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Avio: La commozione per i tragici eventi del confine orientale nel racconto degli Esuli

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La commemorazione del Giorno del Ricordo con la proiezione del documentario «LA CITTÀ VUOTA. POLA 1947»

Avio (TN), 16 febbraio 2018. Redazione

Si è svolta, ieri sera, nella bella sala dell'Auditorium comunale di Palazzo Brasavola, la proiezione del documentario "LA CITTÀ VUOTA. POLA 1947", a cura di Enrico Miletto, Giulia Musso e Riccardo Marchis, che ripercorre le vicende dell'esodo da Pola avvenuto fra il 1946 e il 1947 e che costrinse circa 28.000 su 32.000 abitanti ad abbandonare la città.

Alla fine della Seconda guerra mondiale oltre 350mila italiani abitanti dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia scapparono dalle loro terre per sfuggire alla violenza dei partigiani comunisti del maresciallo Tito.

Prima del trattato di pace (Diktat 10 febbraio 1947, entrato in vigore il 15 settembre 1947)) che assegnava l'Istria, Fiume e la Dalmazia alla Jugoslavia furono uccisi un numero imprecisato di italiani e gettati nelle foibe, profonde cavità carsiche(stime fissano l'eccidio intorno a 15.000 morti).

Le uccisioni avvenivano in maniera spaventosamente crudele. I condannati venivano legati l'un l'altro con un lungo fil di ferro stretto ai polsi, e schierati sugli argini delle foibe. Quindi si apriva il fuoco trapassando, a raffiche di mitra, non tutto il gruppo, ma soltanto i primi tre o quattro della catena, i quali, precipitando nell'abisso, morti o gravemente feriti, trascinavano con sé gli altri sventurati, condannati così a sopravvivere per giorni sui fondali delle voragini, sui cadaveri dei loro compagni, tra sofferenze inimmaginabili (da focus).

Prima della proiezione, il consigliere con delega alla cultura Alessandro Vaona, Daniele Tinelli, presidente dell'Associazione storica Memores, e Roberto De Bernardis, presidente del Comitato provinciale di Trento dell'ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) hanno illustrato il significato della serata, dal punto di vista umano, storico, culturale, collocata nell'ambito delle commemorazioni del Giorno del Ricordo (10 febbraio) affinché una "storia" per troppo tempo taciuta sia patrimonio di conoscenza dell'intera comunità nazionale.

Al termine della proiezione, si sono vissuti toccanti momenti al racconto di alcuni esuli: Annamaria Marcozzi Keller, Rino Girardelli ( che ha perduto il padre infoibato), Mariangela Fabris (che ha perduto 4 familiari infoibati), Maria Antonietta Sabina Garbin e Roberto De Bernardis hanno testimoniato i drammi personali e familiari vissuti in quegli anni.

Infine, la foto degli esuli con il sindaco Federico Secchi.

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