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Alessandro Gentile vuol portare le Aquile in vetta

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Trento, 12 novembre 2019. - Redazione

15.0 punti, 4.2 rimbalzi e 2.0 assist a partita con il 51% dal campo e il 44,4% da tre. Sono i numeri del grandissimo avvio di stagione di Alessandro Gentile (nella foto), nuovo giocatore della Dolomiti Energia Trento e stella dalla nazionale azzurra. L'ala di Maddaloni ha scelto proprio l'Aquila per rilanciare la sua carriera ad alto livello e la scommessa della società trentina ha fin qui pagato. E ora il sogno playoff sembra molto più vicino.

Il ritorno di uno dei maggiori talenti del basket nazionale nella Serie A italiana è diventato ufficialmente realtà a settembre con la firma su un contratto biennale. Per Gentile è la quarta esperienza con squadre italiane. Nato nel 1992 a Maddaloni, Alessandro ha debuttato giovanissimo in Serie A con la maglia di Treviso prima di toccare i vertici della pallacanestro internazionale con la maglia dell'Olimpia Milano. Proprio con i lombardi si è affermato come stella di prima grandezza, vincendo due Scudetti (quello del 2014 con il premio di MVP delle Finals), due Coppe Italia e una Supercoppa.

Da lì è iniziato un lungo girovagare all'estero tra Panathinaikos, Hapoel Jerusalem, un breve ritorno in Italia con la maglia della Virtus Bologna, un tentativo con la NBA (gli Houston Rockets lo scelsero con la chiamata 53 del draft 2014) e una stagione, la scorsa, nelle file dell'Estudiantes nell'ACB spagnola.

Una parabola sportiva, quella di Gentile che ha sempre vissuto di alti e bassi. Dopo essere stato vicino negli anni di Milano a diventare il volto del movimento azzurro, qualcosa si è rotto. Sono iniziate le polemiche con le società e le tifoserie, i rapporti difficili con gli allenatori e prestazioni sul parquet altalenanti e a volte insoddisfacenti se paragonate ai mezzi a disposizione.

Dopo aver toccato il "fondo" sportivo, però, Gentile si è rimesso in discussione e l'esperienza all'Estudiantes, la migliore all'estero, gli ha permesso di ritrovare quella serenità e quella continuità di gioco troppo spesso mancate nelle ultime stagioni.

Esperienze all'estero che, anche se non del tutto positive, sembrano averlo fatto crescere soprattutto come uomo (le doti tecniche non sono mai state in discussione) e avergli regalato una leadership che sarà fondamentale per la caccia ai playoff di Trento. Quello visto in campo in questo avvio di campionato è infatti un Gentile tutto nuovo. Un Gentile che non ha paura di prendersi le proprie responsabilità e in grado di guidare i compagni nei momenti più difficili. Un esempio su tutti quello della gara vinta contro Treviso in cui l'ala ha messo insieme la bellezza di 29 punti, seconda sua miglior prestazione in carriera e primato assoluto per un giocatore italiano con la maglia delle aquile. Prestazione che fa il paio con i 22 punti rifilati a Brescia nella quarta giornata.

Due gare da trascinatore che hanno portato due delle tre vittorie stagionali dell'Aquila, attualmente undicesima in campionato ma a soli due punti dal quarto posto. Trento sembra essere quindi la realtà più giusta per provare a rilanciarsi. Portata nell'élite del basket italiano da Maurizio Buscaglia, è una delle società più solide dello sport nazionale ed è in grado di valorizzare e far sentire importanti le proprie stelle. Il tutto senza crear loro pressioni eccessive e attenzioni mediatiche spesso sgradite. Forse è stato proprio questo il problema di Gentile fin qui: l'incapacità di gestire le grandissime aspettative riposte su di lui e la difficoltà a gestire l'approccio in campo, sempre aggressivo e "all'attacco" con quello fuori dai 28 metri del parquet.

In Trentino queste pressioni non ci saranno. L'azzurro avrà il posto in quintetto, estrema libertà in attacco e la possibilità di sbagliare senza essere messo sotto processo a ogni prestazione negativa. In più c'è anche la vetrina dell'Eurocup da sfruttare per riprendersi il posto dell'élite del basket europeo sfiorata ai tempi di Milano. E magari una piccola porta per la NBA potrebbe riaprirsi: l'esempio di Nicolò Melli, arrivato a 28 anni nei New Orleans Pelicans, nel pieno della maturità sportiva, fa ben sperare per il futuro.

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