Dom06252017

Last update07:40:12

Back Valli Valli del Trentino Alto Garda e Ledro Perché «castrare» la sanità privata?

Perché «castrare» la sanità privata?

  • PDF
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 

Casa di Cura "Eremo", eccellenza che ci invidiano

Arco, 3 aprile 2017. - di Claudio Civettini*

Arco, un tempo città riconosciuta a livello internazionale per la sua grande mission nelle cure riabilitative di diversa natura, oggi rischia di naufragare sotto il machete politico voluto dalla Giunta provinciale del centrosinistra sedicente autonomista e dai vari Assessori che si sono succeduti della sanità trentina. L'ultima voce, ma non la sola, è quella di Sergio Fontana, amministratore della casa di Cura Eremo, che è una eccellenza riconosciuta da tutti e certificata, tanto che ad esempio la riabilitazione motoria che costa in ospedale circa 750 euro presso questa struttura di elevata qualità, di alto prestigio e grande professionalità costa solo 235 euro.

Un divario che probabilmente dà fastidio a chi gestisce il business della sanità pubblica e che non sapendo come ridurre i costi pensa di tagliare i confronti con quanto emerge dalla intelligente gestione - fatta anche di ingenti investimenti - della sanità privata che ad Arco, attraverso le eccellenze di "Eremo", ma anche di "Villa Regina", si sta offrendo al pianeta della sanità trentina.

Il grido d'allarme dell'amministratore Fontana dice che nella sostanza è da tre anni che si sta vivendo nel limbo, in un clima incomprensibile dove la buona volontà dell'ente è semplice demonizzata e scarsamente considerata rispetto anche alle azioni e agli investimenti che questa Casa di cura sta per fare. Investimenti di oltre 10 milioni che oggi sono impossibili da portare a termine proprio per l'incapacità programmatica di una Provincia che sembra chiusa su se stessa e sulle necessità e alle volontà di chi, dal punto di vista della burocrazia interna, sta gestendo il business della sanità.

Quello che sembrerebbe peraltro ridicolo è addirittura la volontà di non dare accreditamenti da fuori provincia, nel senso che è chiaro che una Casa di cura in modo privato deve contare su quozienti puntuali e precisi e quello che è incomprensibile, lo si ripete, è che non si voglia dare questa deroga che riguarda l'Eremo ma anche, per quanto di nostra conoscenza, Villa Regina. Un percorso organizzativo che sembrerebbe essere frutto di teoremi che portano ad una gestione ideologia della riabilitazione da travasare il pubblico dopo che il privato ha portato qualità e grande eccellenza, ma con l'incapacità di essere competitivi. Tant'è che, per esempio, per quanto è di nostra conoscenza la Casa di cura Eremo è una delle poche certificate, addirittura dalla Corte dei Conti, per quanto riguarda la vantaggiosità dal punto di vista dei costi/benefici/qualità.

Una storia senza pari e che va a minare – per l'ennesima volta – anche il sistema dell'offerta sanitaria nella Busa di Arco e Riva e che, a fronte di questi atteggiamenti, va anche a ridurre numerosi posti di lavoro. Una situazione che, così letta, si presenta oggettivamente scandalosa e della quale si chiede un'immediata informativa al Consiglio provinciale affinché sia chiarita una volta per tutte quale sia la mission delle Case di cura private all'interno del sistema pubblico, quali siano i vantaggi e gli svantaggi e soprattutto quali siano i costi poiché, se per riempire contenitori pubblici al doppio dei costi si devono sabotare dal punto di vista politico e ideologico queste presenze, crediamo sia uno scandalo che va denunciato.

* consigliere provinciale-regionale

Perché «castrare» la sanità privata?
 

IN LIBRERIA

Guida alla gestione di portali Joomla!

A pochi interessa come realizzare un elaboratore di testi come Word, a molti interessa come realizzare un documento in modo professionale e corretto attraverso un determinato applicativo. 

ISBN: 978-1-4710-3450-3