Giochi d'azzardo: "In Trentino bruciati 700 milioni di euro"

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

Macchinette mangiasoldiTrento, 3 marzo 2012. - Il gioco d'azzardo? Una vera droga che rovina persone e famiglie. In Trentino bruciati quasi 700 milioni di euro: una grande fortuna, senza contare che accanto al gioco legale c'è il gioco d'azzardo illegale, di cui non conosciamo l'entità. Pubblichiamo il comunicato del Centro Ricerca e Tutela Consumatori ed Utenti (in sigla CRTCU) che ha fotografo la  pesante situazione in  Trentino.

Nel 2011 i trentini hanno speso circa 666 milioni di euro per giochi d'azzardo legali. Ciò corrisponde a ben 1.270 euro pro capite, contando anche i neonati e gli ultranovantenni. Questi dati sono pubblicati dall'Azienda dei Monopoli di Stato (AAMS) soltanto per la regione Trentino-Alto Adige. Gli esperti ritengono che il comportamento dei giocatori sia abbastanza uniforme nelle due Province Autonome, eccezion fatta per le puntate ai videopoker, di ammontare leggermente inferiore in Trentino. Sui videopoker ricade la maggior parte delle giocate, ca. il 67%.

Questi dati sono davvero preoccupanti. Con l'aumentare delle giocate aumenta concretamente anche il rischio di una vera e propria "dipendenza da gioco". In molti sottovalutano la situazione, credendo di avere sotto controllo il proprio comportamento verso il gioco d'azzardo. Le conseguenze finanziarie ed economiche del fenomeno sono notevoli e altrettanto preoccupanti. La spesa per gioco d'azzardo, per ciascun componente della famiglia, è superiore a quella destinata all' "abbigliamento e alle calzature" (663 €) e ai "combustibili e l'energia elettrica" (758 €), e corrisponde a ben il 63% della spesa per alimentari (1.993 €). Facendo una proiezione delle puntate di gennaio 2012 sull'arco dell'anno, si arriva all'incredibile somma di 1.724 euro per ogni componente della famiglia, quindi una spesa quasi pari a quella per gli alimentari.

"Considerando queste cifre, ed il moltiplicarsi a macchia d'olio del numero di sale bingo e videopoker nei bar, i responsabili di politica e delle forze sociali dovrebbero mettere in atto, quanto prima, un adeguato piano di rafforzamento delle iniziative di prevenzione. Le misure di tutela devono essere radicate in modo sistematico a livello provinciale, e diffuse nel modo più ampio possibile" commenta il direttore del CRTCU, Carlo Biasior.

In particolar modo vanno tutelati i giovani. In questo le scuole sono chiamate a mettere a disposizione gli strumenti più adatti, evitando di incappare in materiali prodotti dai gestori dei giochi, camuffati quali materiali a tutela dei giocatori. In circolazione ve ne sono infatti alcuni, che con il pretesto di promuovere il gioco "responsabile", promuovono in realtà solo il gioco per denaro, cioè d'azzardo.

Visto il continuo aumento delle cifre spese nelle giocate, con contestuale (ovvio) moltiplicarsi delle difficoltà finanziarie delle famiglie, è lecito supporre che sempre più consumatori finiranno con perdere il controllo della propria condotta in tale ambito. Nonostante tutti gli sforzi in atto per cercare di limitare la crescente offerta di giochi, la sempre più vasta scelta di tipologie di gioco e l'illusione del facile guadagno, una sola strada di contrasto al fenomeno sembra davvero praticabile: ed è quella della prevenzione. Chiare informazioni ed efficaci misure di dissuasione e prevenzione sono gli unici strumenti per cercare di evitare a molte persone quella che è ormai divenuta una chiara patologia da "dipendenza dal gioco".

Giochi d'azzardo: