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Arrivati alla resa dei conti

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Monselice, 14 giugno 2019. - di Adalberto de' Bartolomeis

Al pari di quella che fu, storica, l'ultima seduta del Gran Consiglio del Fascismo, iniziata alle ore 17.00 del 24 luglio 1943 e protratta a notte inoltrata del 25, non esito a fare uno scomodo, ma altrettanto antipatico parallelismo, tuttavia necessario, sui responsabili di questo attuale governo repubblicano della più orrenda legislatura che la democrazia italiana possa annoverare nel corso della sua esistenza costituzionale.

In passato molti furono i governi che durarono poco, alcuni un paio di stagioni estive e perciò, in gergo politichese, vengono ancora chiamati "governi balneari".

Il più fantasmagorico, stupefacente, se non persino offensivo nei confronti dei poveri elettori che lo hanno anche voluto, ma stanno pure facendo presto a pentirsene, è questo impensabile, nonché assurdo Esecutivo, formato da "un consiglio di amministrazione e due soci di maggioranza le cui "quote" stanno passando, per una spina mai staccata, che si chiama propaganda elettorale, da giusto 1 anno, tondo tondo, ad un'area politica che sta riflettendo quasi strabilianti consensi, solo per una capacità apparente di comunicabilità molto diretta, semplice e piena di grandi propositi di fermezza ed autorevoli: a parole, però! Solo a parole e con modesti fatti.

Fare politica significa essere un buon amministratore ed amministrare una Nazione, l'Italia, non è mai stato facile.

Qualcuno, presagendo l'arrendevolezza perché però di errori, solo in silenzio li ammetteva, disse pure che era impossibile.

Io spero che davvero non si giunga all'impossibilitá di sapere recuperare, di fatto e quindi nella sostanza sulla reale, onesta ed umile attitudine che governare, domani, nessuno sia più in grado di farlo.

Diverremo subito una colonia della Germania e così tutti noi italiani, perché, poi, saremo sempre e solo noi gli artefici di chi rappresentare in Parlamento, se gente competente o incompetente, daremo una grande occasione a chi, scusate, ci ha fatto un "mazzo tanto" per ben due volte nel secolo scorso ed ora non aspetterebbe occasione per farci a "polpettine".

Se molti Paesi UE accusano l'Italia che i suoi conti pubblici sono a pezzi, ovvero un disastro io penso che non abbiano torto.

È pertanto una vergogna continuare a scaricare all'ammasso colpe a chi ha preceduto questo governo, come è persino meschino "ciulare nel manico" ed avere la faccia da tolla per far capire che i problemi possano ancora essere posticipati a scadenze successive e quindi rinviati.

Il governo si sta avvitando su se stesso e non sa più come rispondere all'Europa di un Moscovici o di uno Juncker, per esempio.

Il buco nero del debito pubblico, è vero, parte da lontano, ma nessun governo ha mai pensato di ripianarlo un po' per volta ed ora tutti i nodi vengono al pettine.

Tutti! Certo, io non invidio chi sta al governo ed ha cariche di altissime responsabilità. Io non dormirei la notte anche perché con un buco di svariati miliardi di euro mi riuscirebbe davvero difficile fare "l'incantatore di serpenti", continuando a dire di abbassare le tasse, aiutare i disoccupati, fare la " flat tax", non rompere più le scatole ai pensionati e, inevitabilmente, a breve, coinvolgere chi è percettore di reddito da lavoro dipendente, pubblico o privato.

Chi pagherà un così obbrobrioso andazzo? Ma senz'altro anche noi cittadini. Se si parte da lontano, accumulando di tutto e di più, fra sprechi, evasione fiscale, abusi dappertutto e quindi collusione piena con un'illegalitá il cui termine si può anche riassumere in corruzione, dispiace davvero che gli eredi di tutto questo bailamme siano i politici che vediamo tutti i giorni.

Ma loro devono adoperarsi in qualche modo per sanare un debito lunghissimo e, seppure comprenda che non passi minuto che deglutiscano per mandare giù bocconi amari o rosponi, qualcosa devono pur fare e non tanto con una "discreta" urgenza!

Loro ci devono togliere dalle peste. Avere votato per l'Europa altro non significa che dimostrare che tutte le chiacchiere sono finite una volta per tutte, per cui chi va pure in Parlamento Europeo sappia che avrà tutti i rappresentanti membri UE contro i nostri perenni, atavici vizi di "criticità strutturali".

Problemi che quei signori che ora sono là a doversela sbrogliare a Montecitorio, Palazzo Madama e Palazzo Chigi hanno poco da continuare a girarsi i pollici ed altro... perché sanno benissimo che il loro, come il nostro rosso, debito pro capite, che peraltro è pauroso, ha impedito da anni la crescita economica!!!!

Tagliare la spesa, diminuire gli sprechi, congelare fondi strutturali di capitoli di bilancio inutili, combattere la corruzione con una vera semplificazione burocratica, no?

Ma sarà mai così difficile una volta per tutte avere decenza ed umiltà di sentirsi quantomeno un po' ragioniere e poco politico, perché adesso farlo il politico rischia persino di diventare indecente e puerile. Non c'è tempo per chi voglia tempo!

Arrivati alla resa dei conti
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