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«Ravvedimento operoso», il consiglio regionale paga sanzione di 20 mila€

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Trento, 13 agosto 2020. Redazione

Con la delibera n. 264/2016, l'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale aveva contabilizzato, a seguito della riliquidazione della capitalizzazione degli assegni vitalizi ex l.r. 4/2014, con la certificazione dell'Agenzia delle entrate di Trento, un credito di 16.824.873,88€ per IRPEF e 3.342.397,00€ per IRAP. Una bella sommetta, dunque, superiore a 20 mlioni€.

Il credito veniva utilizzato dal consiglio regionale, quale sostituto d'imposta, a conguaglio, dei versamenti delle ritenute IRPEF e dell'imposta IRAP sugli stipendi del personale e delle indennità ai consiglieri e dei vitalizi agli ex consiglieri, fino a concorrenza.

Nel 2018, le strutture amministrative del consiglio accertano un errore nella tassazione di alcune capitalizzazioni. Con il supporto dell' onnipresente prof. Procopio di Roma e dell'altro consulente, il locale dottor Dematté, il consiglio regionale avvia l'istituto del «ravvedimento operoso», entro il termine di dedadenza.

Ci illumina il provvedimento n. 95/18 del segretario regionale che ci spiega, con l'allegato Mod. F24, che sono stati versati all'Erario, per chiudere il «ravvedimento operoso», complessivamente 439.960,09€ di cui 419.256,54€ cod. 1012/2014 (tassazione separata) e 20.703,55€ cod. 8906 (sanzioni).

Nei confronti degli ex consiglieri è in corso il recupero della somma di 419.256,54€ che comprende "indebitamente" 5.185,69€ per interessi maturati dal 2014 al 2018, visto che gli interessi sono a carico del sostituto di imposta e non dei sostituiti.

A questo punto, una prima domanda è spontanea. Perché il consiglio regionale si piega al pagamento della sanzione di oltre 20 mila€, quando è creditore verso l'Erario dal 2014 di oltre 20 milioni€, come certificato nel 2016?

Seconda domanda, spontanea pure questa. Perché nessuno dei consiglieri regionali che, tra i compiti del mandato, si annovera anche il controllo degli atti amministrativi, ha sollevato la benché minima obiezione?

Terza domanda, perché la Corte dei Conti, pur informata del "ravvedimento operoso", con il conseguente danno erariale, non è intervenuta per accertare le responsabilità?

(nella foto il presidente del consiglio regionale Roberto Paccher)

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