Pedofilia, lotta senza quartiere

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Lotta alla pedofiliaTrento, 27 febbraio 2012. - Ancora una volta, assieme al sacro rito mattutino di cappuccino e brioches, sfogliando il giornale mi vedo costretto a ingoiare la notizia di un'altra persona indagata per pedofilia, in questo caso on-line. E di nuovo la nausea ha preso il sopravvento. In questi giorni abbiamo letto della morte di un giovane trentino, deceduto per colpa di un gioco erotico estremo finito nel peggiore dei modi. Credo che l'accaduto, certamente singolare ma comunque tristissimo argomento di dibattito-pettegolezzo, sia stato affrontato da parecchi quotidiani e siti d'informazione, in maniera assolutamente poco rispettosa.

Il nome della giovane vittima (corredato spesso dal primo piano dello sventurato) è stato sbattuto in prima pagina, mortificando il suo nome, la sua persona e l'intera famiglia che dovrà in futuro fare i conti con gli sguardi e le chiacchiere di chi del pettegolezzo ne fa questione di vita o morte. Ciò che è accaduto è stato frutto di una scelta personale, forse non condivisibile, ma comunque riguardante due persone adulte e quindi in assoluta consapevolezza. Nessun reato a riguardo, quindi.

Che dire, invece, di chi al posto di cuore, cervello e sentimento, ha un'estensione dell'apparato genitale? Credo che chi si macchi di questa vergogna, quale la violazione e il futuro di un minore, spesso un bambino, dovrebbe in questo caso subire lo stesso trattamento dello sfortunato giovane trentino. L'ultima persona indagata di cui si ha notizia, era già finita nei guai, alcuni anni or sono, per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. Pertanto un recidivo. Mi rendo conto che fino a sentenza definitiva, sussiste la presunzione d'innocenza, ma poi, in caso di condanna? Trovo legittimo che madri e padri conoscano chi possa rovinare la vita del proprio figlio. Non voglio nemmeno immaginare un'alzata di scudi per violazione della privacy, perché a questo punto si tratta soltanto di preservare i nostri piccoli da chi si macchia del più vergognoso dei reati. Oltraggiare un bimbo non ha scusanti, perché compiuto da un adulto in pieno possesso di cognizione di ciò che il suo ignobile gesto provocherà nell'esistenza della sua innocente vittima. Sarebbe utile che lo Stato, sempre molto attento alle politiche della famiglia e della tutela dei minori, decidesse di rendere visibile a tutti la lista completa di chi condannato per reato di pedofilia, con un semplice clic.

... i bambini ci ringrazierebbero...

Alex Boller

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