Caso “Palamara”: tra i 133 nomi eccellenti, c’è anche lui, Giuseppe Amato

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Trento, 19 luglio 2020.Redazione

Tra i 133 nomi eccellenti (politici, magistrati, consulenti giuridici degli inquilini del Quirinale) chiamati a testimoniare davanti alla commissione disciplinare del CSM dall' (poco) illustre imputato dottor Luca Palamara, c'è anche lui, il dottor Giuseppe Amato (nella foto), oggi procuratore capo a Bologna, vecchia conoscenza del tridentino palazzo di giustizia.

Anche il dottor Giuseppe Amato "dovrà spiegare come è finito in quella posizione".

Intanto, a proposito delle sue avventure in terra trentina, i lettori ricorderanno le motivazioni della sua richiesta di archiviazione del procedimento penale nei confronti degli occupanti – una trentina circa tutti identificati - dell'aula del consiglio provinciale e della conseguente interruzione dei lavori avvenuta l'11 marzo 2014. Non pecchiamo di populismo se la giudichiamo un'arlecchinata!

Invece, i lettori non potranno ricordare cosa stia succedendo al processo Rosa Thaler Zelger – Goddfried Tappeiner in corso a Bolzano. Nessuno scrive - tranne noi – delle udienze, che a fine giugno, sono ripartite.

In quella del 29 giugno, sono stati sentiti i testi dell'accusa: il luogotenente Massimiliano Mele della GdF e il segretario generale del consiglio regionale Stefan Untersulzner. Ne abbiamo riferito nell'articolo "Processo Zelger Thaler-Tappeiner: I testi dell'accusa, tra imprecisioni e "non ricordo".

In quella del 15 luglio, altro importante teste d'accusa, l'attuario triestino Stefano Visentin. Della sua audizione ne abbiamo dato notizia nell'articolo "Oggi: 2° Round del processo Rosa Thaler Zelger e Goddfried Tappeiner".

Ora siamo in grado di pubblicare alcune dichiarazioni del sottufficiale della GdF rese nell'audizione del 29 giugno scorso.

Alle domande del P.M, ecco le risposte del teste Mele "c'era l'ipotesi della truffa diciamo, era ipotizzata la truffa. Allora il P.M. (il dottor Amato era titolare dell'indagine) ci chiese: "Ma questa truffa come va quantificata?" Allora dicemmo sarebbe il caso di magari farsela segnalare... di farsela certificare da una consulenza eventualmente" e ancora "Il Pubblico Ministero ci chiedeva eventualmente di dargli... per quanto riguarda l'ipotesi della truffa, di dare un importo. Mi ricordo che la Guardia di Finanza chiese al Pubblico Ministero eventualmente una perizia, però poi non fu fatta. Comunque noi praticamente avendo diciamo così... Non abbiamo fatto altro che fare una proporzione. Abbiamo preso, chiaramente in difetto per quello che poteva valere un calcolo fatto diciamo così artigianale" .

Inoltre ad una domanda della difesa sul controllo dei dati, il teste Mele così rispondeva "No, ma guardi, Avvocato, noi abbiamo chiesto... Mi dispiace... Se c'era il Pubblico Ministero, il Dott. Russo o il Dott. Amato, avrebbero loro detto a Lei mentre Lei mi fa la domanda a me: "Guardi che io non ho ritenuto opportuno fare una consulenza". Abbiamo fatto questo calcolo meramente per dare un importo che poteva essere anche di 2000 euro o di 10 milioni". (pagg. 34 e 57 audizione Massimiliano Mele).

Traducendo.

Il dottor Amato ipotizza il teorema: c'è una truffa a danno della Regione e incarica il Nucleo Tributario della GdF di Trento di dimostrare il teorema, vale a dire di quantificare la truffa. Come risponde la GdF alla Procura di Trento? Che sarebbe il caso di "farsela certificare [la truffa ] da una consulenza....". Inoltre, a domanda della difesa, il teste Mele risponde " se c'era il Pubblico Ministero il dottor Russo o il dottor Amato avrebbero detto " che io non ho ritenuto opportuno fare una consulenza". E il Mele continuando "Abbiamo fatto questo calcolo meramente per dare un importo...." (traducendo sono stati dati letteralmente i "numeri") e continuando il teste Mele " (l'importo) che poteva essere anche di 2.000 euro o di 10 milioni".

Emblematica la testimonianza del teste dell'accusa luogotenente Massimiliano Mele della GdF che da sola la sgonfia di credibilità. Quindi rinvio a giudizio degli imputati certamente immotivato per un reato che non esiste e proprio perché non esiste non può essere provato.

Altrimenti perché la Procura della Corte dei Conti che si è avvalsa, previa autorizzazione della Procura penale, della stessa indagine della GdF, ha archiviato il procedimento di danno erariale avviato nei confronti dell'ufficio di presidenza del consiglio regionale? Eppure si trattava di oltre 10 milioni€, una sommetta non trascurabile.

A questo punto, siamo davvero curiosi di sapere come il dottor Giuseppe Amato "sia finito in quella posizione" (nomina a procuratore capo di Bologna). Se lo chiede Palamara, a maggior ragione ce lo chiediamo noi cittadini che vogliamo una giustizia giusta e pulita........

Caso “Palamara”: tra i 133 nomi eccellenti, c’è anche lui, Giuseppe Amato