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Razionalizzata (razionata) l'acqua al Santa Chiara

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acqua razionataTrento, 30 luglio 2013. - Redazione

L'ufficio stampa dell'Azienda provinciale per i servii sanitari ci ha inviato, pochi minuti fa, il seguente comunicato stampa che pubblichiamo integralmente.  " SANTA CHIARA: NUOVA MODALITÀ DI DISTRIBUZIONE DELL'ACQUA. L'acqua minerale verrà fornita a tutti i degenti e consegnata con il vassoio dei pasti. Cambia la modalità di distribuzione dell'acqua minerale all'ospedale di Trento. Dal 1° agosto le bottiglie di acqua saranno consegnate assieme al vassoio dei tre pasti principali; in altri orari sarà assicurata la distribuzione su richiesta dei singoli pazienti.

Con questa nuova modalità di distribuzione non vi saranno più depositi di acqua incustodita nei corridoi e negli atri dell'ospedale Santa Chiara. Tale variazione organizzativa è la conseguenza della necessità di assicurare il controllo e la sicurezza di tutto quanto è utilizzato per l'alimentazione all'interno delle strutture ospedaliere oltre alla necessità di garantire la disponibilità di acqua alle persone ricoverate.

Ci stupisce che l'ufficio stampa dell'APSS trovi il tempo per affidarci una così "pesante" notizia. Poi dopo il sorriso che ha procurato il "lancio" con gli immancabili, scontati commenti, abbiamo riletto la notizia e ci siamo chiesti perché tanto disturbo per le bottigliette di acqua minerale in corsia.  Ci siamo risposti per evitare, naturalmente,  manomissioni e quindi controllo preventivo di ciò che si distribuisce agli ammalati. Se così,  tutto bene, ma  chi mai sarà il sabatore che si aggira nei corridoi dell'ospedale per inquinare l'acqua minerale? Non sarà forse un mezzuccio per razionalizzare o meglio razionare l'acqua ai pazienti. Qualcuno avrebbe detto "a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre si indovina". Non sarà per caso, nella logica tutta tridentina della "spending review", l'obiettivo di riparmaire sull'acqua minerale?  Lo stesso dubbio ha attraversato la mente del consigliere Claudio Civettini che ha presentato una interrogazione che pubblichiamo. Prima però un nostro commento. Possibile che si debba risparmiare sull'acqua minerale destinata gli ammalati del Santa Chiara,quando si premette la costruzione di una serra per mantenere la foresta tanzaniana o si consente all'assessorato della Lia Giovanazzi Beltrami di spendere quasi 4.000 euro al giorno?

Ecco il testo dell'interrogazione di Claudio Civettini

INTERROGAZIONE

ACQUA GALEOTTA PER I PAZIENTI DELL'OSPEDALE SANTA CHIARA

QUALI LE RAGIONI DI TANTA POCHEZZA POLITICA DI TALE SCELTA, FATTA PROPRIO IN PIENA ESTATE?

"Nel paese dell'acqua si raziona l'acqua, mentre dall'altra parte si "investe" in serre milionarie per il Muse!"

Questo potrebbe essere il titolo scandaloso di chi, in un ospedale pubblico, riesce a "razionare" la distribuzione dell'acqua ai pazienti, lasciandone a disposizione solo due "portate", uno per il pranzo e l'altra per la cena.

Ai nostri anziani, magari lungodegenti, dovremo organizzare per fornire loro acqua durante la giornata o abbeverarli nei bagni o dai rubinetti sanitari dei lavandini.

Uno scandalo senza pari, che cerca di colpevolizzare l'utilizzo di acqua che, letta come vorrebbe essere intesa, vorrebbe indicare consumi sconsiderati da parte dei degenti.

Bugie incettabili, che hanno bisogno di essere immediatamente comparate con i veri sprechi, che ad esempio, si leggono nelle spese dei pasti milionari offerti nei Festival dell'economia, dove, leggendo le cifre, non si sono certo lesinato nemmeno nelle bottigline di buon vino.

Uno scandalo, che dovrebbe far vergognare chi gestisce la sanità trentina e che vede nella fornitura dell'acqua che serve a un paziente, uno spreco.

Certo è, che, verificata la situazione, è possibile che ci si organizzi per una distribuzione per protesta di bottigliette d'acqua ai pazienti, per rilevare la pochezza di tale scelta, lasciando in altri molti settori, il classico rubinetto aperto per sprechi veramente milionari.

Speriamo che di questo passo, non si passi anche alla razionare il cambio della biancheria, al riutilizzo dei pannolini usati o al taglio dei pasti, con l'obbligo di portarseli da casi.

Una vergogna senza ma e senza se, che, a nostro dire, va immediatamente rivista, dedicando a tali spese, nel caso, le molte risorse inutilmente sprecate in molti rivoli molto più nascosti.

Tutto ciò premesso

si interroga

il Presidente della Provincia

per sapere:

· a quanto ammonta la spesa di acqua minerale riservata ai pazienti, quante, le bottiglie acquistate ogni anno; quali i bandi di acquisto e quale attenzione alla distribuzione di acque minerali trentine?

· quali le ragioni di tale scelta e quali gli argomenti a sostegno della sufficienza idrica pro capite, per la razione distribuita per ogni paziente ricoverato.

· quali gli sprechi ipotizzati, all'origine di tale scellerata scelta e chi garantisce o dispensa una quantità superiore, se necessaria per motivi di cura?

· in caso di necessità superiore, in piena stagione estiva, saranno attrezzate le macchiette di distribuzione a pagamento, aggravando i costi di degenza dei pazienti'.

· visto l'esasperazione dell'applicazione della politica di spending rewiew e visti i tagli che si impongono alle utenze, è ipotizzabile,con voluta ironia, che sia razionata anche la distribuzione della carta igienica?

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

 

Cons. Claudio Civettini Lega Nord Trentino

Razionalizzata (razionata) l'acqua al Santa Chiara

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