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Partecipare dà fastidio

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Lettera Politica N. 767

Trento, 27 maggio 2019. - di Diego Marchiori*

Il processo di limitazione della democrazia sta subendo una preoccupante accelerazione, complice la campagna per le europee e un governo che è per il popolo solo finché esso non reclama maggiore autonomia, ossia libertà.

Alla Camera è stata approvata in prima lettura la proposta di legge costituzionale "Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari" che prevede la riduzione da 945 tra deputati e senatori, a 595 + 5 senatori a vita. Il cavallo di battaglia del M5S dovrà fare un secondo giro al Senato e alla Camera per l'approvazione definitiva, prevista in agosto quando tutti saranno sotto l'ombrellone.

Questa iniziativa fa il paio con la Legge spazza corrotti promulgata ad inizio anno, per cui i reati contro la P.A. sono parificati a quelli di stampo mafioso e terroristico. Dal 2020, chiunque sarà imputato lo sarà in eterno per la sospensione della prescrizione finché non si è passati in giudicato. Anche per chi sarà ritenuto non colpevole in prima istanza. La Magistratura politicizzata ringrazia. Basta essere indagati per andare alla graticola del neo-giacobinismo e finire per strada.

Questi due recenti provvedimenti confermano una linea già tracciata con la legge elettorale Rosatellum, e l'abolizione fittizia delle Province, abolite soltanto per la parte elettiva. La politica sta diventando una corporazione di auto-nominati, che a slogan lotta contro i poteri forti, ma poi lavora perché questi poteri non siano disturbati dal popolo.

La partecipazione democratica non colpisce soltanto l'impegno politico diretto, che riducendo la rappresentanza riduce anche i candidati espressione dei territori. Anche l'abolizione dei vitalizi va letta in tal senso. Potranno fare politica solo i ricchi e chi ha grosse coperture alle spalle da permettersi le ingenti spese richieste dall'azione politica. E poi la chiamano politica dal basso. Del popolo.

La partecipazione popolare dà fastidio anche quando due milioni e mezzo di cittadini si esprimono palesemente per una maggior autonomia. In Veneto è da un anno che si attendono risposte per un'autonomia che rispetti il principio di sussidiarietà. Ma se il popolo non deve partecipare, è meglio anche che non si esprima.

Partecipare dà fastidio anche al livello di assemblee locali di partito ridotte a comunicazioni del capo. Tutti devono stare zitti. E' vietato il confronto e la condivisione di idee, specie se contraddicono la linea del capo quando parla in plurale maiestatis, dando solennità a decisioni che ha preso nel collegio del proprio specchio. Ma è un fenomeno coerente con quanto detto all'inizio. Bisogna essere per il popolo purché il popolo stia muto, dica sempre sì, e si bei del capo che parla a reti unificate.

In tutto questo dramma manca una categoria generazionale che sarebbe determinante per evitare il consolidamento dell'oligarchia parlamentare: i giovani. Ma per loro, il potere ha l'antidoto per tenerli buoni: liberalizzare le droghe e mantenerli precari. Stupidi e poveri. Metodo di governo degli incapaci.

* da L'Officina

Partecipare dà fastidio
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