai a casa Esecutivo ed esci fuori da questo corpo che è la Nazione: è l'Italia che non ti vuole!"

Non è passato un anno intero da quando, a fatica, si è incastonato questo governo, la XVIII legislatura della Repubblica italiana che ha fatto più danni questa che tutte le precedenti, messe insieme, nella loro storia. Non si è mai e poi mai visto che una maggioranza sia formata da due movimenti politici opposti nella loro ispirazione di ideali.

Non si è mai visto in tutta la storia repubblicana del Parlamento italiano che due partiti, in antitesi, per collocazione di tendenza, possano avere firmato uno strano "contratto" che, riassunto, a loro dire, è un programma che ancora promettono di rispettare verso chi gli ha voluti, ma non lo poteva sapere, che, invece, rappresentassero il Paese così male!

Male da dovere fare indignare molta gente, a cominciare dai servitori dello Stato, militari e civili, categorie lavoratrici nel privato, professionisti, pensionati, studenti, disoccupati e gli stessi "Eurocrati" verso i quali non si può andare a menare il torrone, come invece, rappresentanti di questo governo continuano a dimostrare di farlo, ponendo in risalto un antico, pessimo, lato tipico dell'italiano bugiardo e millantatore.

Un vezzo atavico, il più spregevole che ha sempre alimentato, in particolare, in un passato dal quale tutti proveniamo, un marchio indelebile di responsabilità, per un atteggiamento che è endemico, di chi cerca sempre di sgusciare, di cavarsela a tentoni. Cosa scaturisce da questo marchio?

Odio, disprezzo, dileggio, sarcasmo, oppure ironia da pietismo. È così e non si può fingere nemmeno nessuna retorica inconsistente ed inconcludente, solo per volere continuare a coprire dei profondi difetti. Siamo anche fatti molto male e non si può avere la presunzione di non dirlo! Non lo si può nascondere!

Lo dimostra, probabilmente e spero anche un finale da circo equestre, senza alcuna offesa per questi nobili professionisti che, bravi, questi però, fanno davvero ridere, con i loro animali, i loro giochi, i loro numeri, chi truccati, chi non. Al circo solitamente si può ridere, ma si può anche piangere, per malinconia, per tristezza e il circo racchiude tante espressioni dell'umano, insieme alle bestie.

Questo governo è come un circo equestre dove però non si ride, perché si prova persino disgusto e rabbia per come stanno dimostrando questi responsabili di alte cariche istituzionali di non essere " super partes", ciascuno nel loro ruolo, perché, a parole, si intralciano tra di loro, si vogliono occupare di tutto, non ponendosi alcun limite nel commettere errori su errori, in un crescendo continuo, solo con esternazioni persino istintive ed infelici.

Ciò, naturalmente, sta portando questa compagine a non volere più rispettare quanto avevano sottoscritto con i loro patti di programma così che, avvicinandosi l'appuntamento elettorale per il rinnovamento del Parlamento Europeo, tra un continuo litigio e battibecco giornaliero, che dà solo un'immagine vistosamente penosa ed elevato scredito individuale, li rende persino vigliacchi, infingardi, perché questa mutazione tradisce solo se stessi, nel peggiore dei modi! Purtroppo non si può escludere o favorire un movimento politico da un altro, per gli addebiti nelle responsabilità che entrambi si erano assunti ed ora, anche una scimmia, capirebbe che non sarebbero capaci di mantenere, perché, voglia il Cielo che non sia intenzionale, non ne sono all'altezza.

C'e poi chi, vantandosi di svolgere un'esperienza unica, senza prosecuzione nella politica, almeno questo è quello che va dicendo "qualcuno", schernisce con battute del tutto infelici una categoria sociale che è fortemente inclusiva e radicata nella collettività italiana dall'Unità d'Italia e sono i militari. "Togliamo cinque fucili alla Difesa per sostenere una borsa di studio che almeno quei soldati senza fucile potranno andare nelle retrovie come portatori di pace".

L'elenco di queste esternazioni che tolgono il fiato potrebbe essere colmo, ma di fatto non lo è, per azioni già commesse da ministri, proiettate in futuri intendimenti e propositi, poco rassicuranti. Insomma: dopo questo 26 maggio, dopo questo rinnovato appuntamento elettorale a cui, non stento a credere che ci sarà una scarsa partecipazione ad andare a votare per un'Europa malconcia e fortemente divisiva, e per cui ne vedremo delle "belle", già a cominciare dal 2 giugno, festa della Repubblica italiana, quel giorno segnerà l'apoteosi di vero scherno, a cominciare, nei confronti delle Forze Armate, in quanto pare che alcuni di questi soggetti stiano valutando come volere "trasformare" un evento che è davvero inclusivo, ma in un'altra maniera, perché ha sempre posto un messaggio alla Nazione nella propria storia e nella propria unità.

Loro, però, questi "professionisti" in negativo, non lo capiscono, ma potrebbero rendersi conto, tardivamente, che scherzano con il fuoco. Gli italiani, gli elettori non sono fessi. Hanno capito fin troppo, a loro spese, a grande delusione di modestissime promesse, poche mantenute, tra veleni, ricatti, procedimenti inquisitori e chissà forse qual altro, ancora? Pertanto se ne devono andare via ed in silenzio. L'autunno prossimo potrebbe essere buono per ritornare alle urne per sperare meglio nella successiva legislatura che verrà. Questa è una brutta, bruttissima pagina della nostra storia politica repubblicana.

«Vade retro governo!»
Banner