Provincia: rivedere la riorganizzazione degli uffici

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Trento, 6 luglio 2020. - di Gabriella Maffioletti*

A seguito dell'obbligatorietà di osservare le regole del distanziamento sociale la Giunta provinciale sta riorganizzando il lavoro dei dipendenti prevedendo 12 ore lavorative negli uffici ed il restante monte ore in smart working.

A questo proposito vorrei farmi interprete del punto di vista e della valutazione dei dipendenti provinciali, quelli con prole da accudire, quelli che hanno carichi famigliari pesanti o semplicemente vivono distanti dal posto di lavoro. Per fare questo mi sono sentita in dovere di ascoltare alcune testimonianze di dipendenti provinciali che lavorano in Provincia.

Sull'argomento ho raccolto una serie di criticità, che meritano di essere approfondite. Tra l'altro risulta difficile capire perché si debbano fare turni fino alle 7 di sera. Se si vuole tenere aperto per il pubblico si poteva scegliere una giornata dedicata come si fa già per il Comune.

Vediamo pertanto le loro criticità al riguardo e le ricadute che tale riorganizzazione pone sia a livello famigliare nell'espletamento conciliazione lavoro e famiglia che per il servizio pubblico stesso che pare non trovi miglioria che non quella di aver cercato di risolvere forse frettolosamente una pianificazione che fino a prima del periodo del corona virus era considerato un servizio funzionante ed efficiente.

Ascoltare le parti sociali che lavorano nei settori cardine della pubblica amministrazione e tradurre al meglio i servizi pubblici anche nel periodo di apertura Covid-19 forse avrebbe imposto, maggior concertazione con le parti sociali sentendo magari anche i responsabili dei dipartimenti pubblici che meglio conoscono le realtà lavorative e la loro organizzazione lavorativa in un tavolo di lavoro programmatorio per uno studio di fattibilità che mettesse al centro sia i diritti sindacali dei lavoratori pubblici sia l'esigenza di fornire servizi alla collettività di efficienza ed efficacia.

Forse nel ragionamento globale sarebbe stato lungimirante dare un maggior rilievo sia alla potenzialità espressa dal telelavoro.

Auspichiamo che dinanzi alle forti proteste che provengono dalla categoria dei lavoratori e in particolare dalle dipendenti con prole ci possa essere il margine per una rivisitazione del piano lavorativo, magari sentendo anche i responsabili dei vari servizi che potrebbero farsi sicuramente parte garante e diligente dei diritti alla conciliazione lavoro famiglia delle donne e dei diritti dei cittadini ad avere un servizio pubblico efficace, efficiente e funzionale anche nel periodo post pandemia.

*Vice coordinatrice regionale di Forza Italia Trentino

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